- 04/09/2026
- Redazione
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La transizione dei veicoli pesanti entra in una fase decisiva. IRU e T&E chiedono alla Commissione europea un confronto ad alto livello su camion elettrici, infrastrutture, energia e costi per le imprese
La transizione verso un trasporto stradale a basse e zero emissioni ha bisogno di una nuova accelerazione politica. È questo, in sintesi, l’appello rivolto alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen da IRU e Transport & Environment (T&E), che chiedono l’apertura di un dialogo strategico di alto livello sulla decarbonizzazione dei veicoli pesanti.
La richiesta arriva in una fase particolarmente delicata per il settore. Da una parte l’Europa deve rispettare gli obiettivi climatici e ridurre le emissioni del trasporto su strada; dall’altra, operatori e imprese devono fare i conti con costi energetici, investimenti elevati e una rete infrastrutturale che deve ancora adeguarsi alla diffusione dei mezzi a zero emissioni.
Il tema diventa ancora più rilevante alla vigilia della revisione di alcune delle principali normative europee sulla transizione del trasporto pesante.
La crisi del diesel spinge l’Europa verso l’elettrico
Il trasporto stradale europeo si trova stretto tra pressioni ambientali, economiche ed energetiche. L’aumento dei prezzi del diesel e le preoccupazioni legate alla sicurezza energetica hanno reso ancora più evidente la necessità di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati.
A questo si aggiunge l’impatto sempre più visibile degli eventi meteorologici estremi associati ai cambiamenti climatici. Interruzioni della viabilità, danni alle infrastrutture e difficoltà operative stanno diventando fattori con cui il settore dei trasporti deve confrontarsi con maggiore frequenza.
In questo scenario, la diffusione dei camion elettrici viene indicata come uno degli strumenti attraverso cui l’Europa può ridurre sia le emissioni del trasporto pesante sia la propria esposizione alla volatilità dei combustibili fossili.
Ma trasformare questa prospettiva in realtà richiede molto più della semplice disponibilità di nuovi veicoli.
IRU e T&E: serve un tavolo europeo con tutta la filiera
Per IRU e T&E, il prossimo passo dovrebbe essere un confronto politico e industriale che coinvolga tutti i protagonisti della transizione: aziende di trasporto, costruttori di veicoli, operatori delle infrastrutture, fornitori di energia e rappresentanti della società civile.
L’obiettivo è individuare gli ostacoli che oggi rallentano la diffusione dei camion a zero emissioni e definire interventi concreti per superarli.
«La transizione del trasporto pesante necessita di un rinnovato slancio politico ai massimi livelli», ha dichiarato Raluca Marian, direttrice per le attività di lobbying presso l’UE dell’IRU.
Secondo Marian, la direzione fissata dall’Unione europea è chiara, ma la sua attuazione richiede un coordinamento più stretto tra livello europeo e nazionale. Un dialogo strategico guidato dalla Commissione, sostiene l’IRU, servirebbe anche a garantire che le esigenze operative ed economiche delle imprese siano prese in considerazione nelle decisioni che accompagneranno la prossima fase della transizione.
Il nodo delle infrastrutture: non basta vendere camion elettrici
Uno dei principali ostacoli alla diffusione dei mezzi pesanti elettrici riguarda le infrastrutture.
Perché un camion a zero emissioni possa essere utilizzato su larga scala nel trasporto merci, infatti, è necessario poter contare su una rete di ricarica adeguata, capillare e compatibile con le esigenze degli operatori professionali. Servono inoltre una rete elettrica sufficientemente potente e prezzi dell’energia competitivi.
È questo uno dei punti su cui insiste William Todts, direttore esecutivo di T&E.
«La crisi del diesel è un campanello d’allarme per l’Europa», ha affermato Todts, sottolineando la necessità di ridurre rapidamente la dipendenza europea dal petrolio importato.
Per T&E, una delle risposte passa dall’aumento della diffusione dei camion elettrici alimentati da energia pulita prodotta in Europa. Ma anche in questo caso la transizione, per essere efficace, dovrà essere accompagnata da un processo decisionale trasparente e inclusivo.
AFIR e obiettivi CO₂: la prossima partita si gioca a Bruxelles
La richiesta di IRU e T&E arriva mentre l’Unione europea si prepara a rivedere due strumenti normativi destinati ad avere un peso significativo sul futuro del trasporto pesante.
Il primo è il Regolamento sulle infrastrutture per i combustibili alternativi (AFIR), che punta a favorire lo sviluppo delle infrastrutture necessarie alla mobilità alimentata da fonti alternative, comprese le stazioni di ricarica e le infrastrutture per l’idrogeno.
Il secondo riguarda gli standard sulle emissioni di CO₂ dei veicoli pesanti, attraverso i quali l’UE stabilisce gli obiettivi di riduzione delle emissioni per i nuovi camion, autobus e altri veicoli pesanti.
Le prossime decisioni europee dovranno quindi trovare un equilibrio tra ambizione climatica e condizioni concrete per consentire alle imprese di affrontare gli investimenti necessari.
La transizione dei camion passa da energia, finanziamenti e domanda
Il passaggio dal diesel ai veicoli a zero emissioni non dipenderà soltanto dalle norme sulle emissioni o dalla disponibilità di nuovi modelli.
IRU e T&E individuano infatti una serie di condizioni necessarie per rendere la transizione realmente praticabile: una rete elettrica adeguata, infrastrutture di ricarica sufficienti, prezzi dell’energia competitivi, strumenti finanziari in grado di sostenere gli investimenti e una domanda crescente di servizi di trasporto a zero emissioni.
È proprio su questo punto che si concentra la sfida della prossima fase.
L’Europa ha già fissato una direzione per la decarbonizzazione del trasporto pesante. Ora il problema è trasformare gli obiettivi in condizioni operative che consentano alle imprese di investire senza compromettere la propria competitività.
Il confronto chiesto a Ursula von der Leyen nasce dunque dall’esigenza di mettere attorno allo stesso tavolo politica, industria, trasportatori ed energia. Perché la transizione dei camion non si decide soltanto nei regolamenti europei: si gioca anche sulle strade, nei piazzali logistici, nelle reti elettriche e nei bilanci delle aziende di trasporto.
















































































































































































































































