- 16/09/2026
- Redazione
- 0
Strasburgo boccia le salvaguardie sul regolamento CBAM fertilizzanti. Coldiretti e Confagricoltura denunciano il rischio di un’impennata dei costi per le imprese e per la spesa delle famiglie
L’esito del voto del Parlamento europeo sul CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) incassa una durissima bocciatura da parte del mondo agricolo. L’approvazione in Plenaria a Strasburgo della posizione negoziale sull’ormai noto “dazio sul carbonio” alle frontiere ha scatenato la reazione congiunta delle principali organizzazioni di categoria italiane, Coldiretti e Confagricoltura, pronte a dare battaglia contro quello che definiscono un colpo fatale per la tenuta del settore primario e per le tasche dei consumatori.
A far saltare l’equilibrio è stata la decisione dei parlamentari europei di bocciare e cancellare dal testo la clausola di salvaguardia (l’articolo 27-bis/27a). Si trattava dell’unica valvola di sicurezza d’emergenza che avrebbe consentito alle istituzioni comunitarie di sospendere temporaneamente l’applicazione dei dazi in presenza di gravi turbative di mercato, sofferenze della produzione o impennate incontrollate dei prezzi dei fertilizzanti impiegati nelle campagne.
L’affondo di Coldiretti: “Un tradimento che diventa una nuova tassa sulla salute e sulla spesa”
Coldiretti non ha usato mezzi termini nel valutare le scelte uscite dalle urne di Strasburgo. Secondo l’associazione, la decisione dell’Eurocamera rappresenta un corto circuito politico e sociale che rischia di scaricare sui produttori agricoli e sulle famiglie europee l’intero peso economico della transizione ecologica.
“Il voto del Parlamento europeo rappresenta un inaccettabile tradimento ai danni di agricoltori e cittadini, che apre ai rischi di gravi turbative del mercato dei fertilizzanti con effetti dirompenti sui costi delle imprese e sulla spesa delle famiglie”.
“Ci troviamo di fronte all’ennesima deriva tecnocratica da parte dell’Ue, che stavolta viene paradossalmente da chi dovrebbe rappresentare gli interessi comuni degli europei e del tessuto produttivo. La cancellazione della clausola di salvaguardia lascia gli agricoltori senza tutele: gli effetti diretti sui costi del cibo naturale diventeranno una nuova tassa sulla salute delle famiglie.”
L’organizzazione mette inoltre in evidenza un’amara contraddizione istituzionale: la linea adottata dal Parlamento risulta persino più punitiva e restrittiva rispetto a quella concordata dal Consiglio UE lo scorso giugno, che, pur introducendo paletti molto rigidi, aveva comunque scelto di mantenere nel testo un meccanismo di sospensione straordinario da attivare nelle fasi di crisi profonda.
Confagricoltura: “Misure parziali e deludenti, i proventi del dazio non bastano”
Sulla stessa lunghezza d’onda si posiziona l’analisi di Confagricoltura, che sottolinea l’inadeguatezza delle controproposte avanzate a livello europeo per compensare l’eliminazione della clausola di salvaguardia. La possibilità ventilata da Bruxelles di riallocare una parte dei proventi generati dalle aste e dai dazi CBAM a favore dei settori produttivi colpiti dalla crisi non viene ritenuta una risposta idonea.
“Si tratta di una risposta del tutto parziale, che apre solo uno piccolissimo spiraglio sul problema dei maggiori costi dei fertilizzanti per gli agricoltori, ma che non offre ancora una risposta definitiva alle preoccupazioni sollevate dal comparto. L’eliminazione della clausola di sospensione temporanea, in una fase così complessa per il settore primario, rischia di gravare pesantemente sulla capacità produttiva europea e di trasferire inevitabilmente ulteriori rincari sui prezzi alimentari per i consumatori finali.”
Secondo Confagricoltura, la sovrapposizione tra l’applicazione del CBAM e un quadro geopolitico contrassegnato dalla forte volatilità dei mercati energetici crea una “tempesta perfetta”. Dal momento che il prezzo dei concimi azotati dipende strettamente dalle quotazioni del gas naturale, sommare ulteriori tasse doganali rischia di spingere fuori mercato migliaia di aziende agricole europee.
La resa dei conti al Trilogo: la richiesta di un piano strutturato per l’agricoltura
Con la conclusione del voto in aula a Strasburgo, il confronto normativo entra ora nella sua fase più calda. Si apre infatti il Trilogo, il tavolo negoziale a porte chiuse in cui Parlamento, Consiglio e Commissione europea dovranno sintetizzare le rispettive posizioni e licenziare il testo finale del regolamento.
Sia Coldiretti che Confagricoltura hanno già preannunciato che intensificheranno la propria pressione diplomatica a Bruxelles e presso il Ministero dell’Agricoltura italiano.
L’obiettivo è spingere gli Stati membri a ripristinare durante i negoziati interistituzionali le tutele per i fertilizzanti, affinché la lotta al cambiamento climatico non si traduca in un indebolimento delle campagne europee e in una nuova stangata sulla spesa quotidiana dei cittadini.





























































































































































































































































































































































































































































