- 11/07/2026
- Redazione
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Le crisi geopolitiche stanno riscrivendo la mappa della logistica globale. Il Rapporto SRM 2026 evidenzia la crescente centralità del Mediterraneo e il ruolo strategico dell’Italia tra export, infrastrutture e nuovi corridoi commerciali
Il commercio mondiale sta cambiando volto. Le tensioni che interessano lo Stretto di Hormuz, il Mar Rosso e il Canale di Suez stanno modificando le principali rotte marittime e costringendo compagnie di navigazione e operatori logistici a ripensare percorsi, tempi e strategie.
È questo il quadro che emerge dal tredicesimo Rapporto “Italian Maritime Economy”, presentato a Napoli da SRM, il centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo. Lo studio analizza come la nuova geografia geopolitica stia incidendo sulle catene globali del valore e mette in evidenza una tendenza destinata a rafforzarsi nei prossimi anni: il ritorno del Mediterraneo come snodo strategico dei traffici internazionali.
Dalle crisi di Hormuz e Suez una nuova geografia del commercio mondiale
Le recenti tensioni internazionali hanno avuto effetti immediati sulle rotte commerciali. Secondo il Rapporto, attraverso lo Stretto di Hormuz transitava il 37% del commercio mondiale di petrolio greggio e la sua quasi chiusura ha interessato volumi equivalenti a circa il 10% della produzione mondiale di petrolio.
Di fronte a questi scenari, il settore dello shipping ha reagito rapidamente. Le grandi compagnie hanno aumentato il ricorso a rotte alternative, operazioni di transhipment e nuove strategie logistiche per limitare gli impatti sui flussi commerciali.
Parallelamente stanno cambiando anche gli equilibri economici internazionali. Nel 2025 le importazioni statunitensi dalla Cina sono diminuite del 30%, mentre gli acquisti dai Paesi ASEAN sono cresciuti del 29%, segnale di una progressiva diversificazione delle catene di approvvigionamento.
Anche Pechino sta accelerando questa trasformazione, aumentando le esportazioni verso l’Africa (+25,8%) e il Sud-Est asiatico (+13,4%), compensando così il rallentamento degli scambi con gli Stati Uniti.
Il Mediterraneo torna protagonista della logistica internazionale
Nonostante le difficoltà legate al Canale di Suez, il Mediterraneo continua a rafforzare il proprio peso negli scambi globali. Nel 2025 i principali porti container dell’area hanno movimentato oltre 72 milioni di TEU, registrando una crescita del 5,9%.
Le prospettive sono ancora più favorevoli. Secondo le stime del Rapporto SRM, entro il 2030 il traffico container nel Mediterraneo crescerà del 15%, una dinamica superiore alla media mondiale e destinata a consolidare il ruolo dell’area come ponte naturale tra Europa, Asia e Africa.
Grande attenzione viene riservata anche ai nuovi corridoi logistici internazionali, tra cui l’India-Middle East-Europe Economic Corridor (IMEC), considerato uno degli assi strategici destinati a ridisegnare i collegamenti commerciali nei prossimi anni.
SRM: “Il Mediterraneo resta il baricentro dei nuovi equilibri economici”
Per il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, il mare rappresenta oggi una delle chiavi principali per interpretare l’evoluzione dell’economia mondiale.
Secondo il manager, porti, rotte marittime e infrastrutture logistiche sono ormai elementi centrali non solo per il commercio internazionale, ma anche per la sicurezza energetica, la politica industriale e la competitività del Paese.
Sulla stessa linea il direttore generale di SRM, Massimo Deandreis, che sottolinea come le crisi geopolitiche stiano modificando tempi, costi e percorsi del commercio mondiale, rafforzando però il ruolo del Mediterraneo quale piattaforma di collegamento tra Europa, Asia e Africa.
Per l’Italia, conclude Deandreis, investire in porti, infrastrutture ferroviarie e digitalizzazione significa rafforzare uno degli strumenti più importanti per sostenere crescita economica, resilienza e capacità di competere sui mercati internazionali.
L’Italia conferma la propria vocazione marittima
In questo scenario il sistema italiano continua a mostrare segnali di solidità. Nel 2025 il commercio estero ha superato i 1.200 miliardi di euro, con esportazioni pari a 643 miliardi. Circa un quarto degli scambi internazionali del Paese, in termini di valore, viaggia via mare.
Anche il sistema portuale cresce. Le Autorità di Sistema Portuale hanno movimentato complessivamente 511 milioni di tonnellate di merci, in aumento del 3,5% rispetto all’anno precedente.
Tra i comparti più dinamici figurano i container, arrivati a 132 milioni di tonnellate, e il traffico Ro-Ro, che raggiunge quota 122 milioni di tonnellate.
L’Italia mantiene inoltre la leadership europea nello Short Sea Shipping con 304 milioni di tonnellate movimentate, pari al 15,6% dell’intero mercato europeo.
La sfida non è solo movimentare merci, ma collegare meglio porti e imprese
Secondo SRM, la competitività del sistema logistico italiano dipenderà sempre meno dalla sola capacità di movimentare volumi e sempre più dall’efficienza delle connessioni tra porti, reti ferroviarie, aree industriali e mercati internazionali.
In questa direzione vanno gli oltre 13 miliardi di euro di investimenti previsti per il settore, destinati a migliorare l’accessibilità marittima, il cosiddetto ultimo miglio ferroviario, la digitalizzazione degli scali e l’intermodalità.
Un percorso che dovrà tenere conto anche delle nuove normative ambientali europee e della crescente richiesta di sostenibilità lungo tutta la filiera logistica.

















































































































































































































































































