- 25/06/2026
- Redazione
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Una ricerca italiana dell’Università dell’Aquila e del Cnr individua un punto di svolta nel 2013-2014: il riscaldamento globale sarebbe raddoppiato nell’ultimo decennio
Il riscaldamento globale non sta soltanto continuando: potrebbe aver accelerato in modo significativo negli ultimi dieci anni. È quanto emerge da una nuova ricerca condotta dall’Università dell’Aquila e dall’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iia), che individua un punto di svolta nel periodo tra il 2013 e il 2014.
Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Climate, ha applicato una metodologia statistica particolarmente rigorosa alle principali serie storiche delle temperature medie globali, arrivando a una conclusione che potrebbe avere importanti implicazioni per la comprensione dell’evoluzione del clima terrestre: il ritmo di crescita delle temperature globali sarebbe oggi circa il doppio rispetto a quello registrato nei decenni precedenti.
La svolta del 2013-2014: temperature in aumento a un ritmo record
Da anni la comunità scientifica cerca di capire se il riscaldamento globale stia effettivamente accelerando oppure se i picchi osservati siano legati a fenomeni naturali temporanei, come El Niño e altre oscillazioni climatiche che influenzano le temperature da un anno all’altro.
Proprio questi fattori di variabilità naturale hanno spesso reso difficile ottenere risultati univoci. Per questo motivo i ricercatori italiani hanno scelto di riesaminare i dati con un approccio statistico diverso rispetto a quello utilizzato in studi precedenti.
Secondo quanto emerso dall’analisi, il tasso di aumento della temperatura globale sarebbe passato da circa 0,16-0,18 gradi Celsius per decennio a 0,34-0,42 gradi per decennio dopo il 2013-2014.
In altre parole, la velocità con cui il pianeta si sta riscaldando risulta praticamente raddoppiata.
Lo studio: «Risultati affidabili su tutte le principali banche dati climatiche»
«Nel nostro lavoro siamo partiti da una ricerca recente che suggeriva già un cambiamento nel tasso di riscaldamento globale nei primi anni del decennio scorso», ha spiegato Umberto Triacca, docente del Dipartimento di Ingegneria e Scienze dell’Informazione e Matematica dell’Università dell’Aquila e primo autore dello studio.
«Abbiamo però verificato che il metodo statistico utilizzato non garantiva risultati sufficientemente robusti. Applicando una metodologia differente abbiamo invece individuato con chiarezza un punto di svolta nel 2013-2014, dal quale il tasso di crescita delle temperature globali è sostanzialmente raddoppiato».
L’aspetto più rilevante della ricerca riguarda la coerenza dei risultati. L’accelerazione è infatti emersa in tutte le principali serie climatiche mondiali elaborate dai più autorevoli centri di monitoraggio del clima, tra cui NASA, NOAA, HadCRU, Berkeley Earth ed ERA5.
Cosa potrebbe aver causato questa accelerazione?
La scoperta apre ora una nuova fase di ricerca. Se il cambiamento nel ritmo del riscaldamento globale appare statisticamente evidente, resta infatti da comprendere quali siano le cause specifiche che lo hanno determinato.
Secondo Antonello Pasini, ricercatore del Cnr-Iia e autore corrispondente dello studio, le prossime indagini si concentreranno sull’analisi di variabili che potrebbero aver influenzato questa accelerazione.
Tra gli elementi sotto osservazione ci sono le emissioni antropiche di aerosol e solfati, le modifiche nella capacità riflettente del pianeta e altri fattori naturali o legati alle attività umane.
L’obiettivo sarà verificare se esistano analoghi punti di svolta anche in queste variabili, per poi studiare il comportamento del sistema climatico attraverso modelli dinamici avanzati e strumenti basati sull’intelligenza artificiale.
Perché questa ricerca è importante
La ricerca arriva in un momento in cui gli ultimi anni hanno fatto registrare temperature record a livello globale e una crescente frequenza di eventi meteorologici estremi in diverse aree del mondo.
Pur senza identificare ancora una causa definitiva dell’accelerazione osservata, gli autori sottolineano come il risultato rafforzi l’urgenza delle politiche di mitigazione climatica.
«In una fase in cui osserviamo un nuovo cambiamento ma non ne comprendiamo ancora completamente le cause – conclude Pasini – diventa ancora più importante intervenire sugli aspetti che possiamo controllare, riducendo il più possibile l’impatto delle attività umane sull’aumento delle temperature globali».
La ricerca italiana aggiunge così un nuovo tassello a uno dei temi più cruciali del nostro tempo: capire quanto velocemente stia cambiando il clima terrestre e quali siano gli strumenti più efficaci per limitarne gli effetti.






























































































































































































































































































































































































































