- 23/06/2026
- Luca Martino
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Finisce la stagione del Pnrr. Pichetto indica le strategie per finanziare le infrastrutture e affrontare la crisi della plastica riciclata
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza si avvia verso la conclusione e con esso si esaurisce anche la straordinaria stagione di finanziamenti che negli ultimi anni ha sostenuto gli investimenti infrastrutturali del Paese. È uno dei messaggi lanciati dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin a margine dell’Assemblea generale di Utilitalia in corso a Roma.
Secondo il ministro, la fine del Pnrr non significa però la fine degli investimenti. Al contrario, sarà necessario aprire una nuova fase, facendo leva sia sugli strumenti pubblici già esistenti sia su forme innovative di finanziamento.
“Il Pnrr finisce e quindi finiscono anche i soldi per tutti gli investimenti infrastrutturali che sono necessari”, ha osservato Pichetto, ricordando tuttavia che il Paese continuerà a disporre di risorse attraverso il Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC), il Fondo investimenti dello Stato e altri strumenti nazionali.
La lezione del Pnrr: rispettare tempi e obiettivi
Per il ministro, l’esperienza del Pnrr ha lasciato un’eredità importante. Oltre alle opere finanziate, il piano europeo ha rappresentato una sorta di “palestra” per il sistema Italia.
Una prova di maturità per amministrazioni e imprese
Pichetto ha sottolineato come il Pnrr abbia insegnato a tutti i livelli istituzionali il rispetto delle scadenze e degli obiettivi, grazie a una programmazione caratterizzata da tempi particolarmente stringenti.
La sfida che si apre ora è mantenere questa capacità operativa anche senza il vincolo imposto dall’Europa, continuando a garantire investimenti rilevanti in una prospettiva pluriennale.
Secondo il ministro, il settore delle utility è ormai sufficientemente maturo per affrontare operazioni di dimensioni maggiori, facendo ricorso non soltanto ai fondi pubblici ma anche al credito e a strumenti finanziari in grado di sostenere investimenti con ritorni nel lungo periodo.
Bond infrastrutturali, l’ipotesi per il dopo Pnrr
Tra le proposte avanzate durante l’assemblea di Utilitalia emerge quella di bond specificamente destinati alle infrastrutture, con possibili interventi di sostegno da parte della Banca europea per gli investimenti (BEI) e di Cassa Depositi e Prestiti.
Pichetto considera l’idea interessante e coerente con quanto avvenuto storicamente nei grandi programmi infrastrutturali.
“Da sempre gli investimenti hanno utilizzato percorsi di raccolta fondi di questo tipo”, ha spiegato, precisando però che tali strumenti possono funzionare soltanto in presenza di opere con tempi certi, modalità operative definite e un equilibrio economico-finanziario in grado di garantire il rimborso delle risorse raccolte.
Emergenza plastica: il riciclato non trova mercato
Il nodo della concorrenza della plastica vergine asiatica
Tra i temi più urgenti affrontati dal ministro c’è quello della crisi del mercato della plastica riciclata.
Secondo Pichetto, il sistema sta vivendo una fase particolarmente delicata: i depositi si stanno riempiendo di materiale raccolto che non riesce a trovare sbocchi commerciali, con conseguenti problemi logistici e crescenti rischi di incendi.
La causa principale sarebbe la forte concorrenza della plastica vergine importata dall’estero, soprattutto dall’Asia, venduta a prezzi inferiori rispetto al materiale riciclato prodotto in Italia.
“Questo determina il non ritiro della plastica e il rischio di incendi”, ha spiegato il ministro.
Le contromisure allo studio con Corepla e utility
Per affrontare l’emergenza, il ministero sta lavorando insieme a Corepla e agli operatori del settore.
Tra le ipotesi sul tavolo vi è la possibilità di rafforzare le capacità di stoccaggio temporaneo, chiedendo a Corepla di intervenire nel ritiro dei materiali e individuando, in collaborazione con le Regioni, siti protetti dove accumulare la plastica in sicurezza.
Parallelamente vengono valutate anche ulteriori forme di trattamento dei rifiuti plastici raccolti, con l’obiettivo di evitare il blocco della filiera del riciclo.
Investimenti e Mezzogiorno: priorità ai progetti già avviati
Sul tema delle risorse necessarie a garantire continuità agli investimenti dopo il Pnrr, Pichetto ha precisato che i 19,5 miliardi di euro spesso citati non rappresentano nuovi interventi.
Si tratta invece delle risorse destinate al completamento di iniziative già avviate, anche in conseguenza dell’ultima riprogrammazione dei fondi.
Il ministro ha chiarito che gli investimenti complessivi sono superiori a tale cifra e che l’obiettivo prioritario resta quello di portare a termine le opere già programmate.
Per quanto riguarda il Mezzogiorno, ha ricordato la necessità di salvaguardare la quota del 40% delle risorse originariamente prevista, pur ribadendo che la priorità nazionale rimane il completamento dei progetti in corso.
Rigassificatori, nuovo commissario dopo il passo indietro della Toscana
Nel decreto Infrastrutture trovano spazio anche diverse misure ambientali.
Tra queste figura la nomina di un commissario straordinario per il settore del GNL. Pichetto ha spiegato che la decisione arriva dopo la rinuncia del presidente della Regione Toscana a procedere con tale incarico.
Il governo provvederà quindi a individuare un nuovo commissario.
Quanto alla chiusura del reattore Galilei, il ministro ha precisato che l’intervento rientra nelle normali attività di decommissioning di un impianto utilizzato dal Ministero della Difesa.
Carburanti, decisione rinviata ai prezzi di luglio
Sul possibile prolungamento delle misure di sostegno ai carburanti, in scadenza il 6 luglio, Pichetto ha evitato anticipazioni. La scelta, ha spiegato, dipenderà dall’andamento dei prezzi nelle prossime settimane e sarà valutata a ridosso della scadenza prevista.
Le infrastrutture devono correre più veloci
Guardando al futuro, il ministro individua una priorità chiara: accelerare. L’Italia, sostiene, deve proseguire il proprio percorso di sviluppo infrastrutturale rispettando la programmazione già definita ma rendendo più rapide procedure, verifiche e appalti.
Per raggiungere questo obiettivo sarà necessario utilizzare strumenti sempre più moderni e favorire una maggiore partecipazione dei privati e degli istituti finanziari, riducendo la dipendenza esclusiva dall’intervento diretto dello Stato.































































































































































































































































































