- 14/07/2026
- Simone Martino
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L’Università di Brescia lancia una nuova società per trasformare la ricerca in tecnologie industriali dedicate al recupero delle materie prime critiche, con applicazioni che vanno dalle batterie ai fanghi di depurazione
La sfida dell’Europa passa sempre di più dalla capacità di recuperare le materie prime indispensabili per la transizione energetica. Litio, nichel, cobalto e manganese sono oggi elementi strategici per la produzione di batterie, veicoli elettrici e tecnologie digitali, ma il loro approvvigionamento resta uno dei principali nodi geopolitici ed economici.
Proprio in questo scenario nasce M.I.R.A. – Microwave Innovation for Resource Activation s.r.l., il nuovo spin-off dell’Università degli Studi di Brescia, con l’obiettivo di trasformare la ricerca scientifica in soluzioni industriali per il recupero delle materie prime critiche e lo sviluppo dell’economia circolare.
L’annuncio è arrivato durante il convegno “Batterie e Materie Prime Critiche – Sfide e opportunità dell’economia circolare”, evento conclusivo del progetto Tech4Lib, coordinato dall’Università di Brescia e finanziato da Fondazione Cariplo, al quale hanno partecipato anche il Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali (INSTM) e la Scuola Superiore Sant’Anna.
Dalla ricerca ai processi industriali: la missione di M.I.R.A.
L’obiettivo del nuovo spin-off è rendere industrialmente applicabili le tecnologie sviluppate nei laboratori universitari, contribuendo alla nascita di una filiera nazionale ed europea capace di recuperare materiali preziosi oggi contenuti soprattutto nelle batterie a fine vita.
Durante il convegno ricercatori, imprese e istituzioni hanno fatto il punto sui risultati ottenuti nei processi di recupero sostenibile di litio, nichel, cobalto e manganese, evidenziando come il riciclo delle batterie rappresenti uno dei tasselli fondamentali per ridurre la dipendenza europea dalle importazioni di materie prime strategiche.
Non solo batterie: il recupero delle risorse guarda anche ai fanghi di depurazione
Le prospettive di M.I.R.A., però, non si fermano al settore delle batterie. Le tecnologie sviluppate dallo spin-off potranno infatti essere applicate anche ad altre matrici considerate particolarmente complesse, aprendo nuove possibilità nel recupero di materiali strategici.
Tra gli esempi illustrati figura il recupero del fosforo dalle ceneri dei fanghi di depurazione, una risorsa sempre più importante per l’economia circolare e per ridurre gli sprechi di materiali che oggi vengono ancora smaltiti come rifiuti.
I fondatori dello spin-off
M.I.R.A. nasce dall’esperienza maturata nei progetti di ricerca Tech4Lib e CARAMEL, dedicati allo sviluppo di processi innovativi per il recupero sostenibile delle materie prime critiche.
Tra i soci fondatori figurano: Elza Bontempi, Laura E. Depero, Maria Antonietta Vincenti, Alberto Mannu e Cristian Fracassi, imprenditore e amministratore delegato (CEO) della nuova società.
Secondo i fondatori, il nuovo spin-off rappresenta il passaggio naturale dalla ricerca accademica al mercato.
“L’obiettivo è trasformare la ricerca in soluzioni concrete, capaci di rispondere alle sfide della sostenibilità, della sicurezza nell’approvvigionamento delle materie prime e della competitività del sistema industriale”, spiegano i soci di M.I.R.A.
L’università: “La ricerca deve diventare innovazione”
Per Laura E. Depero il valore dell’iniziativa risiede nella capacità di collegare ricerca di base e sviluppo industriale.
“La tecnologia che arriva sul mercato nasce sempre dalla comprensione dei materiali e dei processi”, ha spiegato la docente, sottolineando come la sfida dell’università sia quella di preservare il valore della ricerca scientifica creando al tempo stesso le condizioni affinché le conoscenze prodotte possano tradursi in innovazione, competitività per le imprese e benefici concreti per la transizione ecologica.
Un tassello per l’autonomia industriale europea
Con la nascita di M.I.R.A., l’Università degli Studi di Brescia rafforza il proprio ruolo nel trasferimento tecnologico e nella valorizzazione della ricerca.
L’obiettivo è contribuire allo sviluppo di competenze e tecnologie in un settore considerato strategico non solo per la sostenibilità ambientale, ma anche per la competitività industriale e l’autonomia dell’Europa nell’approvvigionamento delle materie prime critiche.
In un momento storico in cui il riciclo delle batterie e il recupero delle risorse diventano sempre più centrali nelle politiche industriali europee, iniziative come M.I.R.A. puntano a trasformare i risultati della ricerca in opportunità concrete per il sistema produttivo.



































































































































































































































































































