- 20/03/2026
- Redazione
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Il mercato dei crediti di carbonio è in crisi di credibilità. Dal Veneto arriva CambiaMenti, progetto pilota che punta su filiere locali e trasparenza, a partire dalla foresta Vaia
Il mercato dei crediti di carbonio sta attraversando una fase critica. Negli ultimi anni, sempre più aziende hanno acquistato crediti per compensare le proprie emissioni, ma la mancanza di trasparenza e tracciabilità ha progressivamente minato la fiducia nel sistema.
Chi compra spesso non sa davvero dove nasce quel credito, chi lo genera e quali benefici ambientali produce. Il risultato è evidente: il mercato spot ha perso oltre il 75% del suo valore, passando da più di 2 miliardi di dollari a poco più di 500 milioni nel 2024.
Eppure, la domanda non è sparita. Al contrario, si è spostata verso soluzioni più affidabili. Nel 2025, infatti, gli accordi diretti per la rimozione certificata di carbonio hanno superato i 7 miliardi di dollari, segnalando come le imprese continuino a cercare crediti verificabili e concreti.
La risposta italiana: filiere locali e trasparenza
Da questa crisi nasce anche un’opportunità, e proprio in Italia si sta sperimentando un modello alternativo. Si chiama CambiaMenti ed è un progetto che punta a rivoluzionare il mercato dei crediti di carbonio partendo dal territorio.
L’idea è quella di costruire filiere locali in cui chi genera i crediti e chi li acquista operano nello stesso contesto geografico, riducendo gli intermediari e rafforzando la fiducia.
A sottolinearlo è Daniele Pernigotti, CEO di Aequilibria, che spiega: “CambiaMenti è un progetto pilota su scala locale del CRCF, realizzato in parallelo alla fase di attuazione del Regolamento europeo. Mette intorno allo stesso tavolo tutte le parti interessate della filiera dei crediti di carbonio, consentendo un rapporto diretto tra produttori e acquirenti.”
Secondo Pernigotti, questo approccio può cambiare radicalmente il funzionamento del mercato: “Ne deriva la creazione di una maggiore trasparenza e fiducia sull’intero processo e la possibilità di un vantaggio economico per tutte le parti coinvolte, eliminando il complesso sistema di intermediazione dei crediti.”
Le aziende, infatti, possono entrare in contatto diretto con agricoltori, proprietari forestali e gestori del territorio, conoscendo concretamente l’origine dei crediti acquistati. Un cambio di paradigma rispetto ai mercati globali, spesso percepiti come opachi e difficili da verificare.
Il ruolo dell’Europa e del carbon farming
Il progetto si inserisce nel nuovo quadro normativo europeo che entrerà in vigore nell’estate 2026, quando sarà operativo il sistema di certificazione delle rimozioni di carbonio. Questo meccanismo aprirà la strada al cosiddetto carbon farming, cioè l’utilizzo di foreste, suoli agricoli e sistemi agroforestali per assorbire anidride carbonica e generare crediti certificati.
Per la prima volta, queste attività potranno essere riconosciute ufficialmente e trasformate in valore economico, creando nuove opportunità per il mondo agricolo e forestale.
La foresta Vaia come simbolo di rinascita
Uno dei casi più significativi riguarda la foresta colpita dalla tempesta Vaia. Nel 2018, l’evento ha devastato oltre 12.000 ettari di bosco nel solo Veneto, abbattendo circa 14 milioni di alberi e causando danni per quasi 3 miliardi di euro.
Oggi, quelle stesse aree potrebbero diventare il simbolo di una nuova fase, in cui la ricostruzione ambientale si intreccia con opportunità economiche legate alla sostenibilità.
Come funzionerà il progetto
Il progetto CambiaMenti punta a trasformare questi territori attraverso una serie di interventi integrati. Il recupero delle aree forestali danneggiate sarà affiancato da attività di riforestazione e da pratiche agricole rigenerative, capaci di migliorare la qualità del suolo e aumentarne la capacità di assorbire CO₂. A queste azioni si aggiungerà anche lo sviluppo di infrastrutture verdi in ambito urbano.
Nel loro insieme, queste iniziative permetteranno di incrementare la capacità di rimozione del carbonio e di generare crediti certificati a livello locale, con un impatto diretto e misurabile sul territorio.
Un modello replicabile per tutta Italia
L’Italia dispone di un potenziale enorme, con oltre 11 milioni di ettari di superficie forestale. Nonostante questo, il mercato dei crediti di carbonio non è ancora supportato da un sistema uniforme e realmente trasparente.
Il progetto, promosso da un gruppo di imprese e coordinato da una storica istituzione culturale vicentina con il supporto tecnico di una società specializzata in politiche climatiche, nasce proprio per colmare questa lacuna.
La fase operativa, appena avviata, prevede un percorso che parte dalla mappatura delle aree potenzialmente coinvolgibili e prosegue con la selezione dei siti pilota, per arrivare poi allo sviluppo e alla validazione dei primi interventi concreti.
Dalla crisi alla fiducia: il futuro dei crediti di carbonio
La crisi di credibilità del mercato globale dei crediti di carbonio potrebbe trasformarsi in un punto di svolta. Il modello delle filiere locali dimostra infatti che è possibile costruire un sistema più trasparente, verificabile ed equo, capace di mantenere un legame diretto tra benefici ambientali, economici e territorio.
Ed è proprio da luoghi simbolici come la foresta Vaia che potrebbe partire una nuova fase.




























































































































































































































































































































































































































