- 09/08/2026
- Simone Martino
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Il decreto-legge 143/2026 conferma l’obbligo di compostabilità certificata per alcune categorie di imballaggi monouso: per Assobioplastiche è un passo avanti decisivo per la filiera italiana
Il nuovo quadro normativo sugli imballaggi compostabili segna un passaggio importante per la filiera italiana delle bioplastiche. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 143, viene infatti confermato l’obbligo di compostabilità certificata per alcune categorie di imballaggi in plastica monouso.
La novità riguarda, in particolare, gli imballaggi destinati ai prodotti ortofrutticoli freschi, alla ristorazione e al catering, alle monoporzioni alimentari e al settore dell’ospitalità.
Il decreto è entrato in vigore l’8 agosto 2026, mentre il regime sanzionatorio partirà dal 1° gennaio 2030.
Per il settore italiano delle bioplastiche compostabili si tratta di un risultato particolarmente significativo. A sottolinearlo è Assobioplastiche, che considera il provvedimento un passo avanti per la certezza normativa e per la competitività di una filiera nella quale l’Italia occupa da anni una posizione di rilievo in Europa.
Cosa cambia per gli imballaggi compostabili
Il provvedimento si inserisce nel quadro del nuovo Regolamento europeo 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) e utilizza una facoltà riconosciuta agli Stati membri che dispongono di sistemi adeguati per la raccolta e il trattamento della frazione organica.
Una distinzione importante riguarda i tempi: l’obbligo è già efficace con l’entrata in vigore del decreto, mentre le sanzioni scatteranno dal 2030. Per imprese e operatori della filiera significa avere davanti un periodo nel quale adeguarsi al nuovo assetto normativo.
Dalla norma europea alla scelta italiana
Il percorso che ha portato alla misura italiana ha avuto anche un passaggio europeo.
Secondo Assobioplastiche, il Governo avrebbe recepito un’osservazione sollevata dalla Commissione europea nell’ambito della procedura TRIS, relativa proprio alla decorrenza dell’obbligo di compostabilità.
Il risultato, secondo l’associazione, è un quadro maggiormente coerente con la disciplina europea e, soprattutto, più prevedibile per le aziende che operano nel comparto.
Assobioplastiche: “Una vittoria per la filiera italiana”
La soddisfazione dell’associazione emerge dalle parole del presidente Luca Bianconi, che definisce il provvedimento “un risultato importante per la filiera italiana delle bioplastiche compostabili”.
Il punto centrale, per il settore, è la certezza normativa. Una regolamentazione più chiara consente infatti alle imprese di programmare investimenti, produzione e strategie industriali con un orizzonte temporale più definito.
“È un allineamento coerente con il Regolamento europeo e positivo per un comparto in cui l’Italia è da anni un punto di riferimento in Europa”, sottolinea Bianconi.
La posizione di Assobioplastiche è quindi quella di una filiera che vede nella conferma dell’obbligo non soltanto un riconoscimento del proprio modello produttivo, ma anche un elemento potenzialmente utile a rafforzare la competitività delle imprese italiane.
Perché il provvedimento è importante per l’Italia
La questione non riguarda soltanto la composizione degli imballaggi. Dietro l’obbligo di compostabilità si muove infatti una filiera industriale che comprende produttori di materiali, trasformatori, aziende alimentari, operatori della ristorazione e sistemi di gestione dei rifiuti organici.
Per l’Italia, dove il comparto delle bioplastiche compostabili ha sviluppato negli anni competenze e capacità produttive significative, la definizione di regole più stabili può rappresentare un vantaggio sul piano industriale.
Il provvedimento offre inoltre una prospettiva di maggiore integrazione tra imballaggi compostabili e gestione della frazione organica, a condizione che i sistemi di raccolta e trattamento siano in grado di accompagnare efficacemente il nuovo quadro normativo.
Il nodo resta l’attuazione
La conferma dell’obbligo rappresenta dunque un passaggio importante, ma il risultato concreto dipenderà anche da come la norma verrà applicata.
Nei prossimi anni imprese e operatori saranno chiamati a confrontarsi con gli adeguamenti necessari, mentre il sistema dovrà garantire coerenza tra produzione degli imballaggi, certificazione della compostabilità, raccolta dell’organico e trattamento negli impianti.
Il 1° gennaio 2030, con l’avvio del regime sanzionatorio, rappresenterà il vero banco di prova del nuovo sistema.
Per Assobioplastiche, intanto, la direzione scelta dal Governo viene letta come un segnale positivo: la normativa riconosce uno spazio preciso agli imballaggi compostabili e, soprattutto, offre alla filiera italiana una maggiore certezza sulle regole con cui competere sul mercato europeo.












































































































































































































































































































