- 08/08/2024
- Luca Martino
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Dall’esperienza di Legambiente, Italiafestival e Università di Siena nasce la Scuola di ecoeventi, un campus residenziale di tre giorni che mira a fornire un supporto alla filiera culturale che si sta avviando sulla strada della transizione ecologica
L’impegno verso la transizione energetica ed ecologica coinvolge tutti i settori, anche quello dello spettacolo. Teatri e cinema si stanno già muovendo verso un futuro più verde e la consapevolezza di dover affrontare le problematiche ambientali ed energetiche riguardano anche il mondo dei Festival.
Per comprendere come il settore si stia muovendo, quali potrebbero essere le azioni da intraprendere e su quali aspetti concreti si può intervenire abbiamo sentito Angelo Gentili, coordinatore di Festambiente, la manifestazione nazionale di Legambiente che rappresenta un evento-modello a livello nazionale basato sulla sostenibilità ecologica.
Dal 9 all’11 agosto si svolgerà a Ripescaia (GR), durante Festambiente e in collaborazione con Italiafestival e Università di Siena, la prima scuola di Ecoeventi, un campus per promuovere la sostenibilità negli eventi culturali. Come e perché nasce l’idea della scuola e a chi è rivolta?
L’idea della Scuola di ecoeventi, realizzata nell’ambito del progetto “Rigenerazione culturale a emissioni zero” (avviso pubblico TOCC – Capacity building per gli operatori della cultura per gestire la transizione ecologica, finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU e gestito dal Ministero della Cultura), nasce dalla crescente consapevolezza dell’importanza della sostenibilità negli eventi culturali. La corsa della crisi climatica ha imposto la necessità di ridurre l’impatto ecologico delle manifestazioni culturali e la Scuola si propone come un’iniziativa educativa e formativa per promuovere pratiche sostenibili nel settore degli eventi. La partnership tra Festambiente, Italiafestival e l’Università di Siena – Santa Chiara Lab ha reso possibile la creazione di un programma formativo che unisce competenze accademiche, operative e di organizzazione eventi. Valore aggiunto è indubbiamente Festambiente, il festival nazionale di Legambiente giunto alla sua trentaseiesima edizione: un modello per l’Italia e l’Europa. Il percorso formativo è rivolto a organizzatori di eventi, professionisti del settore che desiderano integrare pratiche sostenibili nei loro eventi, studenti universitari e ricercatori interessati a specializzarsi nel campo della sostenibilità degli eventi, istituzioni e associazioni impegnate nella promozione della sostenibilità e professionisti della cultura che intendono contribuire a ridurre l’impatto ambientale delle loro attività.
Potenziare le competenze e la consapevolezza delle imprese culturali e degli enti pubblici al fine di rendere sostenibili gli eventi è fondamentale, ma secondo Lei, esistono difficoltà e ostacoli che gli operatori possono incontrare e se si quali? O è solo una questione di volontà?
Potenziare le competenze e la consapevolezza delle imprese culturali e degli enti pubblici per rendere sostenibili gli eventi è fondamentale, ma è un percorso di certo non privo di difficoltà e ostacoli. Una delle principali sfide riguarda i costi iniziali. Adottare tecnologie, soluzioni e materiali sostenibili, ad esempio, può essere costoso e molti organizzatori potrebbero non avere le risorse necessarie per sostenere un simile investimento. Inoltre, formare il personale e acquisire nuove competenze in ambito sostenibile richiede tempo e risorse finanziarie aggiuntive. Un altro ostacolo significativo è la mancanza di conoscenza e consapevolezza. Non tutti gli operatori sono informati sulle pratiche sostenibili e sui benefici a lungo termine che queste possono portare. La mancanza di informazione può portare a una resistenza al cambiamento e a un mancato riconoscimento dell’importanza di adottare approcci più ecologici. Anche la resistenza culturale e organizzativa può rappresentare un ostacolo. Anche cambiare le abitudini consolidate e le pratiche operative può incontrare resistenza sia a livello individuale che collettivo. Nonostante queste difficoltà, la questione non è solo di volontà. La determinazione e l’impegno sono cruciali, ma è anche necessario fornire strumenti adeguati, incentivi economici e supporto formativo per facilitare la transizione verso eventi più sostenibili. Affrontare e superare le sfide richiede una combinazione di risorse finanziarie, educazione e supporto infrastrutturale e organizzativo. La Scuola di ecoeventi metterà al centro tutti questi elementi, facendo ben comprendere che solo insieme è possibile fare la differenza.
