- 13/07/2026
- Redazione
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Clima estremo, guerre, pandemie e tensioni geopolitiche mettono sotto pressione i mercati alimentari mondiali. Il nuovo rapporto FAO SOCO 2026 spiega perché servono commercio aperto e cooperazione internazionale per contenere prezzi e fame
I mercati alimentari mondiali stanno diventando sempre più esposti agli effetti di guerre, eventi climatici estremi, pandemie e crisi economiche. Ma esiste una strada per limitare i danni: rafforzare il commercio internazionale, migliorare la cooperazione tra i Paesi e costruire reti commerciali più resilienti.
È questo il messaggio centrale del nuovo rapporto The State of Agricultural Commodity Markets (SOCO) 2026, pubblicato dalla FAO, che analizza come gli shock globali influenzino la disponibilità di cibo e il costo delle materie prime agricole.
Negli ultimi venticinque anni il commercio internazionale di prodotti agricoli e alimentari è cresciuto in modo straordinario. Dal 2000 il valore degli scambi è quintuplicato, arrivando a sfiorare i 2.000 miliardi di dollari, con un numero sempre maggiore di Paesi collegati tra loro attraverso reti commerciali globali.
Una crescita che ha aumentato l’efficienza dei mercati, ma che ha anche reso il sistema più sensibile alle grandi crisi internazionali.
Eventi climatici, guerre e pandemie: perché gli shock sono sempre più frequenti
Secondo il rapporto, oggi i mercati agricoli devono affrontare una combinazione di rischi senza precedenti.
Tra i principali fattori che destabilizzano il sistema figurano: eventi meteorologici estremi; siccità e alluvioni; tensioni geopolitiche e conflitti; crisi economiche e finanziarie; pandemie e oscillazioni dei prezzi dell’energia.
Quando questi fenomeni colpiscono contemporaneamente, possono trasformarsi in veri e propri shock sistemici, capaci di far aumentare rapidamente il costo degli alimenti in tutto il mondo.
Il commercio internazionale resta il principale strumento contro la fame
Il rapporto evidenzia come una rete commerciale ampia e ben collegata rappresenti uno dei più efficaci strumenti di difesa.
I Paesi che acquistano prodotti alimentari da numerosi partner commerciali riescono infatti a sostituire più facilmente i fornitori colpiti da crisi locali, limitando così gli effetti sulla disponibilità di cibo e sui prezzi interni.
Secondo la FAO, una maggiore integrazione commerciale rende quindi il sistema alimentare globale più resiliente.
Le restrizioni all’export possono aggravare la crisi alimentare
Uno dei dati più significativi riguarda le limitazioni alle esportazioni.
Quando i grandi Paesi produttori bloccano o riducono le vendite all’estero per proteggere il mercato interno, trasferiscono l’instabilità sui mercati mondiali, facendo crescere ulteriormente i prezzi.
Lo studio ricorda che durante la crisi alimentare del 2007-2008 queste misure hanno contribuito a circa: il 45% dell’aumento del prezzo mondiale del riso; il 30% dell’incremento del prezzo del grano.
Uno scenario elaborato dalla FAO mostra inoltre che, in presenza di un forte episodio di El Niño, eventuali restrizioni alle esportazioni potrebbero spingere oltre 21 milioni di persone in più verso condizioni di insicurezza alimentare.
La lezione del Covid: meno restrizioni, meno effetti sui mercati
Un segnale positivo arriva dall’esperienza della pandemia.
Durante il Covid-19 molti governi hanno evitato di introdurre pesanti limitazioni all’export agricolo oppure le hanno mantenute per periodi più brevi rispetto al passato.
Il risultato è stato significativo.
Solo l’8% delle calorie scambiate a livello mondiale è stato interessato dalle restrizioni commerciali, contro il 16% registrato durante la crisi del 2007-2008, contribuendo a contenere l’impennata dei prezzi e i rischi per la sicurezza alimentare.
I prezzi possono restare elevati anche dopo la fine della crisi
Un altro elemento evidenziato dagli economisti della FAO riguarda la diversa velocità con cui i mercati reagiscono agli shock.
I flussi commerciali tendono generalmente a tornare alla normalità nel giro di circa sei mesi.
I prezzi, invece, seguono una dinamica diversa.
Quando aumentano bruscamente a causa di uno shock, spesso rimangono elevati per lungo tempo e non tornano rapidamente ai livelli precedenti.
Le conseguenze risultano particolarmente pesanti per i Paesi a basso reddito che dipendono dalle importazioni alimentari.
Grano, mais e riso non reagiscono allo stesso modo
Lo studio analizza anche il comportamento delle principali materie prime agricole.
I mercati del grano tendono a riequilibrarsi più rapidamente dopo una crisi.
Diversa la situazione del riso, dove il commercio internazionale è molto meno sviluppato: proprio questa minore intensità degli scambi rende le oscillazioni dei prezzi più forti e durature.
Scorte strategiche sì, ma solo se mirate
Il rapporto dedica spazio anche al tema delle riserve alimentari.
Accumulare enormi scorte pubbliche per controllare artificialmente i prezzi si è dimostrato nel tempo molto costoso e poco sostenibile.
Secondo la FAO risultano invece più efficaci piccole riserve di emergenza integrate con programmi di protezione sociale destinati alle fasce più vulnerabili della popolazione.
In questo modo è possibile intervenire rapidamente nei momenti di crisi senza alterare il funzionamento dei mercati.
La FAO: “La cooperazione internazionale è la vera assicurazione contro le crisi”
Nella prefazione del rapporto, il Direttore Generale della FAO, Qu Dongyu, sottolinea come nessun Paese possa affrontare da solo le nuove sfide dei mercati alimentari.
Secondo il responsabile dell’organizzazione, tutti gli Stati possono beneficiare di reti commerciali aperte, integrate e di una maggiore fiducia nel sistema multilaterale.
Al contrario, frammentazione, protezionismo e minore cooperazione internazionale rischiano di aumentare l’instabilità e di colpire soprattutto i Paesi più poveri, aggravando il fenomeno della fame nel mondo.




























































































































































































































































































































































































































































