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Al question time alla Camera, il ministro Pichetto Fratin risponde su energia, rinnovabili, bonifiche e costi delle bollette

Question time denso di temi e numeri quello tenuto oggi alla Camera dei Deputati, dove il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin ha risposto direttamente alle interrogazioni dei parlamentari.

Un confronto dove sono stati affrontati i nodi più sensibili del dibattito pubblico: dalla transizione energetica al costo delle bollette, passando per le bonifiche ambientali e le strategie future del mix energetico italiano.

Transizione energetica: tra ambizione e realismo

All’interrogazione posta dall’onorevole Simiani e altri (Partito Democratico): quale direzione sta prendendo l’Italia nel percorso di uscita dalle fonti fossili?

Il ministro ha spiegato che l’Italia parteciperà alla Conferenza internazionale di Santa Marta in Colombia, confermando il proprio impegno nel contesto europeo contro i cambiamenti climatici.

Ma il punto centrale della risposta è stato un altro: la transizione sì, ma senza strappi. Pichetto Fratin ha insistito sulla necessità di un percorso graduale, che tenga insieme ambiente, economia e sicurezza energetica.

Alle critiche sollevate dalle opposizioni rispetto ad un’azione poco incisiva sulle rinnovabili, il ministro ha replicato affermando che negli ultimi due anni sono stati installati 14,6 GW di nuova capacità.

Non solo, ha elencato una serie di interventi già avviati — dagli incentivi alle semplificazioni autorizzative, fino allo sviluppo dello stoccaggio — per dimostrare che, a suo dire, il percorso di decarbonizzazione è già in atto.

Sull’eventuale ritorno temporaneo a impianti tradizionali, il chiarimento è stato netto: si tratta solo di misure precauzionali, legate alla sicurezza del sistema in un contesto internazionale instabile.

Valle del Sacco: una bonifica complessa

All’interrogazione sulla bonifica del sito di interesse nazionale della Valle del Sacco, sollevata dall’onorevole Zaratti e altri (AVS), il ministro ha riconosciuto le difficoltà, senza negarle.

L’area è vasta — oltre 7.200 ettari distribuiti su 19 comuni — e gli ostacoli sono numerosi: contenziosi, problemi nell’individuazione dei responsabili, difficoltà di accesso ai terreni.

Eppure, ha sottolineato, gli interventi sono tutti avviati. Una procedura è già conclusa, mentre altre quattro dovrebbero chiudersi entro l’anno.

Una risposta che non nasconde i ritardi, ma li inserisce in un contesto complesso, promettendo maggiore trasparenza con la pubblicazione dei dati aggiornati.

Bollette: il nodo dei costi energetici

Con l’interrogazione dell’onorevole Boschi e altri  (Italia Viva), il focus si è spostato su uno dei temi più sentiti da famiglie e imprese: il costo dell’energia.

Qui il ministro ha rivendicato l’azione del Governo, spiegando che non si tratta solo di interventi emergenziali. Nel decreto bollette, ha detto, sono già presenti misure strutturali.

L’obiettivo è chiaro: sganciare progressivamente il prezzo dell’elettricità da quello del gas, puntando su contratti a lungo termine da fonti rinnovabili.

Allo stesso tempo, sono state introdotte misure per contenere l’impatto dei costi della produzione termoelettrica e per ridurre il differenziale di prezzo nel mercato del gas.

Il messaggio, in questo caso, è stato prudente: il Governo continuerà a intervenire, ma molto dipenderà anche dall’evoluzione dello scenario internazionale.

Il mix energetico 2025: più rinnovabili, meno fossili

In merito all’interrogazione dell’onorevole Bignami e altri (Fratelli d’Italia), il ministro ha illustrato una fotografia aggiornata del sistema energetico italiano, offrendo un quadro complessivo dell’evoluzione in corso.

Il dato più significativo riguarda le rinnovabili, che nel 2025 coprono il 41% della domanda. Un risultato trainato soprattutto dal fotovoltaico, in forte crescita rispetto all’anno precedente.

Accanto a questo, resta ancora rilevante la quota del termoelettrico (44%), mentre le importazioni coprono il restante 15%.

Pichetto Fratin ha utilizzato questi numeri per respingere l’idea di una presunta ostilità alle rinnovabili, rilanciando invece sugli obiettivi futuri: più energia pulita, maggiore indipendenza e riduzione dei costi.

Nel quadro delle prospettive, ha citato anche il biometano, la geotermia e — tema destinato a far discutere — il nucleare sostenibile, su cui il Parlamento sarà chiamato a esprimersi.

Eolico offshore: regole da rivedere

Infine, con l’interrogazione dell’onorevole Lupi e altri (Noi Moderati) il confronto si è spostato sul decreto FER2 e sullo sviluppo dell’eolico offshore.

Il ministro ha spiegato che il sistema di incentivi prevede aste per sostenere impianti ancora non competitivi sul mercato.

Per l’eolico in mare, l’obiettivo è arrivare fino a 3,8 GW di capacità installata. Tuttavia, ha ammesso, serve un aggiornamento delle regole.

È già in corso una revisione del decreto, costruita anche attraverso il confronto con gli operatori del settore. Solo dopo questo passaggio si potrà procedere con nuove aste.

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