- 20/02/2026
- Simone Martino
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Scopri come l’agricoltura contribuisce alle emissioni di metano e quali strategie sostenibili esistono per ridurle, tra allevamenti più efficienti, pratiche agricole innovative e tutela del territorio
Il metano è uno dei principali gas serra, secondo solo all’anidride carbonica per il suo impatto sul cambiamento climatico. Responsabile di circa il 30% degli effetti sul riscaldamento globale, ne vengono immessi ogni anno nell’atmosfera circa 380 milioni di tonnellate.
Energia, rifiuti e agricoltura contribuiscono in maniera significativa a questo bilancio, ma è proprio il settore agricolo – con gli allevamenti e le risaie – a generare quasi la metà delle emissioni di metano in Italia.
Le emissioni agricole e le loro sfide
In agricoltura, le principali fonti di metano sono la fermentazione enterica dei ruminanti, la gestione dei liquami e, in misura minore, le risaie. Queste fonti sono diffuse sul territorio e variano molto da regione a regione, rendendo difficile misurare, controllare e verificare le emissioni.
Allo stesso tempo, il settore agricolo svolge funzioni fondamentali per la società: garantisce la produzione alimentare, tutela il territorio, favorisce il sequestro del carbonio e preserva ecosistemi e paesaggio. Di conseguenza, molte emissioni sono difficilmente comprimibili, ma ciò non significa che non possano essere gestite e ridotte attraverso strategie mirate.
Strategie italiane per ridurre il metano in agricoltura
Gran parte delle emissioni agricole italiane proviene dalla Pianura Padana, dove allevamenti e risaie definiscono il paesaggio produttivo. Il Piano Strategico della PAC (PSP) propone una serie di azioni per mitigare le emissioni e aumentare la resilienza del settore agricolo ai cambiamenti climatici. Queste azioni riguardano sia la riduzione dei gas climalteranti sia l’incremento della capacità di sequestro del carbonio nei terreni agricoli.
Tra le strategie previste nel primo Pilastro della PAC, particolare importanza rivestono gli eco-schemi, come l’inerbimento delle colture arboree e l’adozione di sistemi foraggeri estensivi con avvicendamento delle colture. Questi interventi aiutano a ridurre le emissioni, proteggere il suolo e migliorare la fertilità dei terreni.
Anche nel secondo Pilastro, dedicato allo sviluppo rurale, le azioni mirano a conservare il carbonio nel suolo attraverso pratiche come la copertura vegetale, la riduzione della lavorazione, il mantenimento dei residui colturali e la conversione di seminativi in prati e pascoli.
A queste si aggiungono misure più avanzate come l’agro-forestazione, l’agricoltura biologica e di precisione, la creazione di infrastrutture ecologiche e l’investimento in energie rinnovabili.
Ridurre le emissioni dai ruminanti e dai liquami
Uno degli approcci più efficaci per diminuire il metano è ridurre l’intensità degli allevamenti, puntando sulla qualità piuttosto che sulla quantità. Valorizzare il lavoro agricolo, investire in pratiche agroecologiche, diversificare le colture e le attività produttive contribuisce a produrre più valore per unità di prodotto, riducendo al contempo l’impatto ambientale.
La riduzione delle emissioni enteriche può essere ottenuta attraverso un’alimentazione dei ruminanti più equilibrata, con foraggi digeribili e apporto proteico adeguato. Negli ultimi anni sono stati introdotti anche integratori mangimistici in grado di inibire la produzione di metano nel rumine, ma è necessario valutare attentamente eventuali effetti sulla salute animale e sull’ecosistema ruminale.
Per quanto riguarda la gestione dei liquami, le buone pratiche sono essenziali. Convogliare i liquami verso impianti di digestione anaerobica permette di produrre biometano riducendo le emissioni fuggitive, mentre una gestione attenta nei ricoveri e durante l’impiego agronomico limita lo sviluppo del metano.
Il caso delle risaie
Le risaie richiedono interventi specifici, perché il suolo costantemente sommerso favorisce la produzione di metano. Le soluzioni più efficaci prevedono pratiche agronomiche che migliorino l’ossigenazione dell’acqua e strategie di rotazione e diversificazione delle colture, che riducano la monocoltura e migliorino la resilienza ambientale del sistema produttivo.
Agricoltura e clima: una sfida che guarda al futuro
La riduzione del metano in agricoltura richiede un approccio integrato che combini pratiche innovative, gestione sostenibile e valorizzazione del territorio. Non si tratta solo di mitigare i cambiamenti climatici, ma anche di garantire la qualità dei prodotti, la fertilità dei suoli e la conservazione del paesaggio, assicurando un’agricoltura più sostenibile per le generazioni future.



























































































































































































































































































































































































































































