- 09/07/2026
- Redazione
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Il Portogallo autorizza il suo primo impianto di acquacoltura offshore in mare aperto. Il progetto di Mariculture Systems punta su intelligenza artificiale e piattaforme semisommergibili
Il Portogallo compie un passo destinato a segnare una svolta nello sviluppo dell’acquacoltura europea. Per la prima volta il Paese ha autorizzato la realizzazione di un impianto di acquacoltura offshore in mare aperto, aprendo la strada a un nuovo modello produttivo che punta su innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e maggiore resilienza ai cambiamenti climatici.
L’autorizzazione rappresenta un precedente importante per un settore che guarda sempre più lontano dalla costa, alla ricerca di aree marine più adatte alla crescita dei pesci e meno impattanti per gli ecosistemi costieri.
Mariculture Systems ottiene il via libera per il primo allevamento offshore
A ottenere il primo Titolo di Attività di Acquacoltura (TAA) rilasciato dalle autorità portoghesi è stata Mariculture Systems, azienda israeliana con sede a Ramat Negev, specializzata nello sviluppo di sistemi avanzati per l’acquacoltura in mare aperto.
L’autorizzazione consentirà alla società di costruire un impianto offshore lungo le coste portoghesi utilizzando la tecnologia dell’azienda CORALIS, progettata per operare anche in condizioni marine particolarmente impegnative.
La scelta del Portogallo non è casuale. Le caratteristiche ambientali favorevoli, unite alla posizione strategica verso i principali mercati europei del pesce, rappresentano elementi chiave che hanno spinto l’azienda a investire nel Paese.
Fino a 8.000 tonnellate di orate e branzini ogni anno
Una volta a pieno regime, il nuovo allevamento sarà destinato alla produzione di orata e branzino, due delle specie più richieste dal mercato europeo.
L’obiettivo dichiarato è raggiungere una capacità produttiva fino a 8.000 tonnellate annue, contribuendo ad aumentare la disponibilità di pesce allevato attraverso sistemi progettati per operare lontano dalla costa.
Uno degli aspetti più innovativi riguarda la struttura dell’impianto. Le gabbie potranno infatti essere immerse sotto il livello del mare quando le condizioni meteorologiche diventeranno particolarmente avverse, riducendo l’esposizione alle mareggiate e migliorando il benessere degli animali allevati.
Intelligenza artificiale e monitoraggio digitale per ridurre sprechi e impatto ambientale
Il progetto punta anche sulla digitalizzazione della gestione dell’allevamento.
L’impianto sarà dotato di sistemi di monitoraggio basati su intelligenza artificiale, telecamere e tecnologie di alimentazione automatizzata in grado di controllare in tempo reale il comportamento dei pesci e la distribuzione del mangime.
L’obiettivo è duplice: migliorare l’efficienza produttiva e limitare gli sprechi alimentari, riducendo al tempo stesso il deposito di residui sui fondali marini, uno degli aspetti più delicati dell’acquacoltura moderna.
Produzione prevista dal 2027 e piano di espansione internazionale
Secondo quanto comunicato dall’azienda, il progetto portoghese rappresenta soltanto il primo tassello di un programma più ampio che potrebbe portare alla realizzazione di fino a dieci impianti offshore.
La costruzione e l’assemblaggio della prima piattaforma richiederanno circa 18 mesi. Se il cronoprogramma verrà rispettato, la produzione potrà iniziare nel 2027, mentre l’avvio delle attività commerciali è previsto nel 2028.
L’iniziativa conferma come l’acquacoltura offshore stia diventando uno dei settori più promettenti per rispondere alla crescente domanda globale di prodotti ittici, con l’obiettivo di coniugare aumento della produzione, innovazione tecnologica e maggiore sostenibilità ambientale.



















































































































































































































































































