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Approvata la mozione IUCN per fermare la pesca a strascico sulle montagne marine entro il 2026

Un passo storico verso la protezione degli oceani è stato compiuto al Congresso Mondiale per la Conservazione dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), dove la Mozione 032 è stata approvata con un consenso quasi unanime.

Il 95% degli Stati e delle agenzie governative e il 99% delle ONG e delle organizzazioni dei popoli indigeni hanno votato a favore della richiesta di porre fine alla pesca a strascico sulle montagne marine in acque internazionali entro la fine del 2026.

La proposta, presentata da WWF Australia e sostenuta da numerosi co-promotori tra cui la Deep Sea Conservation Coalition (DSCC), Marine Conservation Institute, Blue Marine Foundation e altre organizzazioni internazionali, mira a proteggere uno degli ecosistemi più fragili e importanti del pianeta.

Le montagne marine: scrigni di biodiversità

Le montagne marine, rilievi sottomarini che si innalzano dal fondo oceanico, sono vere e proprie oasi di biodiversità. Ospitano coralli di acque profonde, spugne, pesci e grandi migratori come squali, balene e tartarughe. Tuttavia, per decenni sono state duramente colpite da pratiche di pesca industriale distruttiva, in particolare dallo strascico di profondità.

Questa tecnica, che trascina pesanti reti sul fondo marino, danneggia irreparabilmente gli habitat sottomarini, minacciando anche specie protette e compromettendo l’equilibrio degli ecosistemi. Secondo la Seconda Valutazione Mondiale degli Oceani delle Nazioni Unite (2021), la pesca a strascico rappresenta “la minaccia più grande agli ecosistemi delle montagne marine”.

Una mozione basata su solide evidenze scientifiche

La Mozione 032 si fonda su oltre 20 anni di studi scientifici e risoluzioni internazionali che dimostrano l’urgenza di tutelare le montagne marine. Numerosi rapporti evidenziano come la pesca a strascico su questi rilievi provochi danni estesi e spesso irreversibili. Per questo, la mozione sollecita una transizione definitiva verso pratiche di pesca sostenibili entro il 2026.

L’adozione della mozione 032 è un segnale concreto della volontà globale di proteggere gli oceani,” ha dichiarato Bronwen Golder, direttrice della campagna Global Seamounts presso la DSCC. “Con il trattato sull’alto mare recentemente ratificato e l’obiettivo di proteggere almeno il 30% degli oceani entro il 2030, questo è un passo decisivo.”

Un chiaro messaggio ai governi che restano indietro

Nonostante i progressi, solo una manciata di Stati continua a consentire la pesca a strascico sulle montagne marine. L’approvazione della mozione IUCN rappresenta un forte segnale politico: la pressione internazionale sta crescendo per fermare una pratica sempre più anacronistica e dannosa.

“Il mondo si sta risvegliando all’importanza vitale delle montagne marine,” ha commentato Kate Noble, Senior Manager Oceans Policy di WWF Australia. “Proteggerle dalla pesca distruttiva è essenziale per la sopravvivenza di molte specie e per la salute degli oceani.”

Anche Matthew Gianni, co-fondatore del DSCC, ha sottolineato l’importanza della decisione: “La mozione rafforza la necessità di trasformare gli impegni internazionali in azioni concrete per la protezione del mare profondo.”

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Verso la revisione ONU del 2026

La mozione arriva in un momento chiave per la governance degli oceani: nel 2026 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sarà chiamata a rivedere le misure adottate dagli Stati e dalle organizzazioni regionali di gestione della pesca (ORGP) per tutelare gli ecosistemi di acque profonde.

Con la Mozione 032, i membri dell’IUCN chiedono un cambiamento netto e immediato, mettendo la protezione delle montagne marine al centro della conservazione oceanica globale.

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