- 01/10/2026
- Simone Martino
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Eco TRIESTE è la nuova nave ibrida di Itelyum Sea FVG per la raccolta dei rifiuti prodotti dalle navi nei porti di Trieste e Monfalcone
È stata varata a Muggia Eco TRIESTE, la nuova unità navale di Itelyum Sea FVG destinata alla raccolta, al ritiro e al trasporto dei rifiuti prodotti dalle navi nei porti di Trieste e Monfalcone.
La cerimonia si è svolta al Porto San Rocco Marina Resort e rappresenta un nuovo tassello nel percorso di transizione ecologica avviato negli scali del Friuli Venezia Giulia.
L’unità, che entrerà a breve in servizio nell’ambito della concessione per la gestione dei rifiuti delle navi rilasciata dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, è stata progettata per combinare capacità operativa, digitalizzazione e riduzione dell’impatto ambientale.
24 metri di lunghezza e una capacità di 120 metri cubi
Eco TRIESTE misura 24 metri di lunghezza, 8 metri di larghezza e ha una stazza di 58 tonnellate. Può trasportare fino a 60 tonnellate di rifiuti, pari a 120 metri cubi, distribuiti in quattro comparti distinti.
Una capacità che, secondo Itelyum Sea FVG, è circa tre volte superiore a quella media delle unità analoghe e che consente di effettuare il servizio nell’intero scalo, compresa la rada, riducendo gli spostamenti necessari per lo svuotamento.
La nave è stata inoltre predisposta per una raccolta differenziata direttamente a bordo, con l’obiettivo di aumentare il recupero delle frazioni riciclabili. Un sistema digitale di pesatura consente di trasmettere a terra, in tempo reale, i dati relativi ai singoli conferimenti, rendendo così più tracciabile l’intero processo.
Credit: ITELYUM
Propulsione ibrida e riduzione delle emissioni
Uno degli elementi distintivi di Eco TRIESTE è il sistema di propulsione ibrida. Durante la navigazione interna e le manovre, l’imbarcazione può operare in modalità elettrica, senza emissioni dirette e con una significativa riduzione del rumore.
Nelle altre fasi entrano in funzione due motori diesel certificati secondo gli standard internazionali, che possono essere alimentati anche con HVO (Hydrotreated Vegetable Oil). Secondo i dati forniti da Itelyum Sea FVG, l’impiego del biocarburante permette una riduzione delle emissioni di CO₂ fino al 90% rispetto ai carburanti fossili tradizionali.
Il sistema ibrido consente inoltre di recuperare parte dell’energia prodotta durante le fasi di maggiore potenza e utilizzarla per ricaricare automaticamente le batterie.
«Un anno di svolta per la sostenibilità degli scali»
Il varo di Eco TRIESTE si inserisce in un piano di investimenti che Itelyum Sea FVG ha portato avanti nel corso del 2026.
«Il 2026 ha rappresentato per Itelyum Sea FVG un anno di svolta strategica sul fronte degli investimenti per la sostenibilità dei nostri scali», spiega Alessandro Bullo, amministratore delegato di Itelyum Sea FVG. «Abbiamo inaugurato il primo impianto mobile nazionale per il trattamento delle acque di zavorra e rinnovato la barge L. Magadi, impianto per il trattamento delle acque di sentina autorizzato dalla Regione FVG. Oggi, con il varo di Eco TRIESTE, completiamo un tassello fondamentale: mettiamo a disposizione dei porti di Trieste e Monfalcone un’imbarcazione da lavoro all’avanguardia, capace di unire l’alta capacità operativa alla drastica riduzione dell’impronta ecologica, in piena sintonia con gli obiettivi ambientali dell’Autorità di Sistema».
Per Marco Codognola, amministratore delegato di Itelyum, il progetto si inserisce invece nella più ampia trasformazione della portualità europea.
«La portualità e la logistica marittima rappresentano un motore economico fondamentale per l’Europa e uno snodo per le catene di approvvigionamento globali, attraverso nodi intermodali efficienti, tecnologici e sostenibili. In questo scenario, Itelyum vuole fare la propria parte all’interno del sistema, offrendo una gestione ambientale integrata con soluzioni all’avanguardia», sottolinea Codognola.
«I nostri investimenti sono mirati ad affiancare le Autorità di Sistema Portuale — in primis quella di Trieste, da sempre estremamente sensibile ed esigente sui temi della sostenibilità — nella gestione virtuosa delle tematiche ambientali, in linea con il modello di business del gruppo, che offre soluzioni a 360 gradi per le esigenze dei clienti nel campo ambientale e nella gestione e valorizzazione dei rifiuti industriali».
Trieste e Monfalcone, un nuovo servizio per la sostenibilità
L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale considera la nuova unità un ulteriore strumento per rendere più efficienti i servizi ambientali degli scali di Trieste e Monfalcone.
«La sostenibilità di un porto si misura nella capacità di tradurre gli obiettivi ambientali in soluzioni concrete», osserva Marco Consalvo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale. «Dopo l’attivazione a Trieste del primo impianto mobile italiano per il trattamento delle acque di zavorra, questa nuova unità arricchisce i servizi ambientali disponibili nei porti di Trieste e Monfalcone».
«Il nostro impegno è creare le condizioni affinché gli operatori possano investire in tecnologie capaci di ridurre le emissioni, migliorare la gestione dei rifiuti prodotti dalle navi e rendere più efficienti le attività portuali», aggiunge Consalvo.
Con Eco TRIESTE, quindi, la raccolta dei rifiuti prodotti dalle navi si lega a un modello che punta a mettere insieme maggiore capacità di carico, raccolta differenziata, tracciabilità digitale e riduzione delle emissioni. La nuova unità sarà operativa tra Trieste e Monfalcone, rafforzando la dotazione di servizi ambientali a disposizione dei due scali.


























































































































































































































































