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L’accordo tra Comunità Energetiche e Consorzio Acquedottistico Marsicano applica su larga scala il modello previsto dal Decreto CACER: nessun investimento iniziale per il gestore idrico e fino al 45% degli incentivi destinati a progetti sociali e ambientali sul territorio

Dieci impianti fotovoltaici integrati, oltre 11 milioni di kWh di energia rinnovabile condivisa ogni anno e circa 80 utenze alimentate virtualmente attraverso la rete elettrica nazionale.

Sono i numeri dell’accordo siglato tra Comunità Energetiche S.p.A. (COM E) e il Consorzio Acquedottistico Marsicano (CAM), destinato a dare vita alla più grande configurazione italiana di Autoconsumo Individuale a Distanza (AID) per numero di impianti coinvolti, punti di prelievo e volume di energia condivisa.

L’operazione rappresenta uno dei primi esempi di applicazione su larga scala delle opportunità offerte dal Decreto CACER, la normativa che disciplina le configurazioni di autoconsumo e le comunità energetiche rinnovabili.

Un sistema da 8,8 MW per oltre 14 milioni di kWh all’anno

Il progetto prevede l’integrazione di dieci impianti fotovoltaici distribuiti tra Avezzano, Luco dei Marsi, Magliano dei Marsi, Tagliacozzo, Aielli e San Benedetto dei Marsi.

Gli impianti, di proprietà di COM E e delle società controllate CE Solar 1 e CE Solar 2, sviluppano una potenza complessiva di circa 8,8 MWp e produrranno ogni anno oltre 14 milioni di kWh di energia elettrica, dei quali più di 11,3 milioni saranno condivisi virtualmente attraverso la rete di distribuzione.

La configurazione coinvolgerà circa 80 punti di prelievo del CAM, distribuiti su quattro cabine primarie, permettendo al gestore del servizio idrico di coprire una parte significativa dei propri consumi energetici senza dover realizzare direttamente gli impianti.

Il modello del “Produttore Terzo”

L’accordo si basa sul modello del Produttore Terzo, previsto dalla disciplina dell’autoconsumo diffuso.

In pratica è COM E a finanziare, realizzare e gestire gli impianti fotovoltaici, mentre CAM beneficia dell’energia condivisa senza sostenere investimenti iniziali (Zero Capex).

La società si occuperà inoltre della gestione delle pratiche con il GSE, del monitoraggio dei flussi energetici e della rendicontazione economica, mentre il Consorzio assumerà il ruolo di Soggetto Referente per l’accesso agli incentivi previsti dalla normativa.

Come funziona l’autoconsumo individuale a distanza

L’Autoconsumo Individuale a Distanza (AID) consente a un unico produttore e a un unico consumatore di condividere energia rinnovabile utilizzando la rete elettrica esistente.

La condizione essenziale è che impianti di produzione e utenze ricadano sotto la stessa cabina primaria.

Nel caso del progetto marsicano, il sistema interesserà quattro cabine primarie e consentirà di distribuire virtualmente l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici ai diversi siti del Consorzio Acquedottistico.

Il modello permette di aumentare l’autoconsumo dell’energia rinnovabile prodotta localmente, contribuendo alla riduzione delle emissioni e alleggerendo il carico sulla rete elettrica nei momenti di maggiore domanda.

Incentivi e ricadute sul territorio

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la destinazione delle risorse generate dagli incentivi previsti dal Decreto CACER.

La normativa stabilisce infatti che fino al 45% della tariffa premio possa essere destinato a iniziative con finalità sociali e ambientali nei territori che ospitano gli impianti.

Nel caso della Marsica, le risorse potranno finanziare interventi di tutela ambientale, rigenerazione urbana, recupero del patrimonio pubblico, contrasto alla povertà energetica, formazione professionale, inclusione sociale e progetti culturali.

Le regole operative del GSE prevedono inoltre strumenti di monitoraggio e rendicontazione dell’impatto sociale, con l’obiettivo di garantire trasparenza nell’utilizzo delle risorse e una misurazione dei benefici generati per le comunità locali.

Un progetto strategico per il servizio idrico

Per il Consorzio Acquedottistico Marsicano, che gestisce il Servizio Idrico Integrato in un’area a forte vocazione agricola, la riduzione del costo dell’energia rappresenta un elemento strategico.

L’energia elettrica costituisce infatti una delle principali voci di spesa nella gestione degli acquedotti e degli impianti di sollevamento, rendendo particolarmente rilevante l’accesso a energia rinnovabile prodotta sul territorio.

Secondo Paolo Allegretti, CEO del Gruppo Comunità Energetiche, il progetto dimostra come il modello del Produttore Terzo consenta anche a enti pubblici e grandi consumatori di accelerare la transizione energetica senza immobilizzare capitali, rendendo replicabile il modello in altri contesti.

Per Alfredo Chiantini, presidente del Consiglio di Sorveglianza del CAM, l’iniziativa consentirà invece di coniugare sostenibilità ambientale, efficienza nella gestione del servizio idrico e sviluppo del territorio, grazie anche alle risorse che potranno essere reinvestite in progetti sociali destinati ai comuni della Marsica.

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