Ministro Gilberto Pichetto Fratin parla alla conferenza “Nord Africa. Collegare i continenti, creare opportunità” ad Algeri
Condividi questo articolo

Il Ministro Pichetto Fratin ad Algeri discute integrazione energetica tra Europa e Africa. L’Italia unico Paese europeo presente alla conferenza su opportunità e sfide del Nord Africa

L’Italia consolida il suo ruolo strategico nel processo di integrazione energetica tra Europa e Africa. Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha partecipato oggi ad Algeri alla conferenza organizzata dal governo algerino in collaborazione con la Banca d’Algeria e il Fondo Monetario Internazionale.

L’incontro ha riunito esperti e rappresentanti politici per discutere sfide e opportunità di una cooperazione regionale più stretta tra Nord Africa, Europa e Africa subsahariana. L’Italia è stata l’unico Paese europeo invitato, sottolineando il suo ruolo centrale come ponte energetico tra i due continenti.

Dal fornitore all’hub: la visione italiana per il Nord Africa

Durante il suo intervento, il Ministro ha sottolineato come il Nord Africa sia oggi prevalentemente un fornitore di energia, piuttosto che un hub interconnesso. “La sfida è trasformare relazioni storiche di fornitura in un sistema energetico integrato, capace di sostenere sviluppo economico, industrializzazione e cooperazione regionale”, ha dichiarato Pichetto Fratin.

L’Italia, secondo il ministro, può rappresentare la connessione a nord, mentre l’Algeria quella a sud, creando un ponte energetico stabile e vantaggioso tra Europa e Africa.

Incontri bilaterali: gas, investimenti e cooperazione regolatoria

A margine della conferenza, Pichetto Fratin ha incontrato Mohamed Arkab, ministro degli Idrocarburi e delle Miniere dell’Algeria. Il colloquio si è svolto in un clima di grande cordialità e apprezzamento reciproco, nel riconoscimento dell’importanza strategica dei due Paesi come snodi fondamentali nelle relazioni energetiche tra Africa ed Europa.

Al centro del confronto, il rinnovo dei contratti di fornitura di gas dall’Algeria all’Italia, di particolare rilevanza considerando che Algeri è il principale fornitore di gas del nostro Paese, coprendo oltre un terzo dei consumi nazionali. Entrambi i ministri hanno espresso fiducia in una prossima conclusione dei negoziati e si sono impegnati a collaborare per affrontare le questioni poste dal Regolamento UE sulle emissioni di metano.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre affrontato il tema degli investimenti reciproci delle imprese italiane e algerine lungo l’intera filiera degli idrocarburi, dall’upstream alla raffinazione, con l’auspicio di rafforzare ulteriormente la cooperazione industriale.

Rinnovabili, interconnessioni e idrogeno

Foto: Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e Mohamed Adjal, ministro algerino dell’Energia rinnovabile

Successivamente, il ministro Pichetto Fratin ha incontrato Mohamed Adjal, ministro algerino dell’Energia rinnovabile, presso la nuova sede del dicastero, nella quale il ministro italiano è stato il primo ospite internazionale accolto.

Il confronto si è concentrato sulle prospettive di sviluppo delle interconnessioni energetiche, sia per l’energia elettrica sia per l’idrogeno, con uno scambio approfondito di punti di vista sulle infrastrutture e sulle potenzialità del corridoio sud. In questo contesto, il ministro Adjal ha prospettato la possibilità di ospitare in Algeria, nei prossimi mesi, un incontro ministeriale tra i Paesi interessati allo sviluppo del corridoio dell’idrogeno.

Ostacoli regolatori e il ruolo del Piano Mattei

Il ministro ha evidenziato come i principali ostacoli al commercio transfrontaliero di energia non siano tecnologici, ma regolatori e istituzionali. “Superare queste barriere richiede fiducia, capacità regolatorie e un quadro stabile che renda possibile una vera integrazione dei mercati regionali”, ha aggiunto.

Il Piano Mattei, secondo Pichetto Fratin, rappresenta uno strumento chiave per sviluppare partnership con i Paesi africani. Prevede la promozione di progetti concreti di interconnessione energetica, lo sviluppo locale di tecnologie applicate all’energia e la creazione di centri di innovazione.

Energia come motore dell’integrazione economica

Il percorso verso l’integrazione energetica è graduale e richiede approcci pragmatici, progetti pilota e cooperazione tecnica. “L’esperienza dimostra che l’energia può diventare uno dei motori più concreti dell’integrazione economica tra Europa, Nord Africa e Africa subsahariana”, ha concluso il ministro.

L’Italia, grazie a iniziative come il Piano Mattei, punta a rafforzare il suo ruolo strategico, consolidando legami economici e tecnologici con i Paesi africani e promuovendo uno sviluppo energetico condiviso e sostenibile.

Condividi questo articolo