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In anticipo di otto giorni rispetto al 2024, oggi 24 luglio l’umanità ha già consumato ciò che la Terra è in grado di produrre in un anno intero

Il 24 luglio segna quest’anno l’ Earth Overshoot Day, la data in cui la domanda di risorse naturali da parte dell’umanità supera la capacità della Terra di rigenerarsi durante l’intero anno. L’Overshoot Day è un indicatore di quanto sostenibile (o insostenibile) sia il nostro stile di vita ed è calcolato annualmente dal Global Footprint Network.

All’umanità servirebbero quasi due Pianeti  

L’umanità sfrutta la natura a un ritmo di 1,8 volte più elevato rispetto alle capacità del Pianeta di rigenerarla e da qui in poi, vivremo il restante 2025 in una situazione di credito ecologico

Secondo Lewis Akenji, membro del consiglio di amministrazione del Global Footprint Network “Stiamo viaggiando oltre i limiti del danno ecologico che possiamo permetterci: è trascorso appena un quarto di XXI secolo e dobbiamo al nostro pianeta almeno 22 anni di rigenerazione ecologica, anche se volessimo bloccare da adesso qualsiasi danno ulteriore. Se vogliamo ancora chiamare questo pianeta casa, le nostre ambizioni in termini di adattamento e mitigazione, commisurate al livello di sforamento prodotto, dovrebbero essere tali da far apparire minuscoli tutti gli investimenti fatti in precedenza”.

Ciò avviene perché le persone emettono più CO₂ di quanta la biosfera possa assorbire, consumano più acqua dolce di quanta ne venga reintegrata, abbattono più alberi di quanti ne possano ricrescere, pescano più velocemente di quanto le riserve si ricostituiscano, ecc.

Questo sfruttamento eccessivo, superiore a quanto la natura può rinnovare, impoverisce inevitabilmente il capitale naturale della Terra. Compromette la sicurezza delle risorse a lungo termine, soprattutto per coloro che già faticano ad accedere alle risorse necessarie per sopravvivere.

Le consegnìuenze non sono solo ambientali

Superare ciò che la Terra può generare non infierisce solo sulla perdita di biodiversità, sull’esaurimento delle risorse, sulla deforestazione e dell’accumulo di gas serra nell’atmosfera, il che tra l’altro  intensifica gli eventi meteorologici estremi, ma significa anche alimentare la stagnazione, l’insicurezza alimentare ed energetica, le crisi sanitarie e i conflitti.

Regioni, città, aziende e Paesi che non si sono preparati a questa prevedibile realtà affrontano rischi significativamente più elevati.

Il debito ecologico cumulativo prodotto equivale a 22 anni

Sebbene l’Earth Overshoot Day di quest’anno sia il più anticipato di sempre, per oltre 15 anni è rimasto entro un intervallo ristretto, cadendo costantemente appena dopo sette mesi dell’anno.

Ciò significa che, anche se la data rimane stabile, la pressione sul pianeta si intensifica perché il danno da eccesso di produzione è cumulativo. La spesa in deficit di ogni anno si aggiunge al debito ecologico già esistente e quindi l’umanità ha prodotto un debito cumulativo di rigenerazione nei confronti della Terra di 22 anni. 

Overshoot come fallimento del mercato

Da una prospettiva economica, l’overshoot è un chiaro esempio di fallimento del mercato. Tali fallimenti danneggiano tutti e rappresentano una minaccia diretta per chi consuma troppo. Se non corretti, questi fallimenti del mercato stimolano l’eccessivo utilizzo che a sua volta porta a perturbazioni o shock economici. 

Il grafico mostra quanti Paesi ci vorrebbero per soddisfare il consumo attuale. Per quanto riguarda l’Italia, ne occorrerebbero 4,4 al fine di soddisfare la domanda di risorse naturali della popolazione.

Il Dott. Paul Shrivastava, Professore alla Pennsylvania State University e Co-Presidente del Club di Roma, ha commentato: “L’Earth Overshoot Day ci ricorda che l’umanità sta consumando troppo, prendendo in prestito dal futuro. Se non si interviene, questo porterà al default, poiché l’ambiente sarà troppo impoverito per offrire tutto ciò di cui le persone hanno bisogno. Evitare il default finanziario ed ecologico dipende dalla nostra capacità e volontà di ripagare il debito. La buona notizia è che evitare il default ecologico è possibile: ne abbiamo la capacità economica. Ora sviluppiamo la volontà politica, partendo dal comportamento dei singoli consumatori e arrivando fino alle strategie economiche dei governi”.

Le soluzioni di #MoveTheDate

Affinché il superamento finisca in modo programmato, piuttosto che con un disastro, questo fallimento del mercato deve essere corretto.

Le soluzioni che #MoveTheDate propone sono disponibili e finanziariamente vantaggiose. Le opportunità esistono in cinque aree chiave: città, energia, alimentazione, popolazione e pianeta.

“The Power of Possibility” evidenzia oltre 100 opzioni che anticipano l’Earth Overshoot Day. Ad esempio, ridurre del 50% le emissioni di CO2 da combustibili fossili sposterebbe l’Earth Overshoot Day di tre mesi.

Secondo il Dott. Mathis Wackernagel, co-fondatore e membro del consiglio di amministrazione del Global Footprint Network, “A causa della natura della fisica, il sovrasfruttamento non può durare. Finirà o per una progettazione deliberata o per un disastro imposto. Non dovrebbe essere troppo difficile scegliere quale sia la soluzione migliore, soprattutto alla luce di così tante opzioni possibili”.

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