Condividi questo articolo

Nonostante i progressi nella lotta al cambiamento climatico, lo stato generale dell’ambiente in Europa resta critico. Italia tra luci e ombre

L’ambiente europeo è in crisi. È questo il messaggio centrale del Rapporto sull’ambiente in Europa 2025, pubblicato dall’Agenzia europea dell’ambiente (AEA).

Nonostante gli sforzi compiuti negli ultimi anni per ridurre le emissioni di gas serra e migliorare la qualità dell’aria, la natura resta sotto forte pressione. Biodiversità in declino, ecosistemi degradati, risorse idriche sempre più scarse e gli effetti sempre più visibili dei cambiamenti climatici delineano un quadro allarmante.

“Non possiamo permetterci di rallentare – afferma Leena Ylä-Mononen, direttrice esecutiva dell’AEA –. Le sfide ambientali che affrontiamo sono complesse, ma disponiamo degli strumenti e delle conoscenze per agire ora.”

Cambiamenti climatici: l’Europa si riscalda più velocemente di tutti

Il rapporto sottolinea che l’Europa è il continente che si sta riscaldando più rapidamente, con eventi estremi sempre più frequenti: incendi devastanti, ondate di calore e inondazioni sono ormai la norma. La crisi climatica minaccia sicurezza, salute pubblica, economia ed ecosistemi.

“Rimandare gli obiettivi climatici non è un’opzione – ammonisce Teresa Ribera, vicepresidente della Commissione UE per la Transizione verde –. Proteggere la natura è un investimento, non un costo.”

Biodiversità e acqua: risorse vitali a rischio

Secondo il rapporto, la biodiversità europea è in continuo declino in tutti gli ecosistemi: terrestri, d’acqua dolce e marini. Le principali cause? Modelli di produzione e consumo insostenibili, in particolare nel sistema alimentare. Gli obiettivi europei per il 2030 sulla conservazione della natura rischiano di non essere raggiunti.

Anche la risorsa idrica è sotto stress: un terzo del territorio europeo è colpito da carenza d’acqua. Servono azioni urgenti per ripristinare gli ecosistemi acquatici e garantire la resilienza futura.

L’Europa guida, ma la strada è ancora lunga

L’UE resta un leader mondiale nella lotta alla crisi climatica: emissioni in calo, uso dei combustibili fossili ridotto, quota di energie rinnovabili raddoppiata dal 2005, miglioramenti nella qualità dell’aria e nell’efficienza delle risorse.

Ma le prospettive restano preoccupanti: per evitare un deterioramento irreversibile, il rapporto invita ad accelerare l’attuazione del Green Deal europeo e delle politiche di sostenibilità già approvate. Serve un cambiamento radicale dei sistemi economici, che metta al centro decarbonizzazione, economia circolare e gestione responsabile delle risorse naturali.

L’Italia: tra progressi e sfide ancora aperte

Anche l’Italia mostra segnali incoraggianti. In particolare: Agricoltura biologica in espansione; Fonti rinnovabili in crescita, con un obiettivo ambizioso del 38,7% entro il 2030; Aree protette ampie e buone performance nell’economia circolare, con alto tasso di riutilizzo dei materiali.

Tuttavia, permangono criticità strutturali: dalla gestione dei rifiuti alle strategie di adattamento climatico, fino a questioni socio-economiche come povertà energetica, disuguaglianze e bassa mobilità sociale.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile sono indicati come strumenti chiave per colmare il divario tra ambizione e realtà.

Leggi anche: Sette limiti planetari superati: anche gli oceani ora oltre il punto critico

Un futuro sostenibile è ancora possibile

Il rapporto conclude con un messaggio chiaro: la sostenibilità non è un obiettivo astratto, ma una necessità concreta per garantire benessere, sicurezza e prosperità alle generazioni future.

“Ripristinare la natura è la condizione per mantenere una società sana e un’economia competitiva – ha ricordato la commissaria europea Jessika Roswall –. Dobbiamo agire ora, insieme.”

Condividi questo articolo