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Contributi fino al 40% per il fotovoltaico fino a 1 MW, Energy Release e bonus edilizi confermati nel disegno di legge. La Manovra 2027 punta a sostenere gli investimenti nel settore energetico, ma tempi e requisiti dipenderanno dai decreti attuativi

Il 28 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di Bilancio 2027. Il testo è ora in Parlamento, che deve approvarlo entro il 31 dicembre: le misure entreranno in vigore dal 1° gennaio 2027 e possono ancora cambiare.

Le norme sull’energia sono raccolte negli articoli da 76 a 84. Le finanzia la clausola di salvaguardia nazionale prevista dalle nuove regole europee di bilancio (art. 26 del regolamento UE 2024/1263), che consente all’Italia di spendere di più per difesa, sicurezza ed energia (art. 76). Dei circa 14 miliardi annunciati per la transizione energetica, poco più di 10 vanno all’energia in senso stretto; il resto finanzia la rete ferroviaria (art. 77).

Due elementi accomunano quasi tutte le misure. Le risorse arrivano dal 2028, con l’unica eccezione di 1 miliardo per le PMI nel 2027. Per il 2029 e il 2030, inoltre, gran parte dei fondi è posta a carico degli oneri generali di sistema, cioè delle bollette.

Altre novità per il settore si trovano in articoli diversi: la proroga delle detrazioni per la casa (art. 4) e l’aumento dell’Irap per le imprese energetiche (art. 21).

Fotovoltaico fino a 1 MW: Un contributo del 40% accanto al FER X

L’art. 79 autorizza il GSE a concedere contributi in conto capitale per nuovi impianti fotovoltaici di potenza fino a 1 MW, fino al 40% dei costi di investimento ammissibili.

La dotazione è di 1,2 miliardi: 800 milioni nel 2028 e 200 milioni per ciascuno degli anni 2029 e 2030, entro un contingente complessivo di 3 GW. Per il 2028 paga il bilancio dello Stato; per il 2029 e il 2030 gli oneri generali destinati alle rinnovabili.

Il contributo spetta solo a chi accede al FER X definitivo (DM 18 giugno 2026) e si affianca quindi alla tariffa incentivante: un impianto sotto 1 MW che resta fuori dal FER X non può chiederlo.

Le regole operative le fisserà un decreto MASE-MEF entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge, cioè entro il 1° maggio 2027.

Tre punti meritano attenzione: il primo è il rapporto con la tariffa. Secondo la relazione tecnica, in base alle ipotesi del FER X il contributo può ridurre di circa il 35% il livello di sostegno richiesto, perché ne anticipa una parte; il risparmio per il sistema elettrico è stimato in circa 89 milioni l’anno. Per chi investe il vantaggio principale sta quindi nel minore fabbisogno di capitale e di debito iniziale.

Il secondo punto sono le spese ammissibili: il 40% è un tetto massimo e la percentuale effettiva dipenderà dai costi riconosciuti.

Il terzo è il calendario. Le risorse partono dal 2028 e la norma non dice se ne beneficeranno anche gli impianti ammessi al FER X nel 2027. Senza una regola transitoria, molti operatori potrebbero rinviare gli investimenti in attesa del contributo, frenando proprio il segmento che la norma vuole sostenere.

Confermato l’Energy Releasy esteso anche alle PMI

Gli artt. 82 e 83 introducono un sostegno temporaneo al costo dell’energia elettrica (cd. “Energy Release”). L’art. 82 riguarda le imprese energivore iscritte nell’elenco CSEA, con 2,5 miliardi tra il 2028 e il 2030. L’art. 83 riguarda le micro, piccole e medie imprese non energivore, con 3,53 miliardi tra il 2027 e il 2030.

Il meccanismo è lo stesso. L’aiuto copre fino al 50% del prezzo medio all’ingrosso della zona di mercato, su non più del 50% dei consumi annui, per un massimo di tre anni.

Chi riceve l’aiuto deve investirne almeno l’intero importo in nuovi interventi di decarbonizzazione: autoproduzione da rinnovabili, accumuli, efficienza energetica, elettrificazione dei processi, pompe di calore, recupero di calore.

Per gli energivori il testo cita anche l’approvvigionamento a lungo termine di energia rinnovabile, un’apertura ai PPA che il decreto dovrà precisare. Il GSE controlla e, se l’impegno non è rispettato, riduce o recupera l’aiuto con gli interessi.

Per installatori ed EPC è probabilmente la misura con l’effetto più diretto sulla domanda. Due vincoli vanno però gestiti nei contratti con i clienti. Gli investimenti devono essere avviati dopo la domanda di aiuto: un ordine firmato prima rischia di non essere conteggiato.

Per le PMI, inoltre, i lavori vanno completati entro 36 mesi dalla concessione. Tempi di consegna, penali e condizioni sospensive andranno allineati a queste scadenze, perché il rischio di restituire l’aiuto ricade sul cliente.

Entrambe le misure richiedono l’autorizzazione della Commissione europea. I decreti attuativi sono previsti entro 30 giorni per le PMI ed entro 90 giorni per gli energivori.

Fotovoltaico Residenziale e Conto Termico 

Per la casa, l’art. 4 conferma anche per le spese del 2027 le aliquote del 2026: 50% per l’abitazione principale del proprietario o del titolare di un diritto reale, 36% negli altri casi, con un tetto di 96.000 euro per unità immobiliare.

Senza proroga le aliquote sarebbero scese al 36% e al 30%. Restano escluse le caldaie alimentate solo a combustibili fossili.

L’art. 80 rafforza il Conto Termico con 1,6 miliardi tra il 2028 e il 2030. I contributi coprono l’intero costo della riqualificazione energetica di ospedali pubblici, scuole, università statali, istituzioni AFAM, enti pubblici di ricerca, piscine e impianti per gli sport del ghiaccio, a condizione di ridurre di almeno il 30% il fabbisogno di energia primaria. I decreti sono attesi entro 90 giorni, cioè entro il 1° aprile 2027.

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Guglielmo Vacca

Avv. Guglielmo Vacca socio co-fondatore di GreenSquare Società tra Avvocati S.r.l. Si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, con particolare riferimento ai settori dell’energia e dell’ambiente. Ha frequentato l’International Nuclear Law Essentials (INLE) organizzato dalla Nuclear Energy Agency (NEA) dell’OCSE a Parigi.