- 03/10/2025
- Simone Martino
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Un servizio innovativo nato a Ponza punta a rivoluzionare la gestione del turismo nautico in Italia e nel Mediterraneo, unendo sostenibilità ambientale e tecnologia digitale
Dopo il successo della sperimentazione a Ponza, Telepass Mare, il servizio digitale per il pagamento del ticket ambientale legato all’ormeggio delle imbarcazioni, si prepara ad espandersi su scala nazionale.
Telepass, società del Gruppo Mundys e leader nel telepedaggio e nella mobilità integrata, ha annunciato ieri durante la tavola rotonda “Turismo nautico sostenibile e tutela ambientale”, l’avvio della fase due della sperimentazione di Telepass Mare.
Lanciato lo scorso luglio, Telepass Mare consente ai diportisti di versare il contributo previsto dal Comune di Ponza direttamente via smartphone, in modo semplice, veloce e trasparente. Basta inserire i dati dell’imbarcazione – come lunghezza e tipologia – e l’app calcola automaticamente l’importo dovuto in base alla stagione. Il servizio è aperto a tutti, anche a chi non è cliente Telepass.
Un modello replicabile lungo tutte le coste italiane e in tutto il bacino del Mediterraneo
Durante la presentazione, esperti, amministratori locali e rappresentanti istituzionali hanno discusso i risultati della prima fase della sperimentazione e le prospettive future.
Noi ne abbiamo parlato con Luca Luciani, amministratore delegato di Telepass.
Dott. Luciani quando si pensa alla sostenibilità del mare si deve fare riferimento anche a tutto ciò che è correlato ad esso e quindi anche alla blue economy che comprende turismo e trasporto marittimo. Come nasce l’idea di Telepass Mare e qual è il suo obiettivo?
Esisteva un’esigenza dell’amministrazione locale dell’isola di Ponza di ridurre l’invasività delle “barche in rada”, il cosidetto progetto Poseidonia con l’esigenza di migliorare i servizi per i turisti e i natanti che arrivavano sull’isola. Noi abbiamo intercettato quasta esigenza, abbiamo portato quello che è Telepass, ossia tecnologia, piattaforme, app, per vedere se si riusciva a farlo in maniera più semplice, più sicura e più fruibile. La cosa bella è che siamo riusciti a fare il bene del mare, abbiamo reso il turismo sull’isola sostenibile con la tecnologia il che secondo me rappresenta un’unione logica importante.
A proposito di ciò come si coniuga digitalizzazione e sostenibilità?
In realtà ciò rappresenta un pò l’anima di Telepass. Il servizio base da cui siamo nati ha permesso di risparmiare circa 70.000 tonnellate di CO2 equivalente e diversi milioni di euro di risparmio di carburante semplicemente perchè l’auto che non è in fila al casello non inquina. Il concetto è esattamente lo stesso. Abilitare la mobilità urbana da app, che sia un monopattino elettrico, una ricarica elettrica o un mezzo pubblico, non solo significa semplificare il servizio per il cittadino ma significa anche ridurre la congestione delle grandi città. Telepass Mare è la stessa cosa, cambia l’ambiente in cui lo svolgiamo però la filosofia è la stessa.
Quali sono le prossime sfide che avete davanti?
Industrializzarlo. L’abbiamo voluto testare a Ponza quest’estate, quest’inverno dobbiamo lavorare per federare la gran parte delle marine cioè porti turistici privati o pubblici, le riserve marine, pensiamo per esempio alla Maddalena che fa 4000 – 5000 barche in rada. Gestire questo tipo di flusso è la sfida che abbiamo davanti per trasformare Telepass Mare da un bellissimo esperimento a una realtà industriale.




















