Condividi questo articolo

Koalisation porta a Roma il modello che riduce carbone, deforestazione e povertà energetica in Africa

Non solo crediti di carbonio, ma interventi concreti sul territorio, capaci di migliorare la vita delle comunità e ridurre l’impatto ambientale. È questa la filosofia con cui Koalisation si è presentata a Codeway Expo 2026.

La startup italiana, nata tra Milano e Zambia e oggi attiva anche a Roma e Taranto in collaborazione con il Politecnico di Bari, lavora nel settore della carbon finance con un approccio che prova a superare la logica tradizionale della semplice compensazione delle emissioni. L’obiettivo è trasformare uno dei problemi ambientali più gravi dell’Africa subsahariana — il cosiddetto “dirty cooking” — in un’opportunità di sviluppo sociale ed economico.

Il problema del “dirty cooking”: carbone vegetale e fumi tossici nelle case

Secondo i dati condivisi dalla stessa startup, oltre 2,5 miliardi di persone nel mondo cucinano ancora utilizzando carbone vegetale o biomasse altamente inquinanti. Una pratica che alimenta la deforestazione e provoca pesanti conseguenze sanitarie, soprattutto tra donne e bambini costretti a respirare quotidianamente i fumi tossici prodotti dalla combustione domestica.

In molte aree dell’Africa subsahariana il carbone vegetale rappresenta ancora la principale fonte energetica per cucinare. Un sistema che genera un circolo vizioso: abbattimento delle foreste, aumento delle emissioni e peggioramento delle condizioni di salute delle comunità più vulnerabili.

È su questo nodo che Koalisation ha costruito il proprio modello operativo.

Il progetto in Zambia: mille stufe efficienti distribuite nella baraccopoli di Chipulukusu

Uno degli interventi più avanzati è stato avviato a Chipulukusu, insediamento informale alla periferia di Ndola, in Zambia. Qui la startup ha distribuito mille stufe efficienti in comodato d’uso alle famiglie locali.

Secondo le stime dell’azienda, il progetto ha già consentito di ridurre fino al 70% il consumo domestico di carbone, migliorando le condizioni di vita di oltre 17mila persone.

Il sistema prevede anche l’utilizzo di pellet ottenuti da biomassa e scarti agricoli, riducendo così la dipendenza dal carbone vegetale e limitando la pressione sulle aree boschive.

Dalla compensazione alle partnership: come cambia la carbon finance

L’aspetto più innovativo del modello Koalisation riguarda però il rapporto con le imprese finanziatrici.

Le aziende coinvolte non acquistano semplicemente crediti di carbonio per compensare le proprie emissioni, ma diventano partner diretti dei progetti sul territorio, con sistemi di monitoraggio e tracciabilità dell’impatto ambientale e sociale generato.

Un approccio che intercetta anche l’evoluzione del mercato ESG e della finanza sostenibile, sempre più orientato verso iniziative verificabili e con ricadute concrete sulle comunità locali.

Ex produttori di carbone coinvolti in agricoltura rigenerativa e tutela delle foreste

Il progetto non si limita alla distribuzione delle stufe. Koalisation sta infatti lavorando anche con ex produttori di carbone vegetale, coinvolgendoli in nuove attività economiche legate all’agricoltura rigenerativa, alla produzione di miele forestale e alla tutela del patrimonio boschivo.

L’idea è costruire economie locali alternative, in cui la foresta non venga più sfruttata come risorsa da consumare, ma preservata come elemento produttivo e ambientale.

Meneghini: “Vogliamo creare una rete globale di impatto locale”

«Vogliamo diventare i leader mondiali nell’identificazione e risoluzione delle problematiche legate alla catena del dirty cooking, uno dei più gravi nodi ambientali e sociali del nostro tempo», ha spiegato Matthieu Meneghini, CEO e co-fondatore di Koalisation.

«Stiamo costruendo un ecosistema aperto e replicabile, che permetterà a ONG, cooperative e imprese sociali di adottare il nostro modello operativo. L’obiettivo è moltiplicare l’impatto, creando una rete globale di attori capaci di generare cambiamento locale con risultati misurabili e sistemici».

Da Codeway Expo nuove alleanze con FAO, UNDP e World Food Programme

La partecipazione alla fiera romana ha rappresentato anche un’importante occasione di confronto con il mondo della cooperazione internazionale.

Durante Codeway Expo, Koalisation ha incontrato organizzazioni come World Food Programme, UNDP e FAO, aprendo nuovi canali di collaborazione tra startup, istituzioni e organizzazioni multilaterali.

Un percorso che si inserisce nel nuovo paradigma della cooperazione internazionale: meno assistenzialismo e più partenariati costruiti insieme ai territori, con obiettivi misurabili e sostenibili nel lungo periodo.

La menzione speciale agli Eni Award e la crescita della startup italiana

A confermare l’attenzione crescente attorno al progetto è arrivata anche la recente menzione speciale ricevuta agli Eni Award 2025, riconoscimento dedicato all’innovazione nel campo dell’energia e della sostenibilità.

Koalisation si inserisce così tra le startup italiane emergenti che stanno cercando di ridefinire il rapporto tra impresa, ambiente e sviluppo sociale, portando sul campo modelli capaci di coniugare sostenibilità economica e impatto reale sulle comunità.

Condividi questo articolo