- 02/09/2024
- Redazione
- 0
Nonostante la progressiva riduzione delle emissioni, in molte aree dell’Europa, l’inquinamento dell’aria rimane al di sopra dei livelli di sicurezza raccomandati
La qualità dell’aria è notevolmente migliorata in Europa negli ultimi decenni, ma l’aria inquinata è ancora il principale pericolo per la salute ambientale in Europa e nel mondo. Il 96% della popolazione urbana dell’UE è, infatti, esposto a concentrazioni non sicure di particolato fine (PM 2.5).
Il dato emerge dall’aggiornamento sulla qualità dell’aria urbana europea realizzato dall’ European environment agency. Secondo l’analisi effettuata dall’Agenzia per il 2022 e il 2023, la qualità dell’aria in Europa continua a migliorare, ma in molte aree, soprattutto nelle città, l’inquinamento rimane al di sopra dei livelli di sicurezza raccomandati.

Cosa emerge dal rapporto
Dal rapporto si evidenzia che l’aria urbana più pulita d’Europa si respira a Uppsala e a Umeå, in Svezia, e a Faro, in Portogallo e che tre europei su quattro vivono in aree urbane e la maggior parte di loro è esposta a livelli non sicuri di inquinamento atmosferico.
Esistono differenze significative tra i paesi e le regioni, con aree dell’Europa centrale e orientale che registrano livelli più elevati di inquinamento.
Nel 2022 l’Islanda era l’unico paese a presentare concentrazioni di particolato fine inferiori al livello di riferimento dell’OMS. Concentrazioni superiori al valore limite dell’UE sono state misurate in tre Stati membri dell’UE: Croazia, Italia e Polonia.
Solo in 13 città europee l’aria non presentava rischi per la popolazione
Inoltre, nel corso delle indagini relative agli anni 2022 e 2023 è emerso che solo 13 città europee avevano concentrazioni medie di particolato fine che erano inferiori al livello indicato dalle linee guide per la salute dell’Oms, ovvero 5 microgrammi per metro cubo di aria.
Il particolato fine è l’inquinante atmosferico che causa i maggiori impatti negativi sulla salute in tutta Europa. Queste particelle provengono principalmente dai combustibili solidi utilizzati per il riscaldamento domestico, le attività industriali e il trasporto stradale.
Leggi anche: MobilitAria2024: l’inquinamento delle città non cresce
La situazione in Italia
Dall’analisi dell’aggiornamento dell’inquinamento dell’aria nelle città europee emerge che una qualità dell’aria «bassa», cioè con livelli di Pm2.5 superiori ai 15 microgrammi per metro cubo d’aria, è stata registrata nel 2022 e nel 2023 soprattutto in una vasta area che copre le principali regioni del nord Italia.
Le città italiane con particolato uguale o superiore a 15 μg/m3 sono: Lecco, Terni, Ancona, Parma, Prato, Ravenna, Rimini, Ferrara, Novara, Sassuolo, Verona, Modena, Asti, Pavia, Alessandria e Milano.
Per quanto riguarda invece i nomi delle 14 città in fondo alla classifica, quelle cioè con livelli di particolato uguali o superiori a 20,7 μg/m3, si nota come 9 nomi sono di città italiane: Treviso, Brescia, Bergamo, Torino, Piacenza, Venezia, Padova, Vicenza e Cremona.
Al contrario, le città con un’accettabile qualità dell’aria (tra 5 e 10 μg/m3) sono: Savona, Livorno, Battipaglia, Sassari e Siracusa.






























































































































































































































































































































































































































