- 31/07/2026
- Simone Martino
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Stefano Corà è il nuovo presidente di Fedecomlegno per il quadriennio 2026-2030. Priorità del mandato: EUDR, tracciabilità, accesso al credito, innovazione e sostegno alle imprese. Intanto il comparto torna a crescere con un giro d’affari oltre i 3,3 miliardi di euro
Cambio al vertice di Fedecomlegno, l’associazione di FederlegnoArredo che rappresenta importatori, commercianti e agenti di materia prima legno, semilavorati e derivati.
Il Consiglio di Presidenza ha eletto Stefano Corà nuovo presidente per il mandato 2026-2030, affidandogli il compito di accompagnare il comparto in una fase di profonda trasformazione, segnata da nuove normative europee, tensioni internazionali e crescente volatilità dei mercati.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare il supporto alle aziende della filiera, chiamate oggi a confrontarsi con sfide sempre più articolate sotto il profilo regolatorio, finanziario e commerciale.
Un imprenditore con oltre trent’anni di esperienza nel settore
Corà porta alla guida dell’associazione una lunga esperienza imprenditoriale nel commercio del legno e una presenza consolidata all’interno di Fedecomlegno. Da quasi vent’anni partecipa infatti alla vita associativa, ricoprendo due mandati da vicepresidente, oltre a far parte del Consiglio di Presidenza e del Consiglio Generale di FederlegnoArredo.
Nel corso della sua carriera ha inoltre assunto incarichi di rilievo anche in organismi internazionali, tra cui l’European Timber Trade Federation (ETTF) e l’Association Technique Internationale des Bois Tropicaux (ATIBT), di cui è membro del Consiglio di amministrazione dal 2006.
Corà: “Le imprese hanno bisogno di strumenti per affrontare il cambiamento”
Foto: Stefano Corà, presidente di Fedecomlegno
Nel delineare le priorità del mandato, il nuovo presidente ha evidenziato come il commercio del legno stia attraversando una delle fasi più delicate degli ultimi anni.
“La volatilità dei prezzi delle materie prime, le dinamiche geopolitiche e un quadro normativo europeo sempre più articolato stanno modificando profondamente il mercato”, ha spiegato Corà.
Per questo motivo Fedecomlegno intende rafforzare il proprio ruolo di rappresentanza, mettendo a disposizione delle imprese strumenti concreti per interpretare i cambiamenti e affrontare con maggiore efficacia le nuove sfide.
Tra i dossier più urgenti figura il Regolamento europeo EUDR sulla deforestazione, destinato a cambiare profondamente gli obblighi di tracciabilità delle materie prime. L’associazione lavorerà inoltre per intensificare il dialogo con le istituzioni italiane ed europee e con le principali organizzazioni internazionali del settore.
Formazione, innovazione digitale e credito tra le priorità del nuovo mandato
Accanto agli aspetti normativi, il nuovo corso di Fedecomlegno punta anche sul rafforzamento della competitività delle imprese.
L’associazione intende sviluppare nuove iniziative dedicate alla formazione professionale e alla trasformazione digitale delle aziende, oltre a favorire un dialogo più stretto con il sistema bancario per individuare strumenti capaci di agevolare l’accesso al credito, tema sempre più strategico per gli operatori della filiera.
Corà ha inoltre rivolto un ringraziamento al presidente uscente Alessandro Calcaterra, riconoscendone il lavoro svolto negli ultimi anni e confermando la volontà di dare continuità al percorso già avviato.
Un mercato che torna a crescere dopo due anni difficili
L’insediamento della nuova presidenza coincide con segnali di ripresa per il comparto.
Secondo le elaborazioni del Centro Studi FederlegnoArredo, nel 2025 il commercio del legno ha invertito il trend negativo iniziato nel 2023, registrando una crescita del 2,6% e riportando il valore complessivo del settore oltre 3,3 miliardi di euro.
Una ripresa che arriva in un contesto in cui l’Italia continua però a dipendere fortemente dall’estero per l’approvvigionamento della materia prima.
Importazioni in forte aumento: Austria e Germania restano i principali partner
Nel 2025 le importazioni del macrosistema legno sono aumentate del 14,7% rispetto all’anno precedente, raggiungendo un valore vicino ai 5,8 miliardi di euro.
L’incremento ha interessato soprattutto: prime lavorazioni del legno, come tronchi e segati (+28,6%), con un aumento di 387 milioni di euro; pannelli (+14%), per ulteriori 176 milioni di euro e prodotti destinati all’edilizia (+17,6%), con una crescita di 124 milioni di euro.
Sul fronte dei mercati di provenienza, Austria e Germania si confermano i principali fornitori dell’industria italiana del legno, entrambe in significativa crescita.


























































































































































































































































































































































































































































