Anche Strasburgo ha votato la modifica del regolamento UE che stabilisce i target CO₂ per l’automotive, un voto che secondo Transport & Environment non era necessario
L’organizzazione ambientalista Transport & Environment (T&E) ritiene che l’approvazione della proposta per rinviare l’obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 dell’UE per le case automobilistiche entro il 2025, sia un regalo inutile all’industria automobilistica.
La misura di flessibilità della concessione del meccanismo di media triennale per la conformità alle emissioni di autovetture e furgoni, suggerita dalla Commissione europea e approvata dall’Europarlamento con 458 voti a favore, 101 contrari e 14 astensioni avviene, infatti, proprio mentre le vendite di auto elettriche sono in forte crescita in Europa.
Auto elettriche a batteria: più 45% nei primi tre mesi del 2025
Le case automobilistiche europee hanno venduto il 45% in più di auto elettriche a batteria nei primi tre mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2024.

Tuttavia, la Commissione europea ha risposto alle pressioni dell’industria automobilistica europea proponendo di dare alle case automobilistiche tempo fino al 2027 per conformarsi ai loro obiettivi di riduzione delle emissioni UE per il 2025.
Secondo Lucien Mathieu, direttore del settore automobilistico di T&E “È ironico che l’UE stia ritardando gli obiettivi sulle emissioni per l’industria automobilistica proprio mentre le vendite di veicoli elettrici aumentano. Il boom è dovuto ai nuovi modelli più accessibili lanciati dalle case automobilistiche per rispettare l’obiettivo iniziale dell’UE. Questo ritardo consentirà all’industria di accelerare il lancio dei veicoli elettrici, rallentando al contempo gli investimenti”.
Pericolo di rimanere indietro
Il rischio è che la concessione servirà solo a frenare la transizione verso i veicoli elettrici e a minare la certezza degli investimenti nel settore manifatturiero europeo.
Secondo T&E, invece, l’Europa deve mantenere la fermezza sui suoi obiettivi futuri per le case automobilistiche, poiché non può permettersi di rimanere ulteriormente indietro rispetto alla Cina.