- 28/10/2024
- Simone Martino
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Nel corso della manifestazione “Maker Faire Rome” che si è tenuta dal 25 al 27 ottobre a Roma presso il Gazometro Ostiense, dove innovatori e creativi di tutto il mondo presentano i propri progetti, i Carabinieri del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari (CUFAA) hanno presentato il progetto “Smart Urban Forest Monitoring”
La sperimentazione del progetto, in corso a Roma, è fondamentale per la salvaguardia dei polmoni verdi delle città, aree chiave fondamentali per il benessere di persone e spazi, che possono mitigare gli effetti dell’inquinamento e dell’incremento delle temperature, nonché regolare il microclima e favorire la biodiversità.
Come nasce l’idea del progetto e in cosa consiste
“L’idea del progetto Smart Urban Forest Monitoring” – ci ha riferito il Colonnello Giancarlo Papitto, Capo ufficio progetti del Comando unità forestali ambientali agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri – “nasce dalla necessità di monitorare le foreste e l’ambiente in generale in maniera tecnologicamente avanzata. Per farlo l’Arma dei carabinieri si è avvalsa delle migliori istituzioni a livello mondiale e per questo ha stretto un accordo con il Massachusetts Institute of Technology di Boston (MIT) per lavorare insieme sia all’applicazione di nuove tecnologie sia alle tecnologie cui l’istituto stava sviluppando in modo da integrarle con i sistemi di monitoraggio delle foreste e dell’ambiente del CUFAA”.
Il progetto prevede il posizionamento di uno speciale sensore sul tetto di alcuni veicoli dei carabinieri in grado di monitorare lo stato di salute del verde urbano. Si tratta, effettivamente, dell’ultimo prototipo di sensore chiamato “Greenery Scanner”, sviluppato dal Senseable City Lab del MIT. Il sensore, inoltre, è totalmente autonomo sotto il profilo energetico, poiché è dotato di una batteria agli ioni di litio abbinata a un piccolo pannello fotovoltaico.
“Gli alberi delle nostre città sono sempre più soggetti all’attacco di parassiti, e la tempestività della cura è indispensabile per salvaguardare il nostro patrimonio verde. Già da tempo stavamo facendo ricerca su nuovi sistemi per il monitoraggio urbano di vari parametri ambientali come la qualità dell’aria, le isole di calore, l’ambiente costruito e l’infrastruttura verde”. – ci ha detto l’Ing. Umberto Fugiglando, Research Manager & Partnerships Lead al Massachusetts Institute of Technology – “Per monitorare questi parametri è necessaria una rete sensoristica molto estesa, ma i costi si possono drasticamente ridurre se utlizziamo pochi sensori che si spostano per la città. Abbiamo, quindi, iniziato un’ottima collaborazione con il Comando Forestale dell’Arma dei Carabinieri per usare le loro autovetture che normalmente girano per le attività di monitoraggio della città, su cui noi aggiungiamo i nostri sensori. L’obiettivo è raccogliere dati del verde urbano tramite sensori multispettrali, che con un sistema di intelligenza artificiale che abbiamo progettato permetterà di fornire loro informazioni utili sulla salute degli alberi e dell’infrastruttura verde, in modo da indirizzare le attività di manutenzione, cura e contenimento delle malattie arboree”.

Foto: Greenery Scanner
L’importanza del progetto e il ruolo delle aree verdi nelle città
A causa del cambiamento climatico i fattori di stress naturali e antropogenici come parassiti ed eventi climatici estremi influenzano, purtroppo negativamente, la salute del verde urbano.
“Le “foreste urbane sono delle infrastrutture verdi che consentono di esprimere i maggiori servizi ecosistemici alla comunità. Gli alberi nelle città producono ombra e riducono le intensità delle ondate di calore che le città subiscono durante il periodo estivo. Gli alberi trattengono il particolato e quindi gli inquinanti che sono connessi alla PM2.5 e PM10 e allo stesso tempo svolgono la loro funzione principale che è quella di produrre ossigeno e trattenere CO2” – ha concluso il Colonello Papitto.
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“Inoltre – ha aggiunto Fugiglando – gli alberi, tramite l’ombreggiamento e l’evapotraspirazione, abbassano la temperatura urbana svolgendo così un doppio ruolo sia attivo che passivo.” Il progetto è importante anche per “il ruolo predittivo che svolge, rappresentato dalla capacità che il MIT, insieme con l’Arma dei Carabinieri, sta sviluppando per andare a trovare i parassiti che attaccano le piante, riuscendo così a fare una manutenzione preventiva dell’ambiente.
























