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Dal Libano al Kenya, il modello italiano di Campagna Amica e Coldiretti diventa esempio globale contro crisi alimentari e shock energetici

I mercati contadini possono diventare uno strumento concreto per combattere crisi alimentari, rincari energetici e instabilità geopolitiche. È il messaggio lanciato da Coldiretti e Campagna Amica durante Codeway Expo 2026, la manifestazione dedicata alla cooperazione internazionale in corso alla Fiera di Roma.

Al centro dell’evento il riconoscimento del progetto italiano dei farmers market come uno dei “flagship project” nazionali sostenuti dal Governo italiano e dalla FAO nell’ambito della cooperazione internazionale.

Una scelta che consacra il modello italiano della filiera corta e della vendita diretta come esempio internazionale capace di coniugare sicurezza alimentare, sostenibilità, inclusione sociale e sviluppo economico locale.

“Il cibo è infrastruttura”: la diplomazia agricola secondo Campagna Amica

A raccontare l’esperienza italiana sono stati la presidente di Fondazione Campagna Amica-Coldiretti, Dominga Cotarella, e il direttore generale della World Farmers Markets Coalition e responsabile cooperazione internazionale Coldiretti, Carmelo Troccoli.

Secondo Cotarella, il valore dei mercati contadini va ben oltre l’agricoltura. “Il cibo oggi è la vera infrastruttura di ogni Paese”, ha dichiarato, sottolineando “l’importanza della fratellanza rurale tra i popoli, della diplomazia contadina e della connessione profonda tra cibo e sicurezza”.

Un concetto che assume ancora più peso in uno scenario internazionale segnato da guerre, aumento dei costi energetici e tensioni sulle catene di approvvigionamento globali.

Mercati più resilienti alle crisi: redditi agricoli in crescita fino al 40%

I dati presentati durante Codeway Expo mostrano risultati concreti dei progetti avviati nei Paesi coinvolti.

Secondo le rilevazioni, i produttori agricoli hanno registrato incrementi di reddito compresi tra il 20% e il 40%, grazie soprattutto alla riduzione delle intermediazioni e al rafforzamento della vendita diretta.

Non solo economia. Nei territori coinvolti sono nate nuove forme di cooperazione locale, è cresciuta l’occupazione familiare e molte aziende agricole hanno assunto nuovi lavoratori.

Importante anche l’impatto ambientale: appena il 3% degli agricoltori coinvolti dichiara di sprecare il prodotto invenduto. Nella maggior parte dei casi la produzione viene completamente venduta oppure trasformata e conservata per i mercati successivi.

Dal Libano al Kenya: i mercati contadini diventano simbolo di resilienza

Tra i progetti più significativi c’è MAMI, la Mediterranean and African Markets Initiative, sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri e realizzata dal CIHEAM Bari insieme alla World Farmers Markets Coalition e a Fondazione Campagna Amica.

La prima fase del progetto ha coinvolto Kenya, Libano, Tunisia ed Egitto, portando alla nascita dei primi mercati contadini strutturati sul modello italiano.

I risultati ottenuti hanno trasformato quelle che inizialmente erano esperienze pilota in veri sistemi permanenti di sviluppo locale.

In Kenya, dopo il primo mercato, ne è stato aperto un secondo. Ma è soprattutto il caso del Libano ad aver attirato l’attenzione internazionale: nonostante la guerra e i bombardamenti, il mercato di Beirut è rimasto operativo anche nei momenti più difficili del conflitto, diventando un simbolo di resilienza economica e sociale.

Nuovi progetti tra Africa e America Latina

La seconda fase del progetto MAMI è già pronta a partire e punta a fare un salto di qualità: non più soltanto singoli mercati, ma vere reti strutturate integrate con le filiere agricole locali e con le politiche di sviluppo territoriale.

Le attività continueranno in Kenya, Egitto e Libano, mentre Coldiretti e World Farmers Markets Coalition stanno ampliando la cooperazione agricola anche in Congo, Ghana, Senegal e Mozambico.

Parallelamente il modello Campagna Amica sbarcherà anche in America Latina con il progetto Andes, sviluppato insieme all’Istituto Italo-Latino Americano.

L’iniziativa prevede la creazione di reti di mercati contadini in Ecuador, Colombia e Perù, con l’obiettivo di sostenere le economie agricole locali e rafforzare la sicurezza alimentare delle comunità.

Il modello italiano della filiera corta diventa strategia globale

La crescita internazionale dei farmers market italiani racconta un cambiamento profondo nella cooperazione agricola contemporanea.

Il modello promosso da Coldiretti e Campagna Amica punta infatti a rafforzare la resilienza dei territori attraverso filiere corte, sostenibilità ambientale, riduzione degli sprechi e valorizzazione delle economie locali.

In uno scenario globale sempre più esposto a conflitti, crisi climatiche e rincari energetici, il cibo torna così al centro delle strategie geopolitiche e di sviluppo.

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