- 20/01/2026
- Redazione
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Il Gruppo Hera acquisisce Sostelia per 138 milioni di euro e rafforza la leadership nel water treatment civile e industriale. Attese sinergie e oltre 20 milioni di Ebitda a regime
Il Gruppo Hera accelera sulla strategia di crescita nel settore ambiente e rafforza la propria leadership nel trattamento delle acque civili e industriali. La multiutility ha infatti siglato un accordo vincolante per l’acquisizione del 100% del Gruppo Sostelia, uno dei principali operatori privati italiani nel water treatment, per un enterprise value complessivo di 138 milioni di euro.
L’operazione, che sarà finalizzata entro marzo 2026 dopo le consuete autorizzazioni regolatorie, consentirà a Hera di posizionarsi come player di riferimento nazionale lungo l’intera filiera del trattamento delle acque, dalla progettazione degli impianti alla gestione operativa, fino al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti liquidi e dei fanghi.
Un’operazione industriale che vale oltre 20 milioni di Ebitda
Secondo le stime del gruppo, l’integrazione di Sostelia contribuirà a regime a oltre 20 milioni di euro di margine operativo lordo per il perimetro consolidato di Hera, a cui si aggiungeranno le sinergie industriali e commerciali previste.
Sostelia era controllata al 65% dal fondo di private equity impact Xenon Fidec, gestito da Xenon AIFM, mentre il restante 35% faceva capo agli imprenditori fondatori delle società operative. Con questa operazione, Hera consolida ulteriormente la propria presenza nei settori strategici water e waste, considerati centrali nella transizione ecologica.
Sinergie con Herambiente e offerta integrata
Uno dei pilastri dell’operazione è l’integrazione con Herambiente, controllata del Gruppo Hera e primo operatore italiano nel settore ambientale. La combinazione delle competenze consentirà di offrire al mercato una gamma completa di servizi: dalla progettazione e costruzione degli impianti (EPC), alla gestione e manutenzione (O&M), fino al trattamento dei reflui industriali.
Per i clienti pubblici e privati questo significa maggiore continuità operativa, qualità del servizio e riduzione dei costi, mentre per Hera l’operazione rappresenta un’opportunità di ampliamento della base clienti e diversificazione dei ricavi.
Tecnologia, know-how e nuove sfide normative
L’acquisizione arriva in un momento cruciale per il settore. Le normative europee diventano più stringenti – come la Direttiva UE 2024/3019 sulle acque reflue urbane – mentre il cambiamento climatico e la riconfigurazione industriale aumentano la pressione sulle risorse idriche.
Sostelia porta in dote tecnologie avanzate e soluzioni innovative, tra cui sistemi per l’abbattimento dei PFAS, il recupero delle risorse idriche e il trattamento dei fanghi. Competenze che si integrano con l’esperienza pluriennale di Hera nella gestione diretta di impianti di depurazione civili e industriali.
Il profilo di Sostelia: numeri e presenza territoriale
Il Gruppo Sostelia gestisce oltre 1.200 impianti, serve più di 1.200 clienti attivi e impiega circa 350 addetti. Circa il 70% del business è rivolto a clienti industriali, mentre il restante riguarda il segmento municipale.
La società è fortemente radicata nel Nord Italia ma vanta anche una presenza internazionale che genera circa il 10% del fatturato. Dispone inoltre di un impianto avanzato per il trattamento dei rifiuti liquidi a Casalmaggiore, che rafforza ulteriormente il presidio impiantistico del gruppo Hera.
I vertici: “Un tassello chiave nella transizione ambientale”
«L’acquisizione di Sostelia rafforza il posizionamento del Gruppo Hera nei settori strategici water e waste», ha commentato Orazio Iacono, amministratore delegato di Hera. «Il contesto normativo e climatico spingerà gli investimenti nel trattamento, risparmio e riutilizzo dell’acqua. Con questa operazione aggiungiamo un tassello fondamentale alla nostra filiera».
Soddisfazione anche da parte del venditore. «In meno di tre anni abbiamo creato un gruppo industriale solido, capace di garantire continuità operativa a clienti e collaboratori», ha dichiarato Danilo Mangano, AD di Xenon AIFM, sottolineando come questa rappresenti la seconda exit di successo del fondo Xenon Fidec.



























































































































































































































































































































































































































































