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Nel settore farmaceutico la tecnologia deve ridurre complessità e rischi. A CPHI Milano Cegeka presenta un modello basato su processi preconfigurati e competenze specialistiche
 
La trasformazione digitale dell’industria farmaceutica non è più soltanto una questione di innovazione tecnologica. Per un settore sottoposto a requisiti normativi sempre più articolati e chiamato a garantire continuità nelle forniture, la tecnologia diventa uno strumento per ridurre i rischi, rendere più prevedibili i processi e rafforzare la resilienza della supply chain.
 
È questo il quadro nel quale si inserisce la presenza di Cegeka a CPHI Milano, la manifestazione internazionale dedicata all’industria farmaceutica. Il gruppo europeo specializzato in servizi IT e cloud presenta il proprio Industry Accelerator Approach, un modello pensato per accelerare l’adozione di soluzioni digitali nel settore Pharma e Life Sciences, intervenendo su uno dei nodi più delicati della trasformazione tecnologica: la complessità dei progetti in un comparto fortemente regolamentato.
 

Nel Pharma la tecnologia deve ridurre anche il rischio

Per le aziende farmaceutiche, innovare significa oggi confrontarsi contemporaneamente con compliance, continuità operativa, sicurezza e pressione sui costi. La digitalizzazione deve quindi produrre valore senza introdurre ulteriore complessità.
 
Secondo i dati citati da Cegeka, il 91% dei leader del settore considera la compliance e la minimizzazione dei rischi tra gli obiettivi più critici degli investimenti tecnologici. Le interruzioni della supply chain e il cosiddetto panic buying rappresentano invece la principale minaccia per il 61% degli intervistati, mentre il 47% dei dirigenti indica il rischio reputazionale tra le priorità.
 
Numeri che raccontano una trasformazione in corso: nel Pharma la tecnologia non viene valutata soltanto sulla capacità di innovare, ma anche sulla possibilità di rendere le organizzazioni più robuste davanti agli imprevisti.
 
È in questo contesto che Cegeka propone l’Industry Accelerator Approach, un framework che combina processi di business pre-documentati e ambienti tecnologici preconfigurati.
 
L’obiettivo è ridurre il ricorso a personalizzazioni sviluppate ad hoc, spesso responsabili di una maggiore complessità e di tempi di implementazione più lunghi. Partire da processi e configurazioni già strutturati secondo le esigenze del settore dovrebbe consentire di rendere i progetti più prevedibili e di accelerare il momento in cui l’investimento tecnologico comincia a produrre valore.
 
Il modello si basa sulle best practice del comparto Life Sciences e sulla metodologia di progetto EPISTA Life Science, verificata esternamente. Un’attenzione particolare è dedicata inoltre ai processi di validazione, in linea con standard e requisiti normativi internazionali come FDA 21 CFR Part 11, GAMP 5, EudraLex e MDR.
 
In un’industria dove un cambiamento nei sistemi informativi deve spesso convivere con stringenti requisiti di qualità e tracciabilità, la standardizzazione può dunque diventare una leva per governare meglio la trasformazione.
 

Sostenibilità, efficienza e resilienza

Il tema della sostenibilità non è il fulcro dichiarato della strategia presentata da Cegeka, ma si intreccia con una delle questioni centrali per l’industria farmaceutica: fare di più con processi più efficienti e resilienti.
 
Ridurre personalizzazioni, duplicazioni e complessità progettuali significa innanzitutto intervenire sull’efficienza organizzativa. In una prospettiva di economia circolare e di sostenibilità industriale, questo approccio può assumere un significato più ampio: una maggiore standardizzazione dei processi e un utilizzo più razionale delle risorse possono contribuire a contenere sprechi, inefficienze e attività ridondanti.
 
È importante, però, distinguere tra ciò che il modello dichiara direttamente e le possibili ricadute. L’Industry Accelerator Approach nasce principalmente per affrontare compliance, resilienza e velocità di implementazione, non viene presentato come una soluzione ambientale in senso stretto.
 
Ed è proprio questa distinzione a rendere interessante il tema: la sostenibilità del Pharma passa anche dalla capacità di costruire sistemi produttivi e digitali meno fragili, più efficienti e più capaci di adattarsi agli shock.
 
Alla base della proposta c’è anche una strategia definita da Cegeka “Pharma-first”, coordinata attraverso un Center of Excellence globale dedicato al settore. Il centro riunisce competenze, metodologie e strumenti specifici per il Pharma e le Life Sciences, con un’attenzione particolare alla qualità e al rapporto con clienti e prospect.
 
Foto: Lorenzo Greco, Managing Director di Cegeka Italia
«Il settore farmaceutico è uno dei motori dell’innovazione e della crescita dell’economia italiana. Cegeka vuole contribuire a questa evoluzione mettendo a disposizione competenze, metodologie e soluzioni pensate per accelerare la trasformazione digitale in un contesto altamente regolamentato», ha dichiarato Lorenzo Greco, Managing Director di Cegeka Italia.
 
La società intende inoltre rafforzare gli investimenti e il proprio impegno nel comparto, in un mercato nel quale la trasformazione digitale deve necessariamente confrontarsi con esigenze molto specifiche.
 

Dalla tecnologia alla condivisione delle competenze

La strategia non si limita alle soluzioni tecnologiche. Un altro tassello è rappresentato dalla Pharma Community, una rete internazionale che riunisce clienti, prospect ed esperti attraverso eventi, tavole rotonde e incontri periodici.
 
L’obiettivo è creare uno spazio di confronto sulle trasformazioni che stanno interessando l’industria: dalle innovazioni digitali all’evoluzione dei requisiti normativi, fino alle sfide legate alla continuità delle filiere.
 
È un aspetto tutt’altro che secondario. In un settore nel quale innovazione e regolamentazione procedono insieme, la capacità di condividere esperienze e best practice può diventare parte integrante della resilienza del sistema.
 
La presenza a CPHI Milano fotografa dunque una tendenza più ampia. La trasformazione digitale dell’industria farmaceutica sta entrando in una fase nella quale non basta più introdurre nuove tecnologie: occorre integrarle nei processi senza aumentare la complessità, mantenendo sotto controllo compliance, rischi e continuità operativa.
 
La sfida riguarda anche la sostenibilità, intesa non soltanto nella sua dimensione ambientale, ma come capacità di costruire organizzazioni efficienti, resilienti e in grado di utilizzare meglio risorse e competenze.
 
Una direzione che coinvolge sempre più il comparto manifatturiero, dove sostenibilità e digitalizzazione stanno diventando leve complementari per la competitività delle imprese.
 
Per il Pharma, in altre parole, la tecnologia non è più soltanto un acceleratore dell’innovazione. Può diventare anche uno degli strumenti attraverso cui ripensare processi e filiere in una direzione più efficiente e, nel lungo periodo, più sostenibile.
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