Sappiamo che l’industria dell’arte produce grandi quantità di CO₂. Quali strumenti si possono adottare e quali obiettivi si possono raggiungere al fine di ridurre le emissioni inquinanti e climalteranti? Oltre al tema delle emissioni ci sono anche altri aspetti sui quali si può intervenire?
L’industria dell’arte produce notevoli quantità di CO₂, ma esistono vari strumenti e strategie che possono essere adottati per ridurre le emissioni inquinanti e climalteranti. Un primo passo importante è l’adozione di tecnologie sostenibili. Ad esempio, utilizzare illuminazione a LED può ridurre significativamente il consumo energetico rispetto alle tradizionali lampade ad incandescenza. Questi sistemi di illuminazione non solo sono più efficienti dal punto di vista energetico, ma hanno anche una durata maggiore, riducendo così la necessità di sostituzioni frequenti e, conseguentemente, i rifiuti. Un’altra misura efficace riguarda l’uso di materiali ecocompatibili per arredi e installazioni. Scegliere materiali riciclati o a basso impatto ambientale per costruire scenografie e supporti può contribuire a ridurre l’impronta ecologica complessiva degli eventi. Inoltre, privilegiare l’uso di vernici e solventi non tossici può migliorare la qualità dell’aria all’interno degli spazi espositivi e ridurre l’inquinamento. La gestione dei rifiuti rappresenta un ulteriore campo di intervento. Implementare programmi di riciclaggio e compostaggio può aiutare a minimizzare i rifiuti. Adottare pratiche di riduzione degli sprechi, come l’uso di stoviglie riutilizzabili durante gli eventi, può ulteriormente contribuire a ridurre l’impatto ambientale. Anche la logistica e il trasporto giocano un ruolo cruciale. Ridurre le emissioni di CO₂ legate al trasporto, utilizzando mezzi di trasporto a basso impatto ambientale e pianificando percorsi efficienti è strategico. Dal punto di vista degli obiettivi, uno dei principali è ridurre le emissioni di CO₂ attraverso l’adozione di fonti di energia rinnovabile. Installare pannelli solari o altre forme di energia verde può contribuire a diminuire la dipendenza dai combustibili fossili. Promuovere la sostenibilità attraverso l’educazione e la sensibilizzazione del pubblico e degli artisti stessi, infine, può avere un effetto moltiplicatore, incoraggiando comportamenti responsabili e pratiche sostenibili.
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Quando si pensa ai Festival, si pensa a manifestazioni che attirano molte persone e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica rispetto a scelte e stili di vita sostenibili è molto importante. Quale è il ruolo che il settore culturale e il mondo dei festival, in particolare, dato che coinvolge maggiormente i giovani, possono e devono avere?
Il settore culturale e il mondo dei festival hanno un ruolo cruciale nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica e nella promozione di scelte e stili di vita sostenibili, soprattutto se si considera che proprio i festival attirano un pubblico ampio e variegato, con una forte presenza di giovani. I festival sono infatti un’opportunità unica per educare e sensibilizzare il pubblico su temi di sostenibilità. Gli organizzatori possono integrare contenuti educativi nelle loro programmazioni, come workshop, conferenze e dibattiti su tematiche ambientali, cambiamenti climatici e pratiche sostenibili. Il settore culturale in genere può fungere da modello di comportamento sostenibile, dimostrando pratiche eco-compatibili in azione. Ad esempio, l’adozione di misure come la gestione efficiente dei rifiuti, l’uso di materiali riciclabili, e l’implementazione di soluzioni energetiche rinnovabili non solo riducono l’impatto ambientale dell’evento stesso, ma servono anche a mostrare ai partecipanti come le scelte sostenibili possano essere integrate nella vita quotidiana. Il mondo dei festival, peraltro, è intrinsecamente legato alla creatività e all’innovazione, elementi che possono essere sfruttati per sviluppare e promuovere soluzioni sostenibili. Il settore culturale e i festival possono, infine, esercitare una significativa influenza sulle politiche pubbliche e sulle pratiche aziendali. Dimostrando un impegno concreto verso la sostenibilità, i festival possono spingere i decisori politici e le aziende ad adottare normative e pratiche più sostenibili. La visibilità e la popolarità dei festival li rendono piattaforme potenti per advocacy e cambiamento sociale.





















