Condividi questo articolo

La Banca d’Italia rafforza il proprio impegno su sostenibilità, inclusione e trasparenza. Emissioni in calo del 20% dal 2019 e obiettivo Net Zero entro il 2050

La sostenibilità non è più soltanto una questione ambientale. Per la Banca d’Italia rappresenta ormai un principio trasversale che guida le decisioni economiche, finanziarie e organizzative dell’Istituto.

Nella Relazione sulla gestione e sulla sostenibilità relativa al 2025 viene fotografato l’impegno dell’ente su ambiente, responsabilità sociale e governance.

Al centro della visione della banca centrale italiana c’è la gestione dei rischi legati al cambiamento climatico, considerati sempre più rilevanti per la stabilità economica e finanziaria del Paese. Un impegno che coinvolge ogni ambito operativo: dalla politica monetaria alla vigilanza bancaria, dagli investimenti alle attività di ricerca e formazione.

Piano climatico e obiettivo emissioni zero: la svolta della Banca d’Italia

Uno dei passaggi più significativi riguarda il nuovo Piano di transizione climatica pubblicato all’inizio del 2026. La Banca d’Italia è tra le prime banche centrali dell’Eurosistema ad aver definito una roadmap completa per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Gli obiettivi al 2035

L’obiettivo è arrivare a emissioni nette pari a zero attraverso una profonda trasformazione delle proprie attività e infrastrutture. Sono stati fissati anche due traguardi intermedi al 2035:

  • riduzione del 67% delle emissioni dirette e di quelle legate ai consumi energetici;
  • riduzione del 40% delle emissioni indirette lungo l’intera catena del valore.

Per raggiungere questi risultati l’Istituto sta investendo nell’efficienza energetica degli edifici, nell’installazione di pompe di calore, nell’espansione degli impianti fotovoltaici e nella riorganizzazione degli spazi di lavoro secondo il modello smart office.

Emissioni in calo del 20% rispetto al 2019

Nel 2025 le emissioni complessive di gas serra sono diminuite di quasi il 5% rispetto all’anno precedente. Ancora più significativo il confronto con il 2019, anno assunto come riferimento per il piano climatico: la riduzione complessiva sfiora il 20%.

Anche i consumi energetici registrano una contrazione: energia totale: -3,3%; consumo elettrico: -3,8%; utilizzo di gas metano: -3,7%.

Parallelamente cresce la quota di energia rinnovabile prodotta direttamente dalla Banca, segnale di una strategia orientata a ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e ad aumentare la resilienza rispetto alle oscillazioni dei mercati energetici.

Credit: Banca D’Italia

Il ruolo delle banche nella sfida climatica

La sostenibilità ambientale non riguarda soltanto le strutture dell’Istituto. Come autorità di vigilanza, la Banca d’Italia continua a monitorare l’integrazione dei rischi climatici nei modelli di business degli intermediari finanziari.

Nel 2025 sono state valutate positivamente le misure adottate dagli istituti bancari più significativi per incorporare i rischi ambientali negli stress test e nei processi di valutazione patrimoniale.

Prosegue inoltre il confronto con banche minori e intermediari non bancari per verificare l’attuazione dei piani di adeguamento alle aspettative di vigilanza in materia ESG.

Investimenti sostenibili e cooperazione internazionale

L’Istituto ha ormai integrato stabilmente i criteri ESG nella gestione dei propri portafogli finanziari. Gli investimenti vengono selezionati seguendo la Carta degli investimenti sostenibili e sono monitorati attraverso un rapporto annuale dedicato.

Sul piano internazionale, la Banca d’Italia collabora con le principali organizzazioni che si occupano di stabilità finanziaria e transizione ecologica, partecipando ai lavori del G20, del G7, del Network for Greening the Financial System e del Financial Stability Board.

Oltre 1,2 miliardi di euro versati allo Stato

L’impatto della Banca d’Italia sulla collettività non si limita alla stabilità monetaria e finanziaria.

Nel 2025 l’Istituto ha destinato allo Stato 1,272 miliardi di euro derivanti dagli utili realizzati, ai quali si aggiungono 466 milioni di euro di imposte versate.

Risorse che contribuiscono direttamente ai conti pubblici e che testimoniano il ruolo economico strategico svolto dalla banca centrale nel sistema Paese.

Più inclusione, parità di genere e sostegno alla genitorialità

Tra i pilastri della strategia sociale emerge la valorizzazione del capitale umano.

Nel corso del 2025 sono state rafforzate le iniziative per favorire la parità di genere, aumentare la presenza femminile nei ruoli manageriali e sostenere la genitorialità. È inoltre in fase di rinnovo la certificazione EDGE, riconoscimento internazionale che valuta le politiche di inclusione e pari opportunità.

Particolare attenzione è dedicata anche alla formazione continua: il 97% dei dipendenti ha partecipato ad attività formative, con una media di 48 ore di aggiornamento per persona.

Servizi digitali sempre più utilizzati dai cittadini

Cresce anche il rapporto diretto tra l’Istituto e i cittadini. Nel 2025 sono state registrate oltre 994 mila richieste di accesso ai dati della Centrale dei Rischi e più di 74 mila consultazioni della Centrale di Allarme Interbancaria.

Dal 13 aprile 2026 il portale online della Banca d’Italia è diventato il canale telematico esclusivo per la presentazione delle richieste relative a questi servizi e per l’invio degli esposti.

Trasparenza, legalità e sicurezza informatica al centro della governance

La terza dimensione della sostenibilità riguarda la condotta aziendale. L’Istituto ha aggiornato le procedure interne per adeguarsi alle nuove norme europee sui conflitti di interesse e ha rafforzato i programmi di formazione dedicati all’etica e all’integrità professionale.

Nel 2025 sono stati inoltre intensificati gli investimenti nella sicurezza informatica. La revisione della strategia cloud e il potenziamento delle attività di contrasto alle minacce cyber mirano a garantire la continuità operativa e la stabilità del sistema finanziario nazionale.

Condividi questo articolo