- 10/08/2026
- Simone Martino
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Prima di partire per le vacanze è il momento giusto per fare ordine anche tra smartphone, caricabatterie, cuffie e batterie dimenticati nei cassetti: ecco come gestire correttamente i piccoli RAEE prima, durante e dopo il viaggio
Partire per le vacanze significa spesso fare ordine in casa. Si sistemano gli armadi, si preparano le valigie e si eliminano le cose che non servono più. Ma c’è un angolo della casa che rischia di essere dimenticato: quello dei piccoli dispositivi elettronici.
Nei cassetti possono così riaffiorare vecchi smartphone, caricabatterie, cuffie rotte, telecomandi, alimentatori, piccoli elettrodomestici e pile scariche. Oggetti di dimensioni ridotte, ma che quando arrivano a fine vita devono essere gestiti come rifiuti elettronici e non finire nell’indifferenziato.
È il fenomeno che viene definito “letargo elettronico”, ovvero la tendenza a conservare per anni apparecchi e dispositivi non più utilizzati invece di avviarli al corretto trattamento.
L’estate, secondo Ecolight, può diventare allora un’occasione per fare ordine anche tra i dispositivi elettronici e trasformare una semplice pulizia domestica in un gesto concreto a favore dell’economia circolare.
«Bastano pochi minuti per verificare cosa si nasconde negli angoli di casa e avviarlo a una nuova vita. Un gesto semplice contribuisce a rendere sempre più concreta l’economia circolare».
A sottolinearlo è Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight, il consorzio del Sistema Ecolight che si occupa della gestione dei rifiuti elettronici, delle pile e degli accumulatori.
Piccoli RAEE, cosa sono e perché è facile sbagliare
Quando si parla di RAEE, l’immagine che viene spontanea è quella di un vecchio frigorifero, una lavatrice o un televisore. In realtà la categoria è molto più ampia.
Sono RAEE anche molti degli oggetti che utilizziamo quotidianamente: smartphone e tablet, caricabatterie, cuffie e auricolari, spazzolini elettrici, rasoi, phon da viaggio, mini ventilatori, e-reader e giocattoli elettronici.
Il problema è proprio nelle loro dimensioni. Un dispositivo piccolo può essere facilmente dimenticato in un cassetto oppure, quando si rompe, finire per errore nel normale sacchetto dei rifiuti.
«I piccoli RAEE sono quelli che più facilmente sfuggono alla raccolta differenziata – osserva Dezio –. Le loro dimensioni ridotte fanno sì che vengano conservati in casa oppure, nei casi peggiori, conferiti in modo scorretto».
Per aumentare la consapevolezza sul tema, il Sistema Ecolight ha lanciato anche la campagna social “Estate senza lasciare traccia”, dedicata alla corretta gestione dei rifiuti e alla conoscenza degli oggetti che, una volta arrivati a fine vita, devono essere avviati al riciclo.
Lo “svuotacassetti” prima di partire: dove portare i vecchi dispositivi
Prima di chiudere la valigia può quindi essere utile dedicare qualche minuto a uno “svuotacassetti” elettronico.
Vecchi telefoni, cavi, alimentatori, telecomandi, cuffie e piccoli elettrodomestici non più funzionanti possono essere portati nei centri di raccolta comunali oppure nei punti vendita che effettuano il ritiro gratuito dei RAEE secondo le modalità previste dalla normativa.
Ci sono, in particolare, due possibilità.
Il principio “1 contro 1”
Quando si acquista un nuovo apparecchio equivalente, è possibile consegnare al rivenditore il vecchio dispositivo. È il cosiddetto ritiro “1 contro 1”: a un nuovo prodotto acquistato corrisponde il ritiro di quello vecchio di equivalente funzionalità.
Il principio “1 contro 0”
Per alcuni piccoli RAEE è inoltre possibile portarli nei grandi negozi di elettronica senza dover acquistare un nuovo prodotto, secondo il meccanismo del cosiddetto “1 contro 0”.
Anche le pile esauste e quelle ricaricabili devono essere raccolte separatamente. Non devono essere gettate insieme ai rifiuti indifferenziati e possono essere consegnate negli appositi punti di raccolta, anche presso i rivenditori.
In vacanza attenzione a power bank, batterie e dispositivi rotti
Il problema non riguarda però soltanto quello che lasciamo a casa. Durante le vacanze aumentano i dispositivi elettronici che portiamo con noi: smartphone, fotocamere, tablet, auricolari e soprattutto power bank e batterie ricaricabili.
Può capitare che una batteria smetta di funzionare o che un dispositivo si rompa mentre siamo lontani da casa. In questi casi la regola è semplice: non abbandonare il dispositivo e non gettarlo nel primo cestino disponibile.
Se nella località di soggiorno sono presenti punti di raccolta dedicati, possono essere utilizzati. In alternativa, il dispositivo può essere conservato e riportato a casa, per conferirlo correttamente una volta rientrati.
Al ritorno dalle vacanze, un passaggio al centro di raccolta
Il viaggio può quindi diventare anche l’occasione per chiudere il cerchio. I RAEE correttamente raccolti vengono infatti sottoposti a specifici processi di trattamento che permettono di recuperare metalli, plastiche, vetro e altre materie prime, successivamente reimmesse nei cicli produttivi.
Non si tratta soltanto di una questione di ordine domestico. Il corretto conferimento permette di recuperare materiali ancora utilizzabili e, allo stesso tempo, di ridurre la dispersione nell’ambiente di sostanze potenzialmente pericolose.
«Conferire correttamente RAEE e batterie significa dare nuova vita ai materiali contenuti nei dispositivi e ridurre lo sfruttamento delle risorse, oltre a evitare la dispersione di sostanze pericolose nell’ambiente», sottolinea Dezio.
Secondo i dati citati da Ecolight, per ogni tonnellata di rifiuti del raggruppamento R4, quello relativo ai piccoli RAEE, oltre 830 chilogrammi sono stati avviati a recupero di materia.
Dal cassetto all’economia circolare, il gesto che fa la differenza
La lezione, alla fine, è piuttosto semplice: un vecchio smartphone dimenticato in un cassetto, una cuffia rotta o un caricabatterie inutilizzato non sono necessariamente oggetti senza valore.
Se raccolti correttamente, possono diventare una fonte di materiali da recuperare e reintrodurre nei processi produttivi.
Ecco perché lo “svuotacassetti” prima delle vacanze può essere più di una semplice abitudine di riordino. Bastano pochi minuti per individuare ciò che non serve più, separarlo dagli altri rifiuti e portarlo nel punto di raccolta corretto.
Un piccolo gesto domestico che, moltiplicato per milioni di cittadini, può contribuire concretamente alla costruzione di un sistema più efficiente di recupero delle risorse e a una economia sempre più circolare.












































































































































































































































































































