l’Italia si conferma il Paese Ue con più auto per abitante
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Nel 2024 l’Italia resta il Paese Ue con più auto per abitante (701 ogni 1.000). Si arresta però per la prima volta la crescita dei veicoli a combustibili fossili

L’Italia si conferma il Paese dell’auto. Anche nel 2024 il numero di vetture continua a crescere e il nostro Paese resta al primo posto nell’Unione europea per tasso di motorizzazione: 701 autovetture ogni 1.000 abitanti, contro una media Ue di 578.

Un dato che ci distingue nettamente dalle altre grandi economie europee, dove i livelli sono più bassi e sostanzialmente stabili: 544 auto ogni 1.000 abitanti in Spagna, 579 in Francia e 590 in Germania.

Ma nel quadro generale c’è una novità significativa: per la prima volta si arresta la crescita dei veicoli alimentati a combustibili fossili.

Italia maglia nera in Europa per numero di auto

Il tasso di motorizzazione continua a salire anche nelle città. Nei 112 comuni capoluogo si registrano in media 651 auto ogni 1.000 abitanti; nei capoluoghi di città metropolitana il valore scende a 612, segno che nei grandi centri l’uso dell’auto privata è leggermente più contenuto.

Le differenze territoriali restano marcate. I valori sono generalmente più bassi al Nord e più alti nel Mezzogiorno: si passa da 594 auto ogni 1.000 abitanti nei capoluoghi del Nord-ovest a 723 nelle Isole.

Tra le città, il tasso più basso si registra a Venezia (460 auto ogni 1.000 abitanti), mentre il più alto è a Frosinone (856). Tra i capoluoghi metropolitani spicca Catania con 824 auto ogni 1.000 abitanti, seguita da Reggio Calabria (725), Cagliari (709) e Messina (698).

Nel 2024 il tasso di motorizzazione nei capoluoghi cresce dello 0,8%, in linea con l’aumento nazionale (+1%). Solo tre città – tra cui Genova e Milano – registrano un calo superiore allo 0,5%.

Più trasporto pubblico, meno auto

Il confronto con l’offerta di trasporto pubblico suggerisce un legame chiaro: dove i servizi sono più sviluppati, il numero di auto tende a essere più basso. Nei capoluoghi metropolitani, ad esempio, l’offerta di trasporto è quasi tripla rispetto agli altri capoluoghi.

Non a caso, le città del Nord-ovest, che dispongono di una rete più estesa, mostrano valori inferiori rispetto a Sud e Isole.

Stop alla crescita dei veicoli a combustibili fossili

La vera svolta del 2024 riguarda però la composizione del parco veicolare.

Le auto e gli altri veicoli alimentati a benzina, diesel e gas rappresentano ancora il 93,9% del totale. Tuttavia, per la prima volta, il loro numero non cresce rispetto all’anno precedente (-0,02%). L’indicatore pro capite resta fermo a 0,878 a livello nazionale.

È un segnale importante, perché il numero di veicoli a combustibili fossili è considerato dalle Nazioni Unite tra i principali driver del cambiamento climatico.

Le differenze territoriali restano evidenti: i valori più bassi si registrano nel Nord-ovest, i più alti nelle Isole.

Densità veicolare: Napoli tra le città più congestionate

Oltre al numero di auto per abitante, conta anche la densità veicolare, cioè quanti veicoli circolano per chilometro quadrato.

Nel 2024 in Italia si contano 2.788 veicoli per km² nelle aree urbanizzate, ma nei comuni capoluogo il dato sale a 3.990.

Il minimo si registra a Lucca (1.661 veicoli/km²), mentre il massimo spetta a Napoli con 7.590 veicoli/km². Valori oltre quota 6.000 si rilevano anche a Torino, Palermo e nella stessa Catania.

In questo caso, le grandi città presentano una pressione del traffico più elevata rispetto ai centri minori.

Auto meno inquinanti, ma il Sud resta indietro

L’indice del potenziale inquinante – che misura il rapporto tra auto più inquinanti (Euro 0-3) e quelle a basse emissioni – è in calo: nel 2024 scende a 109,9 (era 136 nel 2019).

Per la prima volta il Nord-est scende sotto quota 100, cioè sotto la soglia di equilibrio tra auto più e meno inquinanti. Restano invece molto distanti da questo traguardo diverse città del Mezzogiorno.

Tra i casi più critici c’è ancora Catania, che registra l’indice più alto (156,6). Al contrario, realtà come Bologna e Venezia mostrano le combinazioni migliori tra minore inquinamento e densità più contenuta.

Ibride in forte crescita, elettriche ancora poche

Nel 2024 meno di un’auto su cinque nei capoluoghi è a basse emissioni (19,7%). Le alimentazioni tradizionali – benzina e diesel – rappresentano ancora oltre l’80% del totale.

Le auto ibride crescono del 31,2% in un anno e oggi rappresentano l’8,8% del parco nei capoluoghi. Le elettriche aumentano del 27,4%, ma restano ferme allo 0,8%. La componente più numerosa tra le “basse emissioni” è ancora quella delle auto a gas e bi-fuel (10,1%).

Le città con la quota più alta di ibride ed elettriche (tra il 13% e il 15%) sono Torino, Varese, Como, Milano, Monza e Bologna. In 15 città del Centro-Nord la quota di auto a basse emissioni supera il 25%, con punte del 31,3% a Torino e Bologna.

Parco auto vecchio: due vetture su tre hanno più di 8 anni

Il problema strutturale resta l’età del parco veicolare. Nei comuni capoluogo il 64,3% delle auto ha almeno 8 anni. A livello nazionale la quota sale al 66,9%.

Le auto con più di 20 anni sono il 24,3% del totale: meno che in Spagna (25,6%), ma più della media Ue (19,4%) e molto più che in Germania (10%) e Francia (12,5%).

Il ricambio è più lento nelle aree economicamente più fragili, in particolare nel Mezzogiorno, dove la quota di auto nuove è sensibilmente più bassa rispetto al Centro-Nord.

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