- 08/10/2026
- Luca Martino
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Dal caro energia alle “Case green”, il ministro Pichetto Fratin ha risposto in Senato su rinnovabili, prezzi dell’energia, efficienza e tutela della natura
Il caro energia resta uno dei temi centrali della politica energetica italiana. Nel question time di oggi al Senato della Repubblica, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha risposto alle interrogazioni presentate da senatori di Italia Viva, Azione, Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, affrontando questioni che vanno dal prezzo dell’elettricità allo sviluppo delle fonti rinnovabili, fino all’efficienza energetica degli edifici e alla tutela della natura.
Il filo conduttore delle risposte è rappresentato dalla volontà del Governo di ridurre progressivamente l’esposizione del sistema energetico italiano alla volatilità dei mercati internazionali, intervenendo sia nell’immediato sia attraverso misure strutturali.
Paita e altri (Italia Viva): misure strutturali contro il caro energia e iter più rapidi per le rinnovabili
La prima interrogazione a risposta immediata è stata presentata dalla senatrice Paita e da altri senatori di Italia Viva (IV) ed era dedicata alle misure strutturali contro il caro energia e alla velocizzazione degli iter per le fonti energetiche rinnovabili.
Pichetto Fratin ha ricordato innanzitutto le misure introdotte dal decreto-legge n. 21 del 2026 per intervenire sul prezzo del gas e dell’energia elettrica. Tra queste figura il servizio di liquidità del gas, la cui entrata in vigore è prevista dal 1° gennaio 2027, mentre è nelle fasi conclusive di definizione con la Commissione europea la riduzione del prezzo del gas destinato alla generazione termoelettrica.
Ma, nella risposta del ministro, la prospettiva di medio e lungo periodo è soprattutto quella di ridurre progressivamente la dipendenza del prezzo dell’elettricità dal gas naturale.
Il Governo punta quindi sull’aumento della produzione da fonti rinnovabili, Pichetto ha indicato nel FERX transitorio uno degli strumenti già utilizzati, con circa 10 GW di nuova capacità rinnovabile aggiudicata.
A questo dovrebbe aggiungersi il nuovo FERX a regime, la cui prima asta sarà avviata a dicembre e che, secondo quanto riferito dal ministro, sosterrà complessivamente ulteriori 37,15 GW.
A completare il quadro ci sono il MACSE, destinato allo sviluppo dei sistemi di accumulo, l’Energy Release, che coinvolge oltre 3.000 imprese energivore, e le iniziative finalizzate a favorire contratti di lungo termine per l’energia rinnovabile.
L’obiettivo dichiarato è dare maggiore stabilità e competitività ai prezzi.
Sul fronte delle autorizzazioni, il ministro ha richiamato il Testo Unico sulle Fonti Energetiche Rinnovabili, lo Sportello Unico per le Energie Rinnovabili presso il GSE e le misure per affrontare la saturazione virtuale della rete.
Il Ministero, ha aggiunto Pichetto, sta valutando ulteriori interventi insieme a Regioni e Comuni, con l’intento di accelerare la realizzazione degli impianti senza introdurre nuovi oneri burocratici.
Calenda (Azione): contratti a due vie e concessioni idroelettriche
La seconda interrogazione a risposta immediata è stata presentata dal senatore Carlo Calenda (Azione) e ha riguardato i contratti a due vie e le concessioni idroelettriche.
Nella risposta, Pichetto Fratin ha posto al centro il funzionamento del mercato elettrico europeo e la necessità di distinguere i normali segnali di prezzo da eventuali comportamenti abusivi degli operatori.
Il ministro ha richiamato il regolamento europeo REMIT, finalizzato a garantire che i prezzi all’ingrosso dell’energia riflettano condizioni di mercato eque e concorrenziali.
In questo quadro, l’articolo 6, comma 1, del decreto-legge bollette ha introdotto disposizioni per rafforzare la concorrenza nei mercati all’ingrosso dell’elettricità e favorire il corretto trasferimento nei prezzi dei costi di produzione.
Secondo Pichetto, la norma assegna inoltre all’ARERA ulteriori strumenti per prevenire condotte di trattenimento economico della capacità produttiva e individuare eventuali pratiche abusive.
Il punto più specifico dell’interrogazione riguardava però la possibilità di introdurre contratti per differenza a due vie in occasione del rinnovo o della riassegnazione delle concessioni idroelettriche.
Su questo tema la risposta del ministro non ha indicato una decisione definitiva. Gli eventuali interventi sul regime delle concessioni, compresa l’introduzione di strumenti di stabilizzazione dei ricavi e dei prezzi, sono infatti ancora oggetto di approfondimento da parte delle amministrazioni competenti.
A pesare sulle valutazioni, ha spiegato Pichetto, saranno l’evoluzione della normativa e della giurisprudenza europea, le esigenze di sicurezza energetica, la sostenibilità degli investimenti e il corretto funzionamento del mercato elettrico.
Craxi e altri (Forza Italia): il recepimento della direttiva “Case green”
La terza interrogazione è stata presentata dalla senatrice Stefania Craxi e da altri senatori di Forza Italia (FI) e ha riguardato il recepimento della direttiva europea sulle cosiddette “Case green” e lo scostamento.
Pichetto ha spiegato che l’adozione del decreto legislativo di recepimento è subordinata all’approvazione della Legge di delegazione europea, che dovrà definire i criteri direttivi ai quali il Governo dovrà attenersi.
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha già trasmesso la bozza della norma contenente principi e criteri per il recepimento della direttiva nell’ambito della Legge di delegazione europea 2026, attualmente in discussione al Senato.
Parallelamente sono in corso le attività istruttorie e gli approfondimenti tecnici necessari alla predisposizione dello schema di decreto legislativo. Il Ministero sta inoltre dialogando con le altre amministrazioni coinvolte per definire il quadro programmatorio necessario all’attuazione delle nuove disposizioni europee.
Il percorso, nelle parole del ministro, si collega agli obiettivi di efficienza energetica e decarbonizzazione del patrimonio edilizio e ad altre misure, tra cui il Piano sociale per il clima, il Piano Casa e gli interventi per l’efficientamento dell’edilizia residenziale pubblica nell’ambito del PNRR.
