- 23/01/2026
- Redazione
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Un nuovo studio di T&E rivela che evitando le scie di condensazione su pochi voli notturni e invernali si ridurrebbe l’impatto climatico dell’aviazione europea
Le vediamo spesso disegnate nel cielo, soprattutto d’inverno. Ma le scie di condensazione degli aerei non sono solo un effetto visivo: contribuiscono in modo significativo al riscaldamento globale, almeno quanto le emissioni di CO₂ prodotte dall’aviazione.
Secondo un nuovo studio di Transport & Environment (T&E), le scie di condensazione sono responsabili dell’1–2% del riscaldamento globale totale. Un dato sorprendente, reso ancora più rilevante da un altro elemento: l’80% di questo impatto è causato da appena il 3% dei voli.
In altre parole, intervenire su un numero molto limitato di tratte potrebbe produrre benefici climatici immediati, senza stravolgere il traffico aereo.
Il momento peggiore? Notte, autunno e inverno
Lo studio si concentra sull’Europa e analizza i dati del 2019. Il risultato è chiaro:
il riscaldamento causato dalle scie di condensazione è fortemente concentrato nel tempo.
I numeri chiave:
75% del riscaldamento si verifica tra gennaio–marzo e ottobre–dicembre
40% avviene di sera e di notte
I voli notturni in autunno e inverno rappresentano solo il 10% del traffico aereo europeo
Ma sono responsabili del 25% del riscaldamento causato dalle scie
Questo rende quei periodi ideali per intervenire: pochi voli, grande impatto positivo sul clima.
Perché le scie di condensazione sono così dannose
Le scie si formano quando gli aerei attraversano zone dell’atmosfera molto fredde e umide. In queste condizioni, il vapore acqueo emesso dai motori si trasforma in nuvole artificiali che possono persistere per ore.
Il problema? Queste nuvole funzionano come una coperta termica, trattenendo il calore irradiato dalla superficie terrestre e contribuendo al riscaldamento globale.
Piccoli cambi di rotta, grandi benefici per il clima
La buona notizia è che evitare le scie di condensazione è tecnicamente semplice. Non servono nuovi aerei o carburanti futuristici: spesso bastano lievi modifiche di quota o di traiettoria. “Le scie di condensazione sono un problema diffuso, ma le soluzioni sono chiare e accessibili. Modificando le rotte di una manciata di voli, l’Europa potrebbe evitare anni di riscaldamento globale”, ha spiegato Alexander Kunkel, analista senior di T&E.
Le deviazioni possono essere pianificate prima del decollo, grazie alle previsioni meteo, senza aumentare il carico di lavoro dei controllori di volo né compromettere la sicurezza.
Il Nord Atlantico: una grande opportunità (poco sfruttata)
Lo studio individua anche aree geografiche chiave, come il Nord Atlantico, dove il potenziale di riduzione è particolarmente elevato.
Qui operano molti voli a lungo raggio, che:
rappresentano solo il 10% delle partenze europee
ma causano il 40% del riscaldamento da scie di condensazione
La densità di traffico è relativamente bassa, rendendo più semplice il reindirizzamento dei voli.
Evitare le scie quando il traffico è basso funziona davvero
Secondo T&E, se nel 2019 l’Europa avesse evitato la formazione di scie nei momenti in cui il traffico era sotto il 60% del picco annuale, si sarebbe potuto ridurre circa il 70% del riscaldamento da scie di condensazione.
Un risultato enorme, ottenibile senza ridurre il numero di voli.
Cosa chiede T&E all’Unione Europea
Per trasformare queste evidenze scientifiche in politiche concrete, T&E invita l’UE a:
Le raccomandazioni principali
Includere gli effetti non-CO₂ (come le scie) nella gestione del traffico aereo
Estendere il monitoraggio anche ai voli extra-SEE
Incentivare compagnie aeree e controllori che adottano misure di prevenzione
Avviare sperimentazioni su larga scala nello spazio aereo europeo
“Nei prossimi cinque-dieci anni l’Europa può diventare leader mondiale nella prevenzione delle scie di condensazione”, ha concluso Kunkel.
Una delle azioni climatiche più rapide e concrete
In un momento in cui la transizione ecologica dell’aviazione appare lenta e complessa, evitare le scie di condensazione emerge come una delle soluzioni più rapide, efficaci e a basso costo per ridurre l’impatto climatico dei voli.
Una misura poco visibile ai passeggeri, ma potenzialmente decisiva per il clima.




















































































































































































































































