- 05/04/2026
- Redazione
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Nuova scoperta: i data center AI possono produrre acqua potabile e catturare CO2. Ecco come cambia tutto per ambiente ed energia
La tecnologia di cattura diretta dell’aria (DAC), alimentata dal calore di scarto, potrebbe rimuovere tra 50 e 1.000 megatonnellate di CO₂ all’anno. E’ quanto emerge dallo studio “La scienza per la politica ambientale”: Servizio di allerta notizie della DG Ambiente della Commissione europea, a cura dell’Unità di comunicazione scientifica dell’Università del West of England, Bristol.
Non solo: il valore economico stimato potrebbe arrivare fino a 100 miliardi di dollari annui. Un contributo significativo agli obiettivi di neutralità climatica, soprattutto in Europa.
Tuttavia, restano ostacoli tecnici importanti: il calore prodotto dai data center è spesso troppo “freddo” per garantire la massima efficienza dei sistemi DAC, e la scala necessaria per sfruttarlo completamente è ancora lontana dagli standard attuali.
Acqua potabile dai data center: verso un modello “water-positive”
L’altra applicazione chiave riguarda la depurazione dell’acqua. Utilizzando il calore di scarto, è possibile trasformare acqua salmastra o marina in acqua potabile.
In questo scenario, i data center non solo ridurrebbero il loro consumo idrico, ma potrebbero addirittura diventare produttori netti di acqua: un modello definito “water-positive”.
Una prospettiva particolarmente rilevante per le aree soggette a stress idrico.
Una nuova metrica per misurare l’efficienza
I ricercatori propongono anche un nuovo indicatore: Energy Utilisation Efficiency+ (EUE+), che misura quanto efficacemente l’energia utilizzata dai data center venga convertita in benefici concreti, come calcolo utile, cattura di CO₂ e produzione di acqua.
Secondo le stime, un solo kilowattora di energia potrebbe:
- rimuovere fino a 0,5 kg di CO₂
- generare circa 0,5 kg di acqua
Un cambio radicale rispetto all’attuale modello energetico.
Le sfide ancora aperte
Nonostante il potenziale, la strada è ancora lunga. Tra i principali ostacoli:
- Temperature del calore non sempre adeguate
- Costi elevati e incerti delle tecnologie DAC
- Complessità nella gestione e distribuzione dell’acqua prodotta
- Necessità di infrastrutture su larga scala
Anche studi recenti commissionati dal Parlamento europeo sottolineano come la cattura diretta della CO₂ sia promettente, ma ancora economicamente impegnativa.
L’Europa e la strategia per un’economia dell’acqua
La Commissione europea sta già lavorando a una strategia per la resilienza idrica, con l’obiettivo di costruire un’economia “water-smart”. I data center potrebbero giocare un ruolo centrale, diventando nodi attivi in un sistema più circolare e sostenibile.
Il futuro: data center carbon-negative e water-positive
La conclusione dello studio è chiara: con innovazioni nel raffreddamento e nella gestione del calore, i data center potrebbero passare da problema ambientale a soluzione.
Non più solo infrastrutture digitali, ma veri e propri hub energetici capaci di:
- catturare carbonio
- produrre acqua
- ottimizzare ogni watt di energia
La stessa tecnologia che alimenta la rivoluzione digitale potrebbe così diventare un pilastro della transizione ecologica.



















































































































