- 12/11/2025
- Simone Martino
- 0
Un contributo concreto e positivo nella lotta allo spreco alimentare arriva da Milano e dai suoi dintorni, con l’obiettivo di espandersi ben oltre i confini dell’hinterland milanese
In un mondo in cui quasi 800 milioni di persone soffrono ancora la fame, lo spreco alimentare rappresenta una delle contraddizioni più gravi e preoccupanti della nostra società. Ogni anno, un terzo del cibo prodotto globalmente – circa 1,3 miliardi di tonnellate – viene sprecato e ciò comporta implicazioni non solo etiche, ma anche ambientali ed economiche di enorme portata.
Ne abbiamo parlato con Nicola Lamberti, Amministratore Delegato di PlaneEat.
Dal rapporto “Il caso Italia 2025” consegnato dall’Osservatorio Waste Watcher International emerge che l’asticella dello spreco alimentare domestico è salita e oggi gettiamo ogni giorno 88,2 grammi di cibo ovvero 617,9 grammi settimanali. Questo significa che nei prossimi cinque anni, ossia da qui al 2030, dobbiamo dimezzare la quantità di cibo sprecato che produciamo. Dott. Lamberti cos’è PlanEat e come contribuisce a ridurre lo spreco di cibo?
PlanEat è una piattaforma digitale intelligente e modulare, capace di far produrre e acquistare solo ciò che serve davvero. E’ una PMI Innovativa e Società Benefit, che mette la tecnologia al servizio del bene comune, unendo sostenibilità, efficienza e impatto sociale.
PlanEat nasce proprio per risolvere una delle sfide più urgenti del nostro tempo: lo spreco alimentare. L’idea prende vita dall’intuizione che la lotta allo spreco deve partire a monte, dalla pianificazione, non dalla gestione dell’eccedenza. PlanEat agisce in modo preventivo, evitando che lo spreco si generi. Grazie alla pianificazione intelligente si produce e si acquista solo il necessario, si riducono costi e impatti ambientali, si misurano i risultati in tempo reale.
Al 2025, l’ecosistema PlanEat ha già permesso di risparmiare 101.316 kg di cibo, evitare 74.586 kg di plastica, risparmiare 59 milioni di litri d’acqua, evitare 257.343 kg di CO₂, salvare oltre 1 milione di m² di terreno agricolo.
Sappiamo che lo spreco alimentare si verifica lungo tutta la filiera: dalla produzione agricola alla trasformazione industriale, dalla distribuzione fino al consumo finale nei ristoranti, nei supermercati, nelle mense scolastiche e aziendali e soprattutto nelle case. Tra le varie cause per le quali alla fine siamo costretti a buttare cibo vi sono quelle riguardanti la cattiva pianificazione domestica, come acquisti eccessivi o conservazione non corretta degli alimenti e la mancanza di tempo per fare la spesa in modo consapevole. Ci spiega come grazie alla piattaforma si risparmia tempo e si acquistano prodotti senza il rischio che si generi spreco?
Foto: Nicola Lamberti, Amministratore Delegato PlanEat
PlanEat offre un sistema di pianificazione dei pasti che consente a chi fornisce e a chi consuma di: prenotare i pasti in anticipo, scegliere porzioni e menu personalizzati, ricevere o consumare il pasto tramite diverse modalità (consegna in azienda, mensa interna, da asporto o al ristorante). Tutte le opzioni convivono sulla stessa piattaforma, che mostra una pianificazione giornaliera completa e genera report automatici di impatto ambientale.
Ogni utente — che sia una famiglia o un’impresa — può prenotare, personalizzare e monitorare i pasti attraverso un’unica piattaforma. Il sistema aggrega i dati, ottimizza gli acquisti, e misura in tempo reale l’impatto ambientale, traducendo ogni scelta in numeri concreti di CO₂, acqua e suolo risparmiati”.
Nel mondo B2C, aiuta i cittadini a pianificare la spesa, creare menu equilibrati e ridurre gli sprechi domestici, offrendo kit di ingredienti lavati, porzionati e pronti a realizzare le ricette selezionate. Nel mondo B2B, supporta scuole, aziende e ristoratori nel gestire pasti, ordini e porzioni in modo efficiente e tracciabile.
Attenzione alla salute e alla sostenibilità sono sempre più al centro della ricerca dei consumatori che dimostrano un profondo e diffuso interesse nei confronti della relazione persona, cibo e ambiente. Come rispondete a questa esigenza?
PlanEat nasce da una visione sistemica: la salute delle persone è legata a quella del pianeta. Ogni scelta alimentare, anche la più piccola, genera un effetto sulla collettività. Per questo la piattaforma aiuta a rendere visibile l’impatto di ogni pasto — in termini di CO₂, acqua e suolo risparmiati — e a trasformare il momento del cibo in un gesto consapevole, educativo e rigenerativo.
Inoltre, PlanEat promuove un’alimentazione sana e locale, basata sulla dieta mediterranea e su ingredienti a km zero. Ogni pasto valorizza produttori del territorio e riduce l’impronta ambientale. La piattaforma sostiene anche l’utilizzo di packaging compostabile o riutilizzabile, in linea con i Criteri Ambientali Minimi (CAM), contribuendo così a una mensa davvero sostenibile.
Ascolta qui il Podcast ProsperA
Coinvolgere un maggior numero di consumatori significa aumentare il numero di cittadini che non sprecano cibo. Sicuramente un modo per coinvolgere più persone è quello di rivolgersi ad aziende e scuole. Ecco, perché il servizio che offrite è apprezzato dalle aziende e dalle scuole? E quali sono i prossimi obiettivi?
Le aziende scelgono PlanEat per offrire ai dipendenti una pausa pranzo flessibile e coerente con i propri obiettivi ESG. Le scuole lo adottano per educare bambini e famiglie a comportamenti responsabili e per ridurre concretamente lo spreco. Ma il modello si estende anche a ospedali, eventi, crociere, trasporti e PA, ovunque ci sia bisogno di conciliare qualità del cibo, efficienza e sostenibilità.
Grazie al progetto “Pasto sospeso”, PlanEat trasforma inoltre il credito aziendale non utilizzato in pasti donati a persone in difficoltà — oltre 24.000 pasti donati al 2025 — creando un ciclo virtuoso di valore sociale.
Nei prossimi anni, PlanEat punta a espandere la rete di mense diffuse in nuovi territori e settori; migliorare l’intelligenza predittiva della piattaforma; supportare i Comuni nell’inserimento di strumenti digitali anti-spreco nei bandi pubblici e consolidare il ruolo di PlanEat come punto di riferimento per la misurazione dell’impatto alimentare nelle strategie ESG.
Ridurre lo spreco alimentare significa rispettare il cibo, chi lo produce, l’ambiente e chi non ne ha abbastanza. È una responsabilità collettiva, ma anche un’occasione per cambiare in meglio le nostre abitudini quotidiane. Il cibo ha un valore che va oltre il prezzo: è cultura, risorsa, vita. Non sprecarlo è il primo passo verso un futuro ad impatto positivo e giusto.
















