- 05/08/2026
- Redazione
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Approvato il decreto che recepisce la direttiva europea sulla qualità dell’aria: cosa cambia per cittadini, Regioni e tutela della salute
Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo che recepisce in Italia la Direttiva (UE) 2024/2881 sulla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa.
Il provvedimento, adottato in attuazione della legge di delegazione europea 2024, aggiorna la disciplina vigente con l’obiettivo di rendere più efficace il sistema nazionale di gestione della qualità dell’aria, superando le criticità emerse nell’applicazione delle norme finora in vigore, si legge nella nota del MASE.
L’intervento rappresenta, dunque, un ulteriore passo nel percorso di adeguamento agli standard europei e punta a rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto all’inquinamento atmosferico, con ricadute dirette sulla tutela della salute pubblica e dell’ambiente.
Pichetto: «Più strumenti per proteggere salute e ambiente»
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Pichetto Fratin, ha sottolineato la portata del provvedimento, evidenziando come il nuovo decreto rafforzi il quadro nazionale delle politiche ambientali.
“Con questo provvedimento rafforziamo il quadro nazionale di prevenzione e contrasto all’inquinamento, con più strumenti a disposizione per la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente”, ha dichiarato il ministro.
Limiti più severi agli inquinanti dal 2030
Tra le novità più rilevanti figura l’introduzione di limiti più stringenti per i principali inquinanti atmosferici.
A partire dal 2030 entreranno, infatti, in vigore nuovi valori per il particolato PM2,5 e PM10, oltre che per il biossido di azoto (NO₂) e il biossido di zolfo (SO₂), secondo il calendario previsto dalla normativa europea.
L’obiettivo è quello di ridurre progressivamente l’esposizione della popolazione agli agenti inquinanti più dannosi e allineare l’Italia ai nuovi standard fissati dall’Unione europea.
Piani più rapidi e nuove “tabelle di marcia”
Il decreto interviene anche sul fronte della pianificazione, rafforzando gli strumenti a disposizione delle amministrazioni.
In caso di superamento dei valori limite, i piani per la qualità dell’aria dovranno essere adottati entro tempi definiti e dovranno prevedere misure capaci di riportare i livelli degli inquinanti entro i parametri stabiliti nel più breve tempo possibile.
Per accompagnare questo percorso viene introdotto anche un nuovo strumento operativo, le cosiddette “tabelle di marcia”, che serviranno a programmare e monitorare il raggiungimento degli obiettivi europei, rendendo più coordinata l’attuazione delle politiche ambientali.
Regioni protagoniste e cittadini più coinvolti
Il nuovo sistema, inoltre, conferma il ruolo centrale delle Regioni e degli enti locali, che continueranno a essere i principali protagonisti nell’attuazione delle misure sui territori.
Allo stesso tempo, il decreto punta a rafforzare il coinvolgimento dei cittadini attraverso una diffusione delle informazioni sulla qualità dell’aria più accessibile e tempestiva, così da favorire una maggiore consapevolezza sui livelli di inquinamento e sulle azioni intraprese per contrastarlo.
Focus anche sulla qualità dell’aria negli ambienti chiusi
Una delle novità introdotte riguarda anche gli ambienti indoor più sensibili. Il provvedimento dedica infatti particolare attenzione a scuole, uffici e ospedali, dove vengono previsti valori di riferimento per gli inquinanti e specifiche procedure per la valutazione e la gestione del rischio.
L’obiettivo è quello di estendere la tutela della qualità dell’aria anche agli spazi chiusi frequentati quotidianamente da milioni di persone.
Il ministro: «Un sistema moderno che unisce Europa e territori»
Nelle conclusioni, il ministro Pichetto ha ribadito la visione alla base della riforma, sottolineando la necessità di coniugare gli obiettivi fissati dall’Unione europea con le esigenze delle realtà locali.
“L’obiettivo è costruire un sistema più moderno e coordinato, capace di coniugare gli impegni europei con le esigenze dei territori”, ha affermato il ministro confermando che la qualità dell’aria continuerà a rappresentare una delle priorità dell’azione del Governo.

































































































































































































































































