- 16/09/2026
- Simone Martino
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A Roma istituzioni, imprese ed esperti si confrontano sul Circular Economy Act. Al centro il mercato delle materie prime seconde e la trasformazione dell’economia circolare in leva di competitività industriale
Non solo riciclo e gestione dei rifiuti. L’economia circolare si prepara a entrare sempre più nel cuore delle strategie industriali europee. È la sfida al centro del confronto che si è svolto a Roma, nella Sala Fregosi di Palazzo Valentini, durante il convegno “Verso il Circular Economy Act: quali prospettive per l’Europa e l’Italia”.
Istituzioni, imprese, mondo produttivo ed esperti hanno discusso della futura legge quadro europea e delle conseguenze che potrebbe avere sulla competitività delle aziende, sull’utilizzo delle risorse e sul mercato delle materie prime seconde.
Dall’ambiente alla politica industriale
La questione è più ampia della sola sostenibilità ambientale. Il futuro Circular Economy Act potrebbe infatti contribuire a cambiare il modo in cui l’Europa produce e utilizza le proprie risorse, riducendo gli sprechi e la dipendenza dalle importazioni.
L’obiettivo è creare le condizioni per un mercato più efficiente dei materiali recuperati, favorendo il loro ritorno nei cicli produttivi. Un passaggio che potrebbe interessare direttamente le imprese, chiamate a investire in nuovi processi, tecnologie e modelli produttivi.
«L’adozione nei prossimi mesi del Circular Economy Act da parte dell’Unione Europea può rappresentare un vero cambio di paradigma», ha dichiarato Sabrina Alfonsi, assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale.
Secondo Alfonsi, l’economia circolare può diventare «la base per lo sviluppo di una politica industriale europea», mettendo insieme sostenibilità, innovazione e competitività.
L’Italia parte da un vantaggio
Nel confronto romano è emersa anche la posizione dell’Italia, che può contare su un settore del riciclo e del recupero di materia già sviluppato.
Alfonsi ha sottolineato come il Paese abbia un tasso di riutilizzo della materia quasi doppio rispetto alla media europea. Un vantaggio che, però, dovrà essere accompagnato da una maggiore efficienza nell’impiego delle risorse.
La sfida, quindi, non riguarda soltanto la quantità di materiali che vengono recuperati, ma la capacità di reinserirli concretamente nell’economia e renderli competitivi rispetto alle materie prime tradizionali.
Il ruolo delle città
Una parte importante della transizione passa anche dai territori. Le città concentrano consumi, servizi, infrastrutture e produzione di rifiuti e possono quindi incidere concretamente sui modelli di consumo e sull’utilizzo delle risorse.
Roma, ha ricordato l’assessora, è già impegnata su diversi fronti, dalla mobilità sostenibile alla gestione industriale dei rifiuti.
Un ruolo può arrivare anche dalla spesa pubblica. Roma è infatti una delle maggiori stazioni appaltanti del Paese e può orientare gli acquisti attraverso i Criteri Ambientali Minimi (CAM), favorendo prodotti e servizi a minore impatto ambientale.
Kyoto Club: “120mila nuovi posti di lavoro entro il 2030”
A mettere in evidenza le possibili ricadute economiche del nuovo quadro europeo è stata Letizia Magaldi, presidente di Kyoto Club.
Secondo i dati citati durante il convegno, la filiera italiana dell’economia circolare vale oggi 433,3 miliardi di euro di produzione e sostiene circa 2 milioni di occupati, con una crescita del 2,7% annuo.
Il Circular Economy Act, nelle stime presentate da Kyoto Club, potrebbe portare entro il 2030 a 120mila nuovi posti di lavoro e a 80 miliardi di euro di fatturato aggiuntivo.
La stessa organizzazione indica inoltre un potenziale risparmio compreso tra 10 e 15 miliardi di euro l’anno per imprese e consumatori, grazie a un uso più efficiente delle risorse.
Si tratta di stime e obiettivi indicati da Kyoto Club, non di risultati già acquisiti né di previsioni ufficiali dell’Unione europea.
Materie prime seconde, la partita strategica
Uno dei nodi principali riguarda il mercato delle materie prime seconde, cioè quei materiali ottenuti attraverso processi di recupero e riciclo che possono tornare a essere utilizzati nei cicli produttivi.
Per l’Europa il tema ha una doppia valenza. Da una parte c’è l’esigenza di ridurre il consumo di risorse naturali e l’impatto ambientale della produzione. Dall’altra, la necessità di diminuire la dipendenza dalle importazioni di materie prime.
Per sviluppare un mercato realmente europeo, però, servono regole comuni e condizioni che rendano conveniente per le aziende utilizzare materiali recuperati.
È su questo terreno che il futuro Circular Economy Act potrebbe avere un ruolo determinante: creare un quadro normativo capace di favorire gli investimenti, sostenere l’innovazione e superare gli ostacoli che ancora frenano il mercato dei materiali circolari.
Competitività e sostenibilità, la sfida per le imprese
Il confronto di Roma ha riportato al centro una delle questioni più delicate della transizione ecologica: trovare un equilibrio tra obiettivi ambientali e competitività industriale.
Per le imprese europee il passaggio verso modelli più circolari significa ripensare processi produttivi, materiali e prodotti. Ma significa anche cercare nuove opportunità in un mercato che potrebbe diventare sempre più importante.
L’obiettivo indicato dai promotori del confronto è quindi costruire un sistema nel quale la sostenibilità non rappresenti soltanto un obbligo normativo, ma possa diventare anche un fattore di innovazione e sviluppo economico.
L’Italia guarda alla proposta europea
Il nostro Paese arriva alla discussione europea con esperienze consolidate nel riciclo, nel recupero di materia e nell’innovazione dei processi produttivi.
Il tema sarà ora capire quanto queste competenze riusciranno a tradursi in un vantaggio concreto all’interno del futuro mercato europeo. La posta in gioco, dunque, non riguarda soltanto il destino dei materiali dopo il loro primo utilizzo. Riguarda il modo in cui l’Europa produrrà, consumerà e farà industria nei prossimi anni.










































































































































































































































































































