- 04/02/2026
- Redazione
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Il mercato auto italiano apre il 2026 in crescita del 6,2%, spinto dal noleggio a breve termine. BEV in calo rispetto ai picchi di fine 2025, PHEV in forte espansione. UNRAE chiede rimborsi rapidi sugli incentivi e una riforma della fiscalità delle flotte aziendali
Il mercato automobilistico italiano apre il 2026 con un segnale incoraggiante, ma ancora lontano da una vera inversione di tendenza. A gennaio le immatricolazioni sono state 141.980, in crescita del 6,2% rispetto allo stesso mese del 2025, con oltre 8.200 vetture in più. A trainare la ripartenza è stato soprattutto il noleggio a breve termine, mentre la domanda strutturale rimane fragile.

Immagine: Credit UNRAE
Il confronto con il periodo pre-pandemico, però, continua a pesare: rispetto a gennaio 2019 mancano ancora oltre 23.000 immatricolazioni, pari a un calo del 14,1%. Un dato che invita alla cautela e ridimensiona l’entusiasmo per l’avvio positivo dell’anno.
Le stime UNRAE: crescita contenuta e mercato sotto i livelli storici
Le prospettive per l’intero 2026 restano prudenti. Secondo le previsioni UNRAE, il mercato chiuderà l’anno con 1,54 milioni di immatricolazioni, in lieve aumento (+0,9%) rispetto al 2025. Un recupero limitato, di circa 14.000 unità, che non colma il divario con il 2019, quando le vendite superarono 1,9 milioni.
Il settore sembra ormai assestato su un livello di equilibrio compreso tra 1,5 e 1,57 milioni di vetture, una soglia che potrebbe rimanere invariata anche nel biennio 2027-2028, con volumi ancora sotto 1,6 milioni.
Elettrico: BEV in rientro, PHEV sempre più centrali
Finisce l’effetto incentivi, emerge la domanda reale
Sul fronte delle alimentazioni, gennaio segna un ritorno a valori più coerenti con la domanda strutturale. Le auto elettriche pure (BEV) rappresentano il 6,6% del mercato, con 9.446 immatricolazioni: in calo rispetto ai picchi di novembre (12,2%) e dicembre (11,0%), ma in miglioramento rispetto al 5,0% di gennaio 2025.
Le ibride plug-in (PHEV) continuano invece a crescere e si confermano tra le alimentazioni più dinamiche: la quota sale all’8,7%, più del doppio rispetto al 3,7% di un anno fa. Un risultato favorito dall’ampliamento dell’offerta e dalle nuove regole sulle auto aziendali in fringe benefit.
Nel complesso, i veicoli ricaricabili (ECV) raggiungono una quota del 15,3%, ancora distante dai livelli di Francia e Germania, dove si oscilla tra il 27% e il 30%.
Incentivi e flotte aziendali: l’appello di UNRAE al Governo
UNRAE torna a sollecitare un intervento urgente sul fronte degli incentivi. I concessionari hanno anticipato oltre 300 milioni di euro in attesa dei rimborsi, una situazione che espone il settore a rischi finanziari e potrebbe rallentare le immatricolazioni dei veicoli incentivati.
Il tema è stato al centro del Tavolo Automotive convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. In quella sede, il presidente Roberto Pietrantonio ha ribadito la necessità di politiche più pragmatiche: «Per colmare il divario con i principali partner europei servono strumenti concreti: una riforma mirata della fiscalità delle flotte aziendali, intervenendo su IVA, deducibilità dei costi e ammortamenti, può accelerare il rinnovo del parco e la diffusione dei veicoli a basse e zero emissioni».
UNRAE chiede inoltre l’istituzione di un tavolo congiunto e permanente tra associazioni e istituzioni per accompagnare la transizione dell’intera filiera automotive.
Chi compra le auto: privati in calo, boom del noleggio a breve
L’analisi per canale di vendita mostra una flessione dei privati, la cui quota scende al 56,9%. Crescono con forza le autoimmatricolazioni, che arrivano al 10,1%, mentre il noleggio a lungo termine arretra leggermente al 19,2%.
Il vero protagonista del mese è il noleggio a breve termine, che registra un incremento a doppia cifra e sale all’8,7% del mercato, recuperando 5,5 punti percentuali in un solo mese.
Ibride dominanti, benzina e diesel in ritirata
A gennaio il motore a benzina perde un quarto dei volumi e scende al 18,7%, mentre il diesel cala al 7,3%. Anche il Gpl arretra al 6,5%.
Le auto ibride diventano la spina dorsale del mercato, con una quota complessiva del 52,1%:
37,7% mild hybrid
14,4% full hybrid
Le emissioni medie di CO₂ scendono a 109,5 g/km, in calo del 6,3% su base annua.
Geografia e segmenti: Nord Est leader, Suv ancora centrali
Dal punto di vista territoriale, il Nord Est conquista la leadership con il 30,2% delle immatricolazioni, grazie soprattutto al noleggio. Seguono il Nord Ovest (28,1%) e il Centro Italia (26,5%). Sud e Isole restano marginali.
Per tipologia di veicolo, crescono i Suv, in particolare nei segmenti medi e medio-alti, mentre arretrano berline tradizionali e modelli di segmento B. Le station wagon e gli MPV mantengono quote residuali, mentre le sportive restano sotto l’1%.




















































































































































































































































