- 09/09/2026
- Simone Martino
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Il MASE concede altri 15 giorni per la consultazione sul nuovo regime di responsabilità estesa del produttore (EPR). Il sistema coinvolgerà progettazione, produzione e gestione del fine vita dei mobili
La nuova responsabilità estesa del produttore entra nel vivo. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha prorogato di 15 giorni il termine per presentare osservazioni sullo schema di regolamento che introduce il regime EPR (Extended Producer Responsibility) per mobili e prodotti da arredo.
La scadenza, inizialmente fissata in concomitanza con il periodo feriale, è stata quindi spostata al 18 settembre. Una decisione che punta a garantire alle imprese e agli altri soggetti della filiera un tempo maggiore per esaminare il provvedimento e contribuire alla sua definizione.
La consultazione rappresenta infatti uno dei passaggi decisivi prima dell’adozione definitiva del nuovo sistema, destinato a cambiare il modo in cui il comparto affronta la gestione dei prodotti una volta arrivati alla fine della loro vita utile.
EPR mobili e arredo: la responsabilità parte dalla progettazione
Il punto centrale del nuovo sistema è il superamento di una logica concentrata esclusivamente sulla gestione del rifiuto.
Con l’introduzione dell’EPR nel settore dell’arredo, la responsabilità ambientale dei produttori viene estesa all’intero ciclo di vita del prodotto. Non si guarda dunque soltanto a ciò che accade quando un mobile diventa rifiuto, ma anche alle decisioni prese molto prima, durante progettazione e produzione.
Il principio riguarda un’ampia gamma di prodotti: tavoli, cucine, armadi, materassi e altri mobili e complementi d’arredo.
L’obiettivo è fare in modo che chi immette questi prodotti sul mercato contribuisca anche alla gestione del loro fine vita, favorendo contemporaneamente soluzioni capaci di ridurre la quantità di rifiuti prodotti.
Più durata, riparazione e riutilizzo
Il nuovo regime non si limita quindi a individuare chi dovrà sostenere i costi della gestione dei rifiuti.
Lo schema di regolamento punta infatti a promuovere durabilità, riparabilità, riutilizzo, preparazione per il riutilizzo, riciclo e recupero dei materiali.
La prospettiva è quella dell’economia circolare: progettare un mobile pensando fin dall’inizio a quanto potrà durare, a quanto sarà semplice ripararlo o smontarlo e, una volta conclusa la sua funzione, a quanto sarà possibile recuperare dei materiali che lo compongono.
Un cambio di impostazione che porta quindi il tema ambientale sempre più vicino alle scelte industriali e progettuali delle aziende.
Come funzionerà l’EPR per mobili e prodotti d’arredo
Lo schema messo in consultazione dal MASE definisce gli obblighi che ricadranno sui produttori.
Le aziende potranno scegliere tra due modalità principali per organizzare la gestione del fine vita dei propri prodotti: gestire autonomamente il sistema oppure aderire a un sistema collettivo, attraverso un consorzio condiviso con altri operatori della filiera.
Il regolamento interviene inoltre sull’organizzazione delle attività di raccolta, preparazione per il riutilizzo, riciclo e recupero dei rifiuti derivanti da mobili e prodotti d’arredo.
L’impianto richiama, per alcuni aspetti, modelli di responsabilità estesa del produttore già applicati in Italia in altri comparti, tra cui imballaggi e RAEE.
Dalla gestione del rifiuto alla responsabilità sull’intero ciclo di vita
La novità più rilevante, in prospettiva, è dunque il passaggio da una responsabilità concentrata sulla fase finale a un modello che coinvolge l’intera filiera.
Per le imprese questo significa confrontarsi non soltanto con la gestione dei rifiuti, ma anche con le caratteristiche dei prodotti immessi sul mercato e con la loro capacità di essere durevoli, riparabili, smontabili, riutilizzabili e riciclabili.
Sono proprio questi gli aspetti sui quali la consultazione pubblica può consentire agli operatori di evidenziare eventuali criticità e proporre modifiche prima dell’approvazione definitiva.
Legno-arredo, un settore da oltre 52 miliardi di euro
Il nuovo regime EPR arriva in un comparto che rappresenta uno dei pilastri del Made in Italy.
Secondo i dati del Centro Studi FederlegnoArredo, nel 2025 il fatturato alla produzione del settore ha superato i 52,2 miliardi di euro, segnando una crescita dell’1,4% rispetto al 2024.
I numeri restituiscono le dimensioni di una filiera composta da oltre 62.000 imprese e più di 292.000 addetti.
Per questo l’introduzione dell’EPR non è soltanto una questione ambientale. Il nuovo sistema potrebbe avere ricadute sull’organizzazione delle imprese, sui costi della gestione del fine vita e sulle modalità con cui i prodotti vengono progettati e realizzati.
La consultazione del MASE: perché il 18 settembre è una data importante
Il termine del 18 settembre offre ora alle imprese e agli altri protagonisti della filiera una finestra temporale aggiuntiva per analizzare il provvedimento e presentare le proprie osservazioni.
Una volta conclusa la consultazione, il Ministero valuterà i contributi ricevuti e procederà alla definizione del testo definitivo.
L’EPR per mobili e arredo si prepara così a entrare nel quadro dei regimi italiani di responsabilità estesa del produttore, estendendo anche al settore del legno-arredo il principio secondo cui chi produce e immette un bene sul mercato deve assumersi una parte della responsabilità per ciò che accadrà al prodotto lungo il suo intero ciclo di vita.
Per un’industria centrale per il Made in Italy, la partita non riguarda quindi soltanto il modo in cui smaltire un vecchio mobile. Riguarda il modo in cui quel mobile verrà progettato, prodotto, utilizzato e, infine, recuperato.








































































































































































































































































































