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FederlegnoArredo tornata per il secondo anno a Ecomondo, la fiera internazionale dedicata all’ambiente, alla sostenibilità e all’economia circolare che si è conclusa venerdì 8 novembre, ha presentato i risultati dell’ indagine FurnCIRCLE
 
La partecipazione di FederlegnoArredo ad Ecomondo è stata l’ occasione per incontrare istituzioni, stakeholder, operatori del settore e condividere con loro il percorso che la Federazione, insieme alle imprese associate, sta portando avanti sui temi della green economy, della responsabilità estesa del produttore, del riuso, del riciclo e della riparabilità dei prodotti.
 
È stata anche l’occasione per discutere di normative che impatteranno sul futuro delle aziende e degli obiettivi previsti dal Green Deal.
 
In particolare ha rappresentato per il settore legno-arredo l’opportunità di misurarsi e misurare il proprio grado di consapevolezza sui temi della transizione circolare grazie all’ indagine che FederlegnoArredo ha condotto con altri partner (AMBIT, Cluster arredo della regione Catalogna in Spagna ed EFIC, Federazione Europea delle industrie dell’arredamento), nell’ambito del progetto FurnCIRCLE (Circular Economy Guidelines and Tools for Application in the EU Furniture Sector) finanziato dall’Unione Europea.
 
L’ obiettivo del progetto 
 
FurnCIRCLE si prefigge lo scopo di guidare le aziende del settore verso un futuro più sostenibile e misurare i livelli di maturità delle imprese nel tempo, tenendo conto anche del tessuto imprenditoriale che caratterizza la manifattura italiana composta da aziende micro, piccole, medie e grandi. 
 
L’obiettivo è identificare tendenze e possibili scenari, fotografando la situazione attuale e spingendosi a fare previsioni al 2027.
 
Cosa emerge dall’indagine 
 
Dal campione di aziende italiane analizzate, si evidenzia che attualmente il 44% ha implementato politiche di ecodesign e l’81% prevede di farlo entro il 2027.
 
Il Regolamento ESPR, approvato nel 2024 dal Parlamento europeo, prevede infatti che il settore dell’arredamento sarà tra i primi a essere interessato, con mobili e materassi considerati prioritari nella definizione di regole specifiche per prodotto. 
 
Sul medesimo tema la ricerca evidenzia però che solo il 14% delle aziende è attualmente informato sul Regolamento Ecodesign e ne implementa i requisiti, ma questo dato è destinato a crescere, con previsioni che parlano di un 65% entro il 2027.
 
L’ importanza della formazione 
 
Impossibile per le aziende, data la portata dei cambiamenti richiesti, prescindere dal capitolo formazione: attualmente, il 44% offre programmi di formazione sulla sostenibilità e le aziende interessate saliranno al 79% entro il 2027. 
 
Una sfida significativa, specialmente per le micro e piccole imprese, che risultano essere più in ritardo e in affanno rispetto alle aziende di medie e grandi dimensioni.
 
Consapevolezza, obiettivi e azioni 
 
In attesa che la pubblicazione del Bilancio di sostenibilità dal prossimo anno diventi obbligo di legge, dalla ricerca si evince che il 37% delle aziende ne pubblica già uno verificato, ma il 77% prevede di farlo entro il 2027. 
 
Analizzando le diverse dimensioni delle aziende risulta però che solo il 14% delle micro-piccole imprese italiane pubblica un bilancio di sostenibilità, contro il 52% delle aziende medio-grandi. 
 
Entro il 2027, questa percentuale salirà al 48% per le micro-piccole imprese e al 97% per le medio-grandi. Solo il 23% delle aziende monitora le emissioni di gas serra (GHG), con una previsione del 47% entro il 2027, mentre il 42% valuta i fornitori in base a criteri di sostenibilità con un aumento previsto al 79% nel 2027.
 
Secondo Claudio Feltrin, Presidente di FederlegnoArredo, “Consapevolezza, obiettivi, azioni. Sono questi i concetti che meglio sintetizzano il percorso della nostra filiera sui temi dell’economia circolare e che i dati raccolti dalla ricerca evidenziano. Da sempre sensibile ai temi dello sviluppo sostenibile e spesso anticipatore di processi, il legno-arredo ambisce a performare al meglio e per farlo parte da un’autoanalisi, quale base per future azioni concrete. Non a caso il settore si dimostra attento ai temi della formazione quale punto di partenza per la messa in atto della trasformazione green e digitale”.
 
Foto: Credits Francesco Rucci
“La dimensione, spesso piccola delle nostre aziende, le rende in alcuni casi più lente nel recepire e attuare processi di cambiamento tanto complessi, motivo per cui l’azione di supporto e indirizzo della Federazione risulta altamente strategica. Il livello di conoscenza e attuazione delle politiche di Ecodesgin e gli obiettivi del 2027 rendono evidente come l’approccio del settore sia ormai davvero improntato al ‘pensiero circolare’, in cui progettazione, realizzazione, produzione, riuso e smaltimento rifiuti fanno parte di un unico ingranaggio che si muove secondo i principi di una sostenibilità ambientale economica e sociale”, ha concluso Feltrin.
 
 
L’ analisi del ciclo vita
 
La ricerca evidenzia inoltre che il 20% delle aziende ha già effettuato un’analisi del ciclo di vita (LCA), mentre ben il 65% sta considerando di farlo. Questo è un segnale positivo che dimostra la crescente consapevolezza riguardo l’importanza delle certificazioni e dei sistemi di gestione. Ad oggi, infatti, il 34% delle imprese offre prodotti idonei a progetti LEED e il 32% sta valutando di allineare i propri prodotti ai requisiti LEED.
 
Il 57% delle micro-piccole imprese monitora anche la soddisfazione dei propri clienti sui temi della sostenibilità, utilizza i feedback e li coinvolge nel percorso di miglioramento, rispetto al 74% delle medio-grandi. Nel 2027 le percentuali saliranno rispettivamente all’86% e al 94%.
 
E di rapporto con il cliente parla anche quel 16% riferito alle aziende che nel 2024 ha offerto la possibilità di acquistare pezzi di ricambio per estendere la vita della maggior parte dei propri prodotti e servizi post-vendita, con una crescita prevista al 25% entro il 2027.
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