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Dalla finanza sostenibile alla partecipazione dei cittadini, il Gruppo Iren porta al Salone della CSR di Milano la propria esperienza sui temi ambientali, sociali e di governance

La sostenibilità non si misura soltanto attraverso gli obiettivi ambientali o gli indicatori economici. Si misura anche nella capacità di un’impresa di ascoltare le comunità in cui opera, coinvolgere i cittadini e trasformare le esigenze locali in progetti concreti. È su questo rapporto tra attività aziendale e partecipazione che si è concentrata l’esperienza presentata dal Gruppo Iren alla quattordicesima edizione del Salone della CSR e dell’innovazione sociale.

L’iniziativa ha offerto l’occasione per affrontare alcuni dei nodi centrali della trasformazione sostenibile: l’integrazione dei criteri ESG nella finanza, lo sviluppo delle competenze necessarie alle nuove professioni e il ruolo delle imprese nella costruzione di comunità più inclusive e resilienti.

Un percorso che, per Iren, passa tanto dall’evoluzione dei processi decisionali quanto dal dialogo con i territori. L’obiettivo è fare della sostenibilità non un principio astratto, ma un elemento capace di orientare le scelte aziendali e generare ricadute nella vita delle persone.

Iren al Salone della CSR: finanza sostenibile e nuove competenze

La partecipazione del Gruppo alla manifestazione si è sviluppata in più appuntamenti, a partire dal 6 ottobre. Roberta Ponticelli, Head of Marketing & Communications di Iren Mercato, è intervenuta nell’incontro dedicato al database europeo EPREL, strumento legato alle informazioni sull’efficienza energetica dei prodotti.

Nella stessa giornata, Arturo Bertoldi, responsabile di Eduiren, ha preso parte al confronto sul contributo delle imprese allo sviluppo delle competenze STEAM tra i giovani. Al centro dell’intervento, il valore degli spazi collaborativi in cui aziende, nuove generazioni e territori possono incontrarsi, condividere conoscenze e costruire opportunità formative.

Il tema delle competenze è tornato anche l’8 ottobre, quando Roberto Soler, Sustainable Finance Manager di Iren, ha partecipato al panel dedicato all’evoluzione delle professioni della sostenibilità. Il suo contributo ha riguardato l’integrazione dei criteri ESG nella finanza tradizionale, un passaggio che porta le valutazioni ambientali, sociali e di governance sempre più vicino ai processi di analisi e alle decisioni economiche.

La sostenibilità, in questa prospettiva, non riguarda più soltanto le funzioni aziendali direttamente impegnate nelle questioni ambientali. Richiede competenze trasversali, capaci di mettere in relazione investimenti, gestione dei rischi, impatti sociali e strategie di lungo periodo.

Comitati Territoriali Iren: dodici anni di ascolto e partecipazione

Tra i temi affrontati al Salone, un ruolo centrale è stato riservato al rapporto tra imprese e comunità locali. Nel pomeriggio dell’8 ottobre, Selina Xerra, direttrice Corporate Social Responsibility e Comitati Territoriali di Iren, è intervenuta nel panel dedicato alla costruzione di comunità inclusive e resilienti, portando l’esperienza dei Comitati Territoriali.

Nati in forma sperimentale a Piacenza dodici anni fa e successivamente estesi a Reggio Emilia, Parma, Torino e Genova, i Comitati rappresentano un canale permanente di consultazione e confronto tra l’azienda e gli stakeholder locali.

Il loro funzionamento si basa sulla possibilità di raccogliere esigenze, proposte e idee provenienti dalle comunità, favorendo un modello di progettazione partecipata. Attraverso la piattaforma Iren Collabora, i cittadini possono presentare e promuovere iniziative legate a questioni di interesse collettivo.

Il risultato indicato dal Gruppo è di 178 progetti realizzati nel corso del tempo. Gli interventi hanno interessato ambiti diversi, dall’economia circolare all’efficienza energetica, dalla riduzione dello spreco alimentare alla tutela della biodiversità, fino alle iniziative rivolte alle fasce più fragili della popolazione.

Un insieme di esperienze che mostra come il coinvolgimento dei territori possa tradursi in attività concrete. La partecipazione, in questo modello, non si limita alla consultazione, ma diventa uno strumento per individuare priorità, raccogliere bisogni e sviluppare proposte legate alle caratteristiche delle singole comunità.

Dai bisogni locali ai progetti: il valore della governance partecipata

Il ruolo dei Comitati si inserisce in una visione della governance aziendale che considera il confronto con gli stakeholder una componente del processo decisionale. Il dialogo con i territori può contribuire a far emergere questioni che difficilmente trovano spazio attraverso i soli strumenti di pianificazione interna, mettendo in relazione le strategie dell’impresa con le aspettative delle comunità.

È proprio su questo aspetto che si concentra il valore della progettazione partecipata: creare occasioni di confronto continuativo e trasformare le proposte raccolte in iniziative coerenti con le esigenze ambientali e sociali locali.

«La sostenibilità non è un traguardo formale, ma una pratica quotidiana fatta di ascolto e di responsabilità condivisa», ha dichiarato Selina Xerra. Secondo la direttrice, l’esperienza dei Comitati dimostra come gli spazi di dialogo con la comunità possano favorire progetti capaci di andare oltre il singolo intervento e contribuire a un modello di sviluppo duraturo, legato ai bisogni reali delle persone.

ESG Challenge: il coinvolgimento dei giovani e del mondo accademico

Accanto ai Comitati Territoriali, Iren ha richiamato anche l’esperienza della ESG Challenge, iniziativa rivolta al mondo accademico e ai giovani talenti con l’obiettivo di stimolare proposte e soluzioni sulle questioni ambientali, sociali e di governance.

Il progetto si inserisce in un percorso più ampio di coinvolgimento degli stakeholder, nel quale università, studenti e nuove professionalità possono contribuire alla ricerca di risposte alle sfide della transizione sostenibile.

L’attenzione alle nuove generazioni si collega così al tema delle competenze, affrontato nel corso della manifestazione, e alla necessità di costruire occasioni di collaborazione tra imprese, sistema formativo e comunità.

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