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Gli Stati Uniti accelerano sull’eolico: oltre 53 GW entro il 2030. Big Tech e data center trainano gli investimenti, mentre l’offshore affronta nuove sfide

L’energia eolica americana accelera il passo. Secondo l’ultimo rapporto US Wind Energy Monitor Q2 2026 di Wood Mackenzie, entro il 2030 negli Stati Uniti entreranno in funzione oltre 53 gigawatt di nuova capacità eolica, una previsione rivista al rialzo del 5% rispetto alle stime precedenti.

A sostenere questa crescita è soprattutto la forte domanda di elettricità proveniente dai grandi data center e dalle aziende tecnologiche, sempre più impegnate a garantire forniture energetiche pulite per alimentare l’espansione dell’intelligenza artificiale, del cloud computing e delle infrastrutture digitali.

I data center diventano il motore del mercato

Uno dei segnali più evidenti arriva dall’aumento dei Power Purchase Agreement (PPA), i contratti attraverso cui le imprese acquistano energia rinnovabile direttamente dai produttori.

Nel primo trimestre del 2026 gli accordi aziendali sono cresciuti rispetto all’anno precedente, confermando una domanda solida nonostante il rallentamento degli acquisti da parte delle utility.

Tra le operazioni più significative spicca l’accordo da 1,9 GW siglato tra Google e Xcel Energy, considerato dagli analisti uno degli esempi più rilevanti del ruolo che i grandi operatori digitali stanno assumendo nello sviluppo delle energie rinnovabili.

Secondo Diego Espinosa, Senior Research Analyst di Wood Mackenzie, il mercato sta vivendo una fase di forte operatività, con gli sviluppatori impegnati a completare i progetti prima della scadenza degli incentivi fiscali federali.

Boom dei cantieri per gli impianti eolici onshore

L’accelerazione è particolarmente evidente nel comparto dell’eolico terrestre.

Nel primo trimestre del 2026 l’avvio di nuovi cantieri è aumentato dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2025. La corsa è legata soprattutto alla necessità di rispettare la scadenza prevista dal regime di safe harbour, che consente ai progetti approvati entro determinati termini di mantenere l’accesso ai crediti d’imposta.

Anche gli ordini di turbine mostrano un netto cambio di passo: nei primi tre mesi dell’anno hanno raggiunto 1,1 GW, un volume cinque volte superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Secondo Wood Mackenzie, il picco delle nuove installazioni sarà raggiunto nel 2028, anche se ritardi autorizzativi e difficoltà nelle connessioni alla rete elettrica stanno già spostando numerosi progetti verso la fine del decennio.

Offshore: il breve termine resta positivo, ma aumentano le incertezze

Lo scenario appare più complesso per l’eolico offshore. Il 2027 dovrebbe rappresentare l’anno record per le installazioni, grazie al completamento dei 5,2 GW di impianti già in costruzione.

Dietro questo risultato, tuttavia, emergono segnali meno incoraggianti. Nella prima metà del 2026 sono infatti fallite nove aste per nuove concessioni marine, provocando la rinuncia a oltre 2.900 chilometri quadrati di aree destinate allo sviluppo dell’eolico offshore.

Gli analisti prevedono inoltre che parte delle risorse derivanti dal programma federale di riacquisto delle concessioni, pari a 2,7 miliardi di dollari, possa essere destinata a investimenti alternativi, tra cui energia geotermica, fonti convenzionali e persino combustibili fossili.

Dopo il 2030 il mercato guarda al repowering

La crescita del settore non si fermerà con la fine degli incentivi fiscali. Entro il 2035 circa 81 GW di impianti eolici statunitensi avranno superato i quindici anni di attività, aprendo un mercato sempre più rilevante per il repowering, cioè l’ammodernamento degli impianti esistenti attraverso turbine più efficienti e tecnologie di nuova generazione.

Secondo Wood Mackenzie, quasi la metà del programma di repowering previsto per i prossimi tre anni è già stata avviata, un elemento che potrebbe contribuire a mantenere elevati gli investimenti anche nel prossimo decennio.

Il settore si prepara a un nuovo modello di crescita

La sfida, spiegano gli analisti, sarà quella di rendere l’energia eolica competitiva anche in un contesto con minori incentivi pubblici.

L’elevata domanda di elettricità proveniente dall’economia digitale, unita alla necessità di aumentare la produzione di energia a basse emissioni, potrebbe infatti garantire nuove opportunità di sviluppo. Il futuro del comparto dipenderà dalla capacità degli operatori di ridurre la dipendenza dagli aiuti fiscali e di costruire modelli economici sostenibili nel lungo periodo.

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