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La Commissione AGRI del Parlamento europeo approva la revisione del Regolamento UE sul biologico. FederBio apprezza il voto ma avverte: no a deroghe che mettano a rischio i principi dell’agricoltura biologica

La revisione del Regolamento europeo sull’agricoltura biologica entra in una fase decisiva. Il via libera della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale (AGRI) del Parlamento europeo rappresenta infatti un passaggio importante verso la conclusione dell’iter legislativo destinato ad aggiornare il Regolamento (UE) 2018/848, riferimento per tutto il comparto biologico europeo.

Il voto è stato accolto con favore da FederBio, che riconosce il lavoro svolto dalla relatrice Camilla Laureti nel guidare un confronto complesso tra le diverse posizioni emerse durante l’esame del provvedimento. L’organizzazione sottolinea però che la revisione dovrà restare circoscritta agli interventi tecnici più urgenti, evitando modifiche capaci di alterare i principi che da anni caratterizzano il sistema biologico europeo.

FederBio: «Serve certezza normativa senza indebolire il biologico»

Secondo la presidente di FederBio, Maria Grazia Mammuccini, la conclusione della revisione è fondamentale per garantire stabilità alle imprese del settore, ma il testo definitivo non dovrà introdurre elementi che possano compromettere l’integrità dell’agricoltura biologica.

«Ringraziamo l’eurodeputata Camilla Laureti per il lavoro svolto e per l’attenzione dimostrata verso le esigenze del comparto. È importante arrivare rapidamente a una conclusione della revisione per offrire certezza normativa agli operatori, ma senza modifiche che possano indebolire la fiducia costruita negli anni tra produttori e consumatori», afferma Mammuccini.

I nodi ancora aperti: pulcini, pascolo e nuove deroghe

Nonostante il giudizio positivo sul lavoro della Commissione AGRI, FederBio individua diversi punti che ritiene critici e che saranno al centro dei prossimi negoziati tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione.

Tra le principali preoccupazioni figura la possibilità di consentire l’utilizzo di pulcini non biologici oltre il limite attuale dei tre giorni di età. Una deroga che, secondo l’associazione, rischierebbe di vanificare gli investimenti effettuati negli ultimi anni dal comparto avicolo biologico per aumentare la disponibilità di animali allevati secondo gli standard bio e ridurre la dipendenza dalla filiera convenzionale.

Altrettanto delicata è la proposta che consentirebbe, in alcune circostanze, sistemi di stabulazione in alternativa all’accesso permanente al pascolo per i ruminanti. Per FederBio si tratta di uno dei principi distintivi dell’allevamento biologico europeo, che non dovrebbe essere messo in discussione.

Più burocrazia e rischio instabilità normativa

L’associazione esprime inoltre perplessità per l’introduzione di nuovi obblighi amministrativi e di controllo, comprese le disposizioni relative alle vendite online e ai requisiti aggiuntivi di etichettatura.

Secondo FederBio, queste misure rischiano di aumentare gli adempimenti burocratici senza produrre benefici concreti per operatori e consumatori.

A destare preoccupazione è anche l’ipotesi di inserire una clausola che preveda revisioni periodiche del Regolamento. Una prospettiva che potrebbe creare incertezza normativa proprio in un momento in cui il settore chiede regole stabili per programmare investimenti e sviluppo.

«Le deroghe devono restare eccezioni»

Per la presidente Maria Grazia Mammuccini il biologico europeo ha costruito negli anni la propria reputazione grazie a standard rigorosi e a un rapporto di fiducia con i cittadini.

«Le deroghe devono rimanere strumenti eccezionali e temporanei, non trasformarsi nella normalità. Allo stesso modo, l’accesso al pascolo rappresenta un elemento qualificante dell’allevamento biologico e non può essere sostituito da soluzioni che ne alterino l’impostazione originaria».

FederBio ricorda inoltre che la proposta iniziale della Commissione europea era nata con l’obiettivo di risolvere esclusivamente alcune criticità tecniche, senza riaprire l’impianto complessivo del Regolamento.

Per questo motivo l’organizzazione annuncia che continuerà a lavorare insieme a IFOAM Organics Europe e alle istituzioni europee affinché il testo definitivo garantisca certezza giuridica agli operatori e preservi l’autorevolezza del modello biologico europeo.

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