- 24/09/2026
- Simone Martino
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Il Protocollo firmato da Ecopneus e Città Metropolitana di Milano punta a favorire l’impiego della gomma da Pneumatici Fuori Uso nelle opere pubbliche. In Italia sono già oltre 800 i chilometri di rete viaria realizzati con asfalti modificati con gomma riciclata
Trasformare un rifiuto in una risorsa per le infrastrutture. È questa la direzione indicata dal nuovo Protocollo d’Intesa firmato da Ecopneus e Città Metropolitana di Milano per favorire l’impiego della gomma riciclata da Pneumatici Fuori Uso (PFU) nelle opere stradali del territorio.
L’accordo è stato presentato a Milano in occasione della 45ª tappa de “I Cantieri della Transizione Ecologica”, la campagna nazionale di Legambiente dedicata alle esperienze che stanno traducendo la transizione ecologica in interventi concreti.
L’obiettivo è portare l’economia circolare sempre più dentro le infrastrutture pubbliche, mettendo a disposizione delle amministrazioni non soltanto materiali riciclati, ma anche competenze, linee guida e strumenti operativi per facilitarne l’utilizzo.
Un protocollo per portare la gomma riciclata nelle opere pubbliche
L’intesa tra Ecopneus e Città Metropolitana di Milano prevede una collaborazione articolata su diversi livelli.
Tra gli strumenti individuati ci sono l’inserimento di soluzioni contenenti gomma riciclata nei capitolati di gara per le opere pubbliche, la diffusione di documentazione tecnica e attività di formazione e informazione rivolte ai Comuni e agli altri soggetti interessati del territorio metropolitano.
Un’attenzione particolare è riservata ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) Strade, che costituiscono il riferimento per integrare criteri ambientali negli interventi e negli appalti pubblici.
Il punto, dunque, non è soltanto promuovere l’utilizzo di un materiale riciclato, ma aiutare le amministrazioni a trasformare i criteri ambientali in scelte progettuali e operative applicabili concretamente.
Il percorso si inserisce nelle attività che Ecopneus porta avanti da tempo a supporto della Pubblica Amministrazione, anche attraverso iniziative formative e strumenti dedicati ai CAM Strade ed Edilizia.
Cosa succede agli pneumatici fuori uso
Uno degli aspetti più interessanti dell’intesa riguarda il possibile riutilizzo della gomma proveniente dagli pneumatici a fine vita. Attraverso processi di recupero, il materiale può essere trasformato in polverino di gomma e impiegato, tra le altre applicazioni, nella realizzazione di asfalti modificati.
Non si tratta di una tecnologia sperimentale confinata a pochi progetti. Secondo i dati forniti da Ecopneus, gli asfalti modificati con gomma riciclata da PFU sono già stati utilizzati in oltre 800 chilometri di rete viaria in Italia, circa 63 dei quali in Lombardia.
L’impiego del polverino di gomma può contribuire a migliorare alcune caratteristiche della pavimentazione, aumentando durabilità e resistenza dell’asfalto. Tra gli effetti indicati c’è anche la possibilità di ridurre il rumore prodotto dal rotolamento degli pneumatici, con una diminuzione stimata tra 3 e 5 decibel, mantenendo le caratteristiche drenanti della pavimentazione.
Meno rifiuti, più economia circolare
Il valore dell’operazione va quindi oltre la semplice scelta di un materiale per costruire o riqualificare una strada.
Il recupero degli pneumatici fuori uso consente infatti di inserire una materia prima seconda all’interno di un nuovo ciclo produttivo, collegando gestione dei rifiuti, infrastrutture ed economia circolare.
È proprio questo il principio alla base del Protocollo: creare un collegamento più stretto tra le competenze tecniche disponibili e le decisioni delle amministrazioni che progettano e realizzano le opere pubbliche.
In questo quadro, formazione e strumenti operativi diventano elementi importanti quanto la disponibilità della tecnologia. Per i Comuni e gli enti pubblici, infatti, la possibilità di utilizzare materiali riciclati passa anche dalla capacità di inserirli correttamente nei progetti, nei capitolati e nelle procedure di gara.
Ecopneus: “Una soluzione con benefici economici e ambientali”
A sottolineare il significato dell’intesa è Giuseppina Carnimeo, direttore generale di Ecopneus, che ha evidenziato il valore della collaborazione con Legambiente e Città Metropolitana di Milano.
«Siamo lieti di essere ancora a fianco di Legambiente in questa campagna e avviare con Città Metropolitana di Milano un percorso volto a valorizzare e sostenere sempre di più l’utilizzo della gomma riciclata da Pneumatici Fuori Uso».
Secondo Carnimeo, si tratta di una soluzione «in grado di apportare benefici a livello sia economico che ambientale» e che può trovare spazio nelle infrastrutture stradali del territorio.
L’auspicio espresso da Ecopneus è che l’accordo possa inoltre rappresentare un punto di partenza per ulteriori collaborazioni.
Milano come laboratorio per infrastrutture più circolari
Il Protocollo arriva in un contesto nel quale la transizione ecologica viene sempre più collegata alla trasformazione concreta delle infrastrutture e degli appalti pubblici.
La sfida è rendere l’economia circolare una componente ordinaria delle opere pubbliche, non soltanto attraverso il riciclo dei materiali, ma anche attraverso progettazione, acquisti e manutenzione orientati a ridurre l’impatto ambientale.
Per Città Metropolitana di Milano ed Ecopneus, il nuovo accordo rappresenta in questo senso un ulteriore passo verso l’integrazione tra economia circolare e infrastrutture stradali, con l’obiettivo di accompagnare le amministrazioni nella conoscenza e nell’utilizzo delle soluzioni realizzate con gomma riciclata da Pneumatici Fuori Uso.
La strada, in questo caso, diventa quindi anche il luogo nel quale misurare concretamente la capacità di trasformare un materiale a fine vita in una nuova risorsa.













































































































































































































































































