Efficienza degli edifici e flessibilità di bilancio
Un passaggio della risposta riguarda anche la flessibilità di bilancio concordata con l’Unione europea per le spese in materia energetica.
Secondo Pichetto, questa opportunità dovrebbe essere orientata non soltanto all’incremento della produzione rinnovabile, ma anche alla riduzione dei consumi attraverso strumenti di efficientamento.
Tra gli ambiti indicati dal ministro figurano gli edifici e le strutture delle pubbliche amministrazioni, del Servizio sanitario nazionale, oltre agli edifici scolastici e universitari.
Il Governo, ha concluso Pichetto su questo punto, auspica un’interlocuzione rapida e costruttiva con la Commissione europea, considerando la flessibilità uno strumento importante per intervenire sui prezzi dell’energia a beneficio di famiglie e imprese.
Sironi e altri (M5S): il Piano nazionale di ripristino della Natura
La quarta interrogazione è stata presentata dalla senatrice Sironi e da altri senatori del Movimento 5 Stelle (M5S) ed era dedicata al Piano nazionale di ripristino della Natura.
Pichetto Fratin ha comunicato che la bozza del Piano è stata trasmessa alla Commissione europea il 25 settembre e che il documento è consultabile sul sito istituzionale del Ministero.
Particolare rilievo nella risposta è stato dato alla consultazione pubblica che ha accompagnato la preparazione della bozza. Tra il 23 aprile e il 24 giugno sono arrivati complessivamente circa 1.730 contributi.
I Ministeri competenti e i soggetti attuatori stanno esaminando questi contributi con il supporto di ISPRA e CREA, per valutarne l’eventuale recepimento.
Il documento inviato alla Commissione europea, ha precisato il ministro, recepisce soltanto una parte dei contributi raccolti. Il rapporto conclusivo della consultazione non è ancora stato pubblicato perché l’esame è tuttora in corso.
Le ulteriori proposte che saranno ritenute ammissibili potranno essere integrate successivamente, mentre è in fase di completamento il rapporto dettagliato sugli esiti della consultazione.
Il confronto con i Comuni
Nella risposta di Pichetto emerge anche il ruolo del confronto con ANCI, indicata come rappresentante dei Comuni individuati quali soggetti attuatori.
Il confronto, ha spiegato il ministro, ha contribuito ad apportare modifiche alle misure contenute nella bozza del Piano, con l’obiettivo di garantirne la concreta applicabilità e la coerenza con il quadro normativo.
Il percorso non è tuttavia considerato concluso. Sono previste ulteriori interlocuzioni con portatori di interesse, soggetti attuatori e Commissione europea per accompagnare il perfezionamento del Piano e favorirne l’attuazione, compreso il capitolo relativo agli ecosistemi urbani.
Nicita e altri (PD): prezzi negativi sul mercato elettrico italiano
L’ultima interrogazione a risposta immediata è stata presentata dal senatore Nicita e da altri senatori del Partito Democratico (PD) e ha riguardato l’introduzione dei prezzi negativi sul mercato elettrico italiano.
La risposta del ministro parte da una precisazione: nel Mercato del Giorno Prima (MGP) e nel Mercato Infragiornaliero (MI) gli operatori possono già presentare offerte a prezzo negativo, entro determinati limiti tecnici e in coerenza con la normativa europea.
Secondo i dati forniti dal GME e richiamati da Pichetto, nel primo semestre del 2026 sono stati registrati volumi offerti in vendita a prezzi negativi in entrambi i mercati. La quota è stata pari al 9,6% nel Mercato del Giorno Prima e al 2,5% nel Mercato Infragiornaliero.
Diversa è invece la disciplina dei mercati dedicati al bilanciamento e al ridispacciamento. In questi ambiti, il Testo integrato di riferimento stabilisce che i prezzi unitari indicati nelle offerte non possano essere negativi.
Il ministro ha spiegato che si tratta di mercati con caratteristiche differenti, nei quali non viene gestita soltanto la compravendita di energia, ma viene garantita la sicurezza del sistema elettrico e l’equilibrio tra immissioni e prelievi.
L’introduzione di prezzi negativi in questi mercati, secondo la valutazione espressa nella risposta, potrebbe modificare le strategie degli operatori e comportare il rischio di maggiori costi complessivi per il sistema.
Il nodo del gas e il prezzo dell’elettricità
Pichetto ha inoltre sottolineato che la possibilità di presentare offerte negative nei mercati dell’energia non significa automaticamente che si formino prezzi negativi.
Il prezzo, ha ricordato il ministro, nasce dall’incontro tra domanda e offerta e tiene conto anche dei limiti di transito tra le diverse zone.
Per quanto riguarda invece il persistente divario di costo con altri mercati europei, la risposta individua nella significativa marginalità della generazione a gas uno degli elementi centrali: è questa, secondo Pichetto, a fissare il prezzo all’ingrosso italiano nella maggior parte delle ore.
Da qui il richiamo alla strategia già illustrata nella risposta all’interrogazione sul caro energia: aumentare la generazione rinnovabile, utilizzare i nuovi strumenti di sostegno approvati per favorire un disaccoppiamento di fatto tra prezzo dell’elettricità e prezzo del gas e incrementare la capacità di stoccaggio elettrico.



























































































































































































































































































