- 21/11/2024
- Luca Martino
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Eni ha annunciato l’avvio del nuovo sistema HPC6 che costituisce per l’azienda una tappa fondamentale nella strategia di decarbonizzazione
Il nuovo sistema di supercalcolo (High Performance Computing – HPC) HPC6 di Eni, completato e avviato a novembre 2024, potenzia significativamente la capacità computazionale del Green Data Center Eni di Ferrera Erbognone, in provincia di Pavia, portandola da 70 a 606 milioni di miliardi di operazioni matematiche complesse eseguite in un secondo e cioè a 606 PFlops di picco.
HPC6 si posiziona come primo supercomputer in assoluto in Europa, primo al mondo fra i supercomputer a uso industriale e unico sistema non-Usa tra i primi 5 al mondo.
Spiega l’azienda che uno degli elementi chiave di HPC6 è il nuovo sistema di raffreddamento a liquido in grado di ottimizzare l’assorbimento del calore prodotto dalla nuova macchina e renderla più sostenibile da un punto di vista energetico.
La strategia di decarbonizzazione di Eni
Per l’azienda del cane a sei zampe l’avvio di HPC6 rappresenta una tappa fondamentale nella strategia di decarbonizzazione, in cui la tecnologia e il progresso tecnologico sono alla base della creazione dei nuovi business legati alla transizione energetica e ne rappresentano elemento distintivo e di creazione di valore.
Eni impiega da anni il supercalcolo per ottimizzare l’operatività degli impianti industriali, migliorare l’accuratezza degli studi geologici e fluidodinamici per lo stoccaggio della CO2, per sviluppare batterie più performanti, per ottimizzare la filiera dei biocarburanti e per sviluppare materiali innovativi per applicazioni nei settori della bio-chimica e infine anche per simulare il comportamento del plasma nella fusione a confinamento magnetico.
Il ruolo di HPC6
La straordinaria potenza di calcolo di HPC6 supporterà, dunque, un’ulteriore fase di accelerazione del processo di trasformazione di Eni per individuare soluzioni innovative, scalabili ed economicamente sostenibili e accelerare lo sviluppo dei nuovi business ad alto potenziale legati alla transizione energetica e inoltre, rafforzerà il rapporto sinergico tra Eni e le sue Società satellite e costituisce un fattore rilevante di valore che Eni può mettere a disposizione anche di nuove collaborazioni.
Nel dettaglio, il nuovo sistema HPC consente di passare dai 70 PFlop/s di HPC4 e HPC5 a oltre 600 PFlop/s di picco di HPC6, con un incremento della capacità di calcolo pari a circa un ordine di grandezza, ed è basato su un’architettura concepita con la stessa tecnologia che costituisce i sistemi a oggi più potenti in Europa e nel mondo, che combina CPU e GPU in una configurazione ibrida, con oltre 3400 nodi di calcolo e con quasi 14mila GPU, per massimizzarne le prestazioni computazionali e l’efficienza energetica.
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Per Descalzi il super calcolo leva imprescindibile per il raggiungimento di Net Zero
Per l’amministratore delegato del cane a sei zampe Descalzi “L’innovazione e il costante miglioramento delle tecnologie sono fondamentali per mantenere e rafforzare la leadership di Eni nella transizione energetica. I progressi tecnologici ci consentono un uso più efficiente dell’energia riducendo le emissioni e favorendo lo sviluppo di nuove soluzioni energetiche”.
“Abbiamo integrato il super calcolo lungo tutta la filiera dei nostri business – ha spiegato Descalzi – trasformandolo in una leva imprescindibile per il raggiungimento di Net Zero e per la stessa creazione di valore. Eni ha sviluppato un patrimonio unico di conoscenze tecnologiche e di programmazione che ci danno un vantaggio competitivo a livello internazionale e che supportano la velocità della nostra trasformazione e nel contempo la nostra crescita”.


















































































































