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Cura della “casa comune”, cambiamenti climatici, sostenibilità economica ed ecologia integrale, l’attenzione di Papa Francesco sui temi ambientali

Questa mattina il Papa venuto “dalla fine del mondo” è tornato alla Casa del Padre. Nato il 17 dicembre del 1936 a Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio è stato eletto Papa il 13 marzo del 2013, in un frangente di crisi della Chiesa.

Il 265esimo successore di San Pietro è stato il primo Pontefice latino-americano, il primo gesuita e il primo che ha assunto il nome Francesco.

L’amore per la Terra e per l’Umanità

Bergoglio nel suo pontificato ha richiamato l’attenzione sulla crisi climatica e sul modello economico non più sostenibile, ponendo – in modo rivoluzionario – l’etica al centro dell’approccio verso i temi dell’ambiente.

Sin dalla scelta del nome, ispirata a San Francesco d’Assisi, il Pontefice ha prestato da subito attenzione al rapporto tra uomo e natura. E’ stato il primo pontefice a dedicare all’ambiente un documento. Storico è stato il discorso tenuto nel 2015 all’Assemblea Generale dell’Onu, dove ha sottolineato come il deterioramento del clima e dell’ambiente sono strettamente connessi con l’esclusione e la disgregazione delle società umane e con il mantenimento della pace.

L’enciclica Laudato Si’

Con la pubblicazione dell’Enciclica Laudato si’, Papa Francesco, ha introdotto nel dibattito della Chiesa il concetto di «ecologia integrale».

Per favorire uno sviluppo integrale occorre sciogliere i nodi dei cambiamenti climatici, dello sfruttamento ambientale e della cultura dello scarto, tramite una transizione verso la decarbonizzazione, un’azione socio-sanitaria pubblica e diffusa, tramite l’inclusione, la giustizia sociale, la lotta alle disuguaglianze e tramite l’economia circolare.

“Le crisi tra ecologia ed economia, tra ambiente e lavoro, tra territorio e società non sono separate ma connesse. E’ necessario avere la consapevolezza che non ci sono crisi separate, ma ce n’è una sola e complessa” (L.S. 139). Così Papa Francesco sottolineava l’importanza di perseguire un’ecologia integrale.

Un documento spirituale che invita a una “conversione ecologica” e a legare la salvaguardia dell’ambiente alla giustizia verso i poveri, contrastando un’economia che persegue il profitto e richiamando la sfida urgente di proteggere la «casa comune», anche per offrire ai giovani un futuro migliore.

“La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale poiché sappiamo che le cose possono cambiare”(L.S. 13).

L’esortazione apostolica Laudate Deum

Il 4 ottobre 2023 Papa Franceso è tornato a parlare di Pianeta sofferente con l’esortazione apostolica “Laudate Deum” avvertendo l’esigenza di riportare nuovamente all’attenzione del mondo non solo il tema dell’ambiente ma anche quello della responsabilità che abbiamo nel dover mettere in pratica un cambiamento.

“…ricordare che non ci sono cambiamenti duraturi senza cambiamenti culturali, senza una maturazione del modo di vivere e delle convinzioni sociali, e non ci sono cambiamenti culturali senza cambiamenti nelle persone.” L.D. (70)

Ascolta il Podcast: REgeneration

L’appello alla Cop29

Anche a Novembre scorso, con un Messaggio inviato e letto dal Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin alla Conferenza Onu sui cambiamenti climatici di Baku, Papa Francesco, era intervenuto sul tema rendendo chiaro il fatto che “non c’è più tempo e non sono consentiti ritardi”.

Il messaggio di Papa Francesco prendeva in considerazione i tempi attuali, tempi condizionati dalla “crescente disillusione verso le istituzioni multilaterali” e dalle “pericolose tendenze a costruire muri”, dove “la salvaguardia del creato è una delle questioni più urgenti del nostro tempo, strettamente interrelata alla salvaguardia della pace”.

Il messaggio del Pontefice ha rappresentato “un invito ad abbandonare l’egoismo – individuale, nazionale e dei gruppi di potere – che alimenta un clima di sfiducia e divisione che non risponde alle esigenze di un mondo interdipendente in cui dovremmo agire e vivere come membri di un’unica famiglia che abita lo stesso villaggio globale interconnesso”.

Cancellare il debito dei Paesi poveri

Nel messaggio il Pontefice affermava che “era giunto il tempo per una nuova architettura finanziaria internazionale che possa davvero garantire a tutti i Paesi, in particolare ai più poveri e a quelli più vulnerabili ai disastri climatici, percorsi di sviluppo sia a basse emissioni di carbonio che ad alta condivisione che consentano a tutti di raggiungere il loro pieno potenziale e di vedere rispettata la propria dignità”.

Papa Francesco metteva in evidenza come ciò fosse una questione di “giustizia”, non di “generosità”: i Paesi ricchi, memori di tante gravi decisioni del passato, si impegnino “a condonare i debiti dei Paesi che non saranno mai in grado di ripagarli”, ricordando che tra Nord e Sud del mondo c’è un vero e proprio “debito ecologico” connesso a “squilibri commerciali con effetti sull’ambiente” e all’“uso sproporzionato delle risorse naturali” per lunghi periodi di tempo.

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