- 07/08/2026
- Redazione
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La transizione energetica coinvolge tecnologia, politica e società. Con il progetto europeo gEneSys, ENEA presenta tre strumenti innovativi basati su intelligenza artificiale, analisi della ricerca scientifica e formazione collaborativa per rendere il cambiamento più inclusivo e comprensibile
La transizione energetica viene spesso raccontata come il semplice passaggio dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili. In realtà si tratta di un cambiamento molto più articolato, che coinvolge tecnologia, politiche pubbliche, società, economia e perfino il modo in cui viene prodotta la conoscenza scientifica.
È da questa visione che nasce il contributo di ENEA nell’ambito del progetto europeo gEneSys, un’iniziativa di ricerca durata tre anni con l’obiettivo di analizzare le disuguaglianze sociali e il ruolo delle differenze di genere nei processi della transizione energetica.
Il risultato è un pacchetto di strumenti innovativi pensati per aiutare ricercatori, decisori politici, studenti e stakeholder a leggere la complessità della trasformazione energetica con un approccio più inclusivo e interdisciplinare.
Intelligenza artificiale per “mappare” la transizione energetica
Tra le principali innovazioni sviluppate da ENEA c’è Energy System Ontology, una rappresentazione concettuale utilizzata nell’ambito dell’intelligenza artificiale.
Il sistema organizza e mette in relazione tutti gli elementi che influenzano la transizione energetica: ambiente, tecnologie, politiche, strategie industriali, comportamenti individuali e impatti sociali.
L’obiettivo è costruire un linguaggio comune che permetta di collegare discipline diverse e migliorare le analisi sulla sostenibilità e sull’inclusione, offrendo una base condivisa per la ricerca e per la definizione delle future politiche energetiche.
Una fotografia della ricerca mondiale sulla transizione energetica
Il secondo strumento sviluppato riguarda la comunità scientifica internazionale.
ENEA ha infatti contribuito alla realizzazione di una suite software capace di analizzare la cosiddetta Energy Transition Knowledge Community, studiando in particolare il ruolo della componente femminile nella produzione della conoscenza.
L’analisi ha coinvolto un database di circa 27 mila ricercatori che pubblicano studi sulla transizione energetica, facendo emergere come si distribuiscono le competenze, quali siano gli squilibri di genere ancora presenti e come stia evolvendo la ricerca nel tempo.
I risultati forniscono dati utili per favorire una produzione scientifica sempre più rappresentativa, multidisciplinare e inclusiva.
ENERdOm, il gioco che insegna la complessità della transizione energetica
La terza novità è ENERdOm, un originale strumento di formazione che unisce il gioco e il lavoro di gruppo.
L’esperienza si basa su un mazzo di carte attraverso cui studenti, ricercatori e stakeholder costruiscono collegamenti tra decisioni politiche, infrastrutture, risorse, tecnologie, comportamenti e impatti ambientali.
Successivamente, durante la fase laboratoriale, queste connessioni vengono trasformate in scenari di evoluzione della transizione energetica.
L’obiettivo non è trovare una soluzione unica, ma comprendere come ogni scelta produca effetti sull’intero sistema energetico e sociale.
ENEA: “Servono strumenti per leggere l’intero sistema”
«Con il progetto gEneSys abbiamo voluto dimostrare che comprendere la transizione energetica significa anche conoscere chi produce la conoscenza su di essa, con quali strumenti concettuali e con quale grado di inclusione», spiega Antonio De Nicola, ricercatore del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili di ENEA.
Secondo il ricercatore, gli strumenti sviluppati nell’ambito del progetto rappresentano molto più di semplici prodotti tecnologici: costituiscono infatti nuove chiavi di lettura che possono aiutare ricercatori e decisori pubblici a considerare in modo integrato innovazione tecnologica, politiche energetiche e impatti sociali.
Un progetto europeo che coinvolge sette istituzioni internazionali
Oltre a ENEA, il progetto gEneSys ha coinvolto numerosi partner europei e internazionali.
Il coordinamento è stato affidato al CNR – Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali, insieme a Venice International University. Hanno inoltre partecipato Fraunhofer-Gesellschaft e la no-profit Portia (Germania), l’Università Jagellonica (Polonia), l’Imperial College London (Regno Unito) e l’African Institute for Mathematical Sciences (AIMS) del Ruanda.
L’obiettivo condiviso è contribuire a una transizione energetica che non sia soltanto tecnologica, ma anche sociale, equa e inclusiva.






























































































































































































































































































































































































































