- 12/07/2025
- Redazione
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Secondo una nuova ricerca, la fase finale della Coppa del Mondo maschile FIFA 2026 è sulla buona strada per diventare l’edizione più dannosa per il clima nei 95 anni di storia del torneo
Il rapporto, FIFA’s Climate Blind Spot: The Men’s World Cup in a Warming World, redatto da Scientists for Global Responsibility (SGR) e , Environmental Defense Fund, Cool Down – Sport for Climate Action Network e New Weather Institute rivela che la fase finale della Coppa del Mondo FIFA maschile 2026 sarà l’edizione più inquinante di sempre, con rischi di calore estremo per giocatori e tifosi che sollevano urgenti preoccupazioni per la sicurezza.
Per il Dott. Stuart Parkinson, di Scientists for Global Responsibility e autore principale del briefing sulla ricerca, “La FIFA deve assumersi la responsabilità del suo ruolo crescente nella crisi climatica. La Coppa del Mondo 2026 è destinata a essere la più inquinante di sempre e si prevede che i tornei futuri continueranno a dipendere in modo sostanziale dai viaggi aerei e da altre attività ad alto contenuto di carbonio. Con la crisi climatica in rapido peggioramento, l’unica risposta sensata è che la FIFA adotti misure immediate per ridurre significativamente le emissioni dei tornei”.
La Coppa del Mondo 2026
L’11 giugno 2026, il mondo si riunirà in Nord America per il calcio d’inizio della Coppa del Mondo FIFA 26. Per la prima volta nella storia, il torneo si svolgerà in tre Paesi: Canada, Messico e Stati Uniti, coinvolgendo ben 16 città che dovrebbero accogliere 6,5 milioni di tifosi.
Sarà anche la prima volta in cui a partecipare alle fasi finali del torneo saranno ben 48 squadre, il che renderà la Coppa del Mondo FIFA 26 la più grande e inclusiva della storia.
Ma tutto ciò, potrebbe renderla anche l’edizione più inquinante di sempre. Dato, infatti, l’ampliamento del torneo da 32 a 48 squadre e la decisione di ospitarlo in tre paesi, si stima che le fasi finali della Coppa del Mondo 2026 genereranno circa 9,02 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente.
Il totale del 2026 sarà quasi il doppio della media storica attribuibile alle finali della Coppa del Mondo dal 2010 al 2022.
A cosa sarà dovuto il forte aumento delle emissioni?
Dal rapporto emerge che ad incidere sul totale delle emissioni di gas serra (GHG) saranno sicuramente i viaggi aerei necessari per tifosi e squadre, e al significativo aumento del numero di partite da 64 a 104. A queste si aggiungono le emissioni di gas serra indotte dagli accordi di sponsorizzazione ad alto contenuto di carbonio.
Gli autori del report hanno scoperto che sei dei sedici stadi che ospiteranno le partite della Coppa del Mondo 2026 sono soggetti a stress termico estremo.
L’AT&T Stadium di Dallas, per esempio, registra 37 giorni all’anno temperature superiori a 35 °C, con una temperatura di bulbo umido a luglio di 28,6 °C, che supera le soglie di sicurezza FIFA. Inoltre, metà (8 su 16) degli stadi richiede un intervento ambientale immediato per prevenire danni a giocatori e tifosi.
Gli accordi di sponsorizzazione
Se si considerano le emissioni attribuibili agli accordi di sponsorizzazione della FIFA, l’impatto climatico complessivo delle future Coppe del Mondo aumenterà drasticamente.
La FIFA ha, infatti, recentemente stipulato una partnership commerciale di alto profilo con Aramco, la compagnia petrolifera statale saudita che è la più grande compagnia petrolifera del pianeta in termini di emissioni sia storiche che attuali. Si stima che le emissioni indotte da questo accordo di sponsorizzazione ammontino a circa 29.950.000 tCO2e.
La preoccupazione per la salute di giocatori e tifosi
Secondo la valutazione del rischio di emergenza climatica condotta dall’Environmental Defense Fund, sia i tifosi che i giocatori possono aspettarsi di essere soggetti a stress termico estremo ed eventi meteorologici estremi.
Le preoccupazioni in termini di sicurezza riguardano la capacità della FIFA di proteggere giocatori e tifosi durante il torneo, con il caldo estremo e le perturbazioni climatiche che dovrebbero compromettere anche il gioco.
Del resto un esempio di partite interrotte a causa delle condizioni meteo, lo abbiamo visto durante il Mondiale per Club, svoltosi in America.
Secondo Samran Ali, dell’Environmental Defense Fund, “La Coppa del Mondo ci unisce attorno a un amore comune per il gioco, ma comporta anche un pesante costo in termini di emissioni di carbonio. Questo costo non è astratto: dall’aumento delle temperature alle tempeste più violente, è avvertito dalle comunità che già affrontano le conseguenze del cambiamento climatico. Per eventi di questa portata, la responsabilità ambientale non può essere un ripensamento. Abbiamo bisogno di una contabilità trasparente e di reali tagli alle emissioni, supportati da standard vincolanti, limiti credibili e partnership che riflettano una seria ambizione climatica”.
Cosa dovrebbe fare la FIFA?
Dallo studio emerge, inoltre, che anche i futuri Mondiali, come la fase finale del 2030 organizzata dalla Spagna e il controverso torneo del 2034 in Arabia Saudita, saranno altamente inquinanti a causa dell’elevata dipendenza dai viaggi aerei e della costruzione di nuovi stadi. Secondo la nuova ricerca, la Coppa del Mondo 2030, organizzata dalla Spagna, genererà oltre 6 milioni di tCO2e, mentre la Coppa del Mondo 2034, organizzata dall’Arabia Saudita, ne genererà oltre 8,5 milioni.
Per ridurre le emissioni e mitigare i rischi climatici, gli autori esortano la FIFA a: 1) interrompere le partnership commerciali con aziende ad alto inquinamento come Aramco; 2) invertire la recente espansione del torneo e implementare un limite vincolante al numero di squadre; 3) abbassare i requisiti minimi di capacità degli stadi per ridurre la costruzione di nuovi stadi; 4) stabilire standard ambientali vincolanti invece di affidarsi a impegni volontari; 5) introdurre nuove misure per ridurre il rischio e l’esposizione agli impatti climatici.
Per Andrew Simms, di Cool Down – Sport for Climate Action Network, “Il calcio può ispirare un’azione globale contro il cambiamento climatico, così come ha sfidato razzismo, sessismo e altri pregiudizi, ma solo se la FIFA smetterà di usare il calcio globale come un manifesto pubblicitario che promuove proprio gli inquinatori che stanno riscaldando il pianeta. I custodi del calcio stanno attualmente tradendo tifosi, giocatori e il futuro dello sport ospitando la Coppa del Mondo più inquinante nei 95 anni di storia del torneo. Quasi inimmaginabile, in partnership con la più grande compagnia petrolifera del mondo, la FIFA ha trovato uno sponsor sportivo peggiore del tabacco.”

























































































































































































































































































































































































































