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Bruxelles introduce per la prima volta un metodo unico per calcolare il materiale riciclato nelle bottiglie in PET. L’obiettivo è aumentare trasparenza, investimenti e qualità del riciclo.

L’Unione europea compie un nuovo passo nella strategia per ridurre l’impatto della plastica sull’ambiente. La Commissione europea ha adottato un nuovo pacchetto di norme che introduce, per la prima volta, un sistema comune per calcolare, verificare e certificare il contenuto di plastica riciclata presente nelle bottiglie monouso in PET destinate alle bevande.

Si tratta di una misura destinata ad avere effetti concreti sia sull’industria del riciclo sia sui produttori di imballaggi, chiamati a rispettare gli obiettivi fissati dalla Direttiva europea sulla plastica monouso.

L’obiettivo è semplice: stabilire criteri chiari e uguali per tutti, evitando interpretazioni differenti tra gli Stati membri e garantendo che il materiale dichiarato come riciclato lo sia realmente.

Più trasparenza per il mercato del riciclo

Le nuove disposizioni fanno parte del pacchetto europeo sulla plastica presentato dalla Commissione nel dicembre 2025 e puntano a rafforzare la fiducia nel mercato delle materie prime riciclate.

Finora mancava infatti una metodologia condivisa per misurare il contributo del riciclo, soprattutto quando entrano in gioco tecnologie innovative come il riciclo chimico.

Con il nuovo regolamento, il contenuto riciclato dovrà essere calcolato seguendo criteri standardizzati, verificabili e tracciabili, così da offrire maggiore certezza sia agli operatori economici sia agli investitori.

Secondo Bruxelles, regole comuni rappresentano anche una leva fondamentale per favorire nuovi investimenti negli impianti di riciclo e accelerare la transizione verso un’economia sempre più circolare.

Riciclo meccanico e riciclo chimico: qual è la differenza?

Il riciclo tradizionale resta centrale

Oggi il riciclo meccanico rappresenta ancora la tecnologia più utilizzata in Europa.

Il processo consiste nella selezione, pulizia, triturazione e successiva trasformazione della plastica in nuova materia prima. Si tratta di un sistema efficace quando i rifiuti sono relativamente puliti e omogenei.

Quando entra in gioco il riciclo chimico

Esistono però numerose tipologie di rifiuti plastici che il riciclo tradizionale non riesce a recuperare in modo efficiente.

È il caso, ad esempio, degli imballaggi contaminati da residui alimentari, dei materiali misti o delle plastiche contenenti particolari additivi.

In questi casi interviene il riciclo chimico, una tecnologia che scompone la plastica nelle sue molecole di base, trasformandola nuovamente in materia prima utilizzabile per produrre nuove plastiche o altri prodotti chimici.

Secondo la Commissione europea, questo approccio consentirà di recuperare una quota maggiore di rifiuti oggi difficilmente riciclabili, aumentando la disponibilità di plastica riciclata anche per applicazioni particolarmente sensibili, come gli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti.

Come saranno conteggiati i materiali riciclati

Le nuove norme stabiliscono anche quali materiali potranno essere considerati validi ai fini del raggiungimento degli obiettivi europei sul contenuto riciclato.

In una prima fase saranno riconosciuti i materiali provenienti dagli Stati membri dell’Unione europea e dai Paesi dello Spazio economico europeo, purché sia possibile dimostrare il rispetto degli standard ambientali europei.

Dal 21 novembre 2027 entreranno nel sistema anche i materiali riciclati provenienti dai Paesi OCSE, salvo eventuali esclusioni previste dalla normativa sulle spedizioni di rifiuti.

Sarà inoltre possibile conteggiare materiali provenienti da Paesi extra-OCSE, ma solo in presenza di accordi che garantiscano livelli equivalenti di tutela ambientale e della salute rispetto a quelli previsti dalla legislazione europea.

Perché queste regole sono importanti

L’introduzione di criteri unici rappresenta un passaggio strategico per l’economia circolare europea.

Da una parte aumenta la trasparenza lungo tutta la filiera della plastica riciclata; dall’altra offre alle imprese un quadro normativo stabile, indispensabile per programmare investimenti in tecnologie innovative.

Il nuovo sistema punta inoltre a contrastare il rischio di dichiarazioni non verificabili sul contenuto riciclato dei prodotti, assicurando che gli obiettivi ambientali dell’Unione siano raggiunti attraverso standard misurabili e controllabili.

Quando entreranno in vigore le nuove regole

L’atto di esecuzione sarà pubblicato nei prossimi giorni sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea. L’entrata in vigore è prevista venti giorni dopo la pubblicazione.

Il testo arriva al termine di un percorso di consultazione che ha coinvolto imprese, associazioni di settore e Stati membri. La proposta aveva già ricevuto il via libera del Comitato per l’adattamento tecnico dei rifiuti nel febbraio 2026 ed è stata notificata anche all’Organizzazione mondiale del commercio, consentendo ai Paesi membri di presentare eventuali osservazioni.

